Bim­bo vac­ci­na­to due vol­te per er­ro­re

Il pa­stic­cio cau­sa­to da bloc­co in­for­ma­ti­co

Corriere della Sera (Milano) - - Da Prima Pagina - Ra­viz­za

A un bam­bi­no di sei me­si è sta­to iniet­ta­to per due vol­te il vac­ci­no esa­va­len­te a di­stan­za di so­li 24 gior­ni. Il mo­ti­vo è do­vu­to a un bloc­co del com­pu­ter, do­ve la vac­ci­na­zio­ne ap­pe­na ese­gui­ta non ri­sul­ta­va, co­me con­fer­ma­to da Mau­ro Mo­re­no, di­ret­to­re sa­ni­ta­rio del cen­tro vac­ci­na­le di via Boi­fa­va 25 che di­pen­de da­gli ospe­da­li San Car­lo e San Paolo: «Con i tec­ni­ci in­for­ma­ti­ci ab­bia­mo ri­co­strui­to lo sba­glio». Il fat­to ri­sa­le al 14 lu­glio. «La fa­mi­glia non chie­de sol­di ma chia­rez­za — spiega l’av­vo­ca­to in­ca­ri­ca­to dai ge­ni­to­ri del pic­co­lo, Carlotta Cor­nia —. Vo­glio­no so­lo sa­pe­re co­me pro­se­gui­re con le vac­ci­na­zio­ni e ras­si­cu­ra­zio­ni sul­le even­tua­li ri­per­cus­sio­ni sul neo­na­to».

Neo­na­to vac­ci­na­to due vol­te per er­ro­re. Sul com­pu­ter la vac­ci­na­zio­ne ap­pe­na ese­gui­ta non ri­sul­ta: co­sì a un bim­bo di sei me­si vie­ne di nuo­vo iniet­ta­to lo stes­so vac­ci­no a di­stan­za di so­li 24 gior­ni. Si trat­ta del­la vac­ci­na­zio­ne più im­por­tan­te per chi è ap­pe­na na­to, os­sia l’esa­va­len­te con­tro dif­te­ri­te, te­ta­no, per­tos­se, po­lio­mie­li­te, epa­ti­te B ed hae­mo­phi­lus in­fluen­zae. Sul­lo sba­glio non c’è dub­bio: «La re­gi­stra­zio­ne di que­ste do­si — scri­ve il di­ret­to­re sa­ni­ta­rio Mau­ro Mo­re­no — non ri­sul­ta­va pre­sen­te sul si­ste­ma in­for­ma­ti­co».

Suc­ce­de al cen­tro vac­ci­na­le di via Boi­fa­va 25, pe­ri­fe­ria sud di Mi­la­no. L’am­bu­la­to­rio di­pen­de da­gli ospe­da­li San Car­lo e San Paolo. Lì, il 14 lu­glio un pa­pà ac­com­pa­gna il fi­glio per la som­mi­ni­stra­zio­ne del vac­ci­no con­tro la me­nin­gi­te B, che dal 2017 rien­tra tra quel­li of­fer­ti gra­tui­ta­men­te dal si­ste­ma sa­ni­ta­rio.

L’appuntamento è per le 9 del mat­ti­no. Il bim­bo de­ve ri­ce­ve­re la se­con­da do­se del me­nin­go­coc­co B, a di­stan­za di al­me­no un me­se dal­la pri­ma co­me da ca­len­da­rio vac­ci­na­le. L’esa­va­len­te l’ha ri­ce­vu­to, com’è giu­sto che sia, già in due do­si: il 10 apri­le e il 21 giugno. L’ul­ti­ma do­se do­vreb­be es­ser­gli iniet­ta­ta in­tor­no a di­cem­bre; in­ve­ce in­sie­me all’an­ti­me­nin­gi­te gli vie­ne som­mi­ni­stra­to di nuo­vo an­che l’esa­va­len­te. Due pun­tu­re al po­sto di una. Tra lo sba­lor­di­men­to dei ge­ni­to­ri, che rea­liz­za­no quan­to av­ve­nu­to la se­ra.

