Lo scrittore

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Il Con­te di Ke­ve­n­hül­ler è l’ul­ti­mo li­bro che Gior­gio Ca­pro­ni (1912 - 1990) pub­bli­ca in vi­ta, nel 1986 (Gar­zan­ti). L’ope­ra è il cul­mi­ne del «ter­zo pe­rio­do» del­la sua poe­sia: do­po una pri­ma fa­se di ri­cer­ca for­ma­le e sguar­do do­len­te sul­la real­tà, do­po le com­po­si­zio­ni più in­tro­spet­ti­ve, l’ul­ti­mo Ca­pro­ni re­cu­pe­ra una di­men­sio­ne estre­ma del­la pa­ro­la e ne fa, co­me ha scrit­to Gior­gio Agam­ben, un’os­ses­si­va «caccia» al­la be­stia che «appare soltanto nel suo di­le­gua­re» (Agam­ben).

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