Que­sta la ri­co­stru­zio­ne dell’ac­ca­du­to, in se­gui­to al­le pro­te­ste del­la fa­mi­glia, del cen­tro vac­ci­na­le: «Si è ve­ri­fi­ca­to un er­ro­re im­pre­vi­sto del si­ste­ma di re­gi­stra­zio­ne te­le­ma­ti­co che ha de­ter­mi­na­to la per­di­ta del­le in­for­ma­zio­ni re­la­ti­ve al­le vac­ci­na­zio­ni ese­gui­te il 21 giugno 2017 (gior­no in cui il pic­co­lo ave­va ri­ce­vu­to la se­con­da do­se di esa­va­len­te, ndr) — spiega Mo­re­no —. Con la soft­ware hou­se che ha rea­liz­za­to e ha in manutenzione il si­ste­ma in­for­ma­ti­co, è sta­ta con­dot­ta un’ac­cu­ra­ta ana­li­si tec­ni­ca per ri­co­strui­re le ope­ra­zio­ni ef­fet­tua­te sul­la sche­da vac­ci­na­le del bam­bi­no. Dai ri­sul­ta­ti del­le in­da­gi­ni è emer­so lo sba­glio. Ci scu­sia­mo».

Un pa­stic­cio. Non è tut­to­ra chia­ro, pur­trop­po, cos’è sta­to iniet­ta­to al bim­bo. È sta­ta ese­gui­ta per er­ro­re an­co­ra la se­con­da do­se di esa­va­len­te che ave­va ap­pe­na fat­to, co­sa pro­ba­bi­le vi­sto che per il pro­ble­ma dei si­ste­mi in­for­ma­ti­ci del 21 giugno non era sta­ta re­gi­stra­ta pro­prio la se­con­da do­se? Op­pu­re gli è sta­ta an­ti­ci­pa­ta di cin­que me­si la ter­za? «Le do­si di vac­ci­no an­ti­ci­pa­te ri­spet­to al­le tem­pi­sti­che del nor­ma­le ca­len­da­rio vac­ci­na­le non for­ni­sco­no le ne­ces­sa­rie ga­ran­zie di ef­fi­ca­cia — scri­ve Mo­re­no, che sem­bra aval­la­re l’ul­ti­ma ipo­te­si —. Per­tan­to ai fi­ni del­la pro­te­zio­ne im­mu­ni­ta­ria, le do­si di esa­va­len­te som­mi­ni­stra­te al pic­co­lo il 14 lu­glio non pos­so­no es­se­re con­si­de­ra­te va­li­de e sa­rà ne­ces­sa­rio pro­ce­de­re con una ul­te­rio­re som­mi­ni­stra­zio­ne dei sud­det­ti vac­ci­ni tra­scor­si al­me­no sei me­si».

Una con­fu­sio­ne che man­da in agi­ta­zio­ne la mam­ma e il pa­pà del bim­bo, con­vin­ti dell’im­por­tan­za del­le vac­ci­na­zio­ni e de­ci­si a pro­teg­ge­re il lo­ro bam­bi­no nel mo­do mi­glio­re. «Tut­to­ra la fa­mi­glia non sa co­me de­ve pro­ce­de­re — spiega l’av­vo­ca­to Carlotta Cor­nia, in­ca­ri­ca­to dai ge­ni­to­ri per aiu­tar­li a sbro­glia­re la ma­tas­sa —. Non chie­do­no sol­di, né al­tro: so­lo chia­rez­za su co­me pro­se­gui­re con le vac­ci­na­zio­ni e ras­si­cu­ra­zio­ni su even­tua­li ri­per­cus­sio­ni per la sa­lu­te del neo­na­to. In un mo­men­to sto­ri­co co­me que­sto — a ri­dos­so del­la leg­ge sull’ob­bli­ga­to­rie­tà dei vac­ci­ni per ac­ce­de­re a scuo­la — com­met­te­re un er­ro­re co­sì gros­so­la­no è gra­vis­si­mo. E an­co­ra più ri­pro­ve­vo­le è non for­ni­re all’uten­za un ser­vi­zio di so­ste­gno e in­for­ma­zio­ne in ca­so di sba­glio».

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