Ag­gua­to e spa­ri Tor­na la guer­ra per lo spac­cio

Corriere della Sera (Milano) - - Cronaca Di Milano - Ce­sa­re Giuz­zi

L’as­sal­to av­vie­ne al­le die­ci e mez­za di sa­ba­to se­ra. Via del­le Mi­mo­se a Roz­za­no si tro­va nel pie­no del quar­tie­re Aler, zo­na po­po­la­re ma an­che po­po­lo­sa. Spe­cie nel fi­ne set­ti­ma­na. L’al­lar­me dei re­si­den­ti in po­chi mi­nu­ti ar­ri­va an­che sui so­cial: «Ave­te sen­ti­to i col­pi di pi­sto­la?». E chi vi­ve a Roz­za­no, pur­trop­po, sa ri­co­no­sce­re il ru­mo­re dell’esplo­sio­ne di un pro­iet­ti­le da quel­lo di un fuo­co d’ar­ti­fi­cio. Po­chi mi­nu­ti do­po, il 118 e i ca­ra­bi­nie­ri soc­cor­ro­no un marocchino di 29 an­ni con il vol­to e il cor­po com­ple­ta­men­te co­per­to di san­gue. Ma nes­sun fo­ro di pro­iet­ti­le. Di­ce di es­se­re sta­to ag­gre­di­to a spran­ga­te, di aver ten­ta­to di fug­gi­re e di aver per­so i sen­si. Il re­sto lo rac­con­ta in ospe­da­le: «Ero vi­ci­no a un bar in via del­le Mi­mo­se, so­no ar­ri­va­ti tre scoo­ter con del­le per­so­ne, uno ave­va un mi­tra e ha spa­ra­to due col­pi. Non mi ha pre­so e a quel pun­to mi so­no mes­so a cor­re­re ver­so via­le Lom­bar­dia per ar­ri­va­re vi­ci­no al­la ca­ser­ma dei ca­ra­bi­nie­ri, ma quel­li mi han­no in­ve­sti­to con il mo­to­ri­no, so­no ca­du­to e mi han­no pre­so a spran­ga­te». Sul luo­go dell’ag­gres­sio­ne po­co do­po i mi­li­ta­ri tro­va­no due bos­so­li 7.62. Non so­no pro­iet­ti­li da pi­sto­la ma da Ka­la­sh­ni­kov, ar­ma da guer­ra. Un ag­gua­to in pie­na re­go­la del qua­le pe­rò la vit­ti­ma sem­bra non co­no­sce­re i mo­ti­vi. Li in­tui­sco­no i ca­ra­bi­nie­ri del­la te­nen­za di Roz­za­no, gui­da­ti dal luo­go­te­nen­te Mas­si­mi­lia­no Fi­li­ber­ti, che da tem­po com­bat­to­no una bat­ta­glia si­len­zio­sa con­tro lo spac­cio di dro­ga. Per­ché Roz­za­no è og­gi una del­le piaz­ze di spac­cio più im­por­tan­ti dell’hin­ter­land e del­la Lom­bar­dia, an­che se a dif­fe­ren­za di Cor­si­co e Buc­ci­na­sco ha sto­ri­ca­men­te di­na­mi­che di cri­mi­na­li­tà me­no legate al­le co­sche ma­fio­se ca­la­bre­si e mol­to più flui­de. E per que­sto an­co­ra più mu­te­vo­li e in­de­ci­fra­bi­li. Quel che non di­ce la vit­ti­ma, gli in­ve­sti­ga­to­ri lo ri­co­strui­sco­no dall’ana­li­si del suo pas­sa­to: an­che il marocchino fa par­te di una re­te di spac­cio ge­sti­ta da nor­da­fri­ca­ni. Pro­ba­bi­le quin­di che l’am­bi­to del pe­stag­gio va­da cer­ca­to in quel­le di­na­mi­che. Do­po me­no di una set­ti­ma­na le in­da­gi­ni ar­ri­va­no al­la pri­ma svol­ta: uno dei com­po­nen­ti vie­ne iden­ti­fi­ca­to e ar­re­sta­to su or­di­ne di car­ce­ra­zio­ne. È un al­ba­ne­se di 28 an­ni, Ja­ni Ha­j­di­naj, con di­ver­si pre­ce­den­ti af­fi­da­to in pro­va ai ser­vi­zi so­cia­li con fi­ne pe­na nel 2020. Co­sì scat­ta la re­vo­ca del­la li­ber­tà e il gio­va­ne fi­ni­sce a San Vit­to­re. Gli in­ve­sti­ga­to­ri so­no cer­ti del­la sua pre­sen­za sul luo­go del­la spa­ra­to­ria, an­che se man­ca­no an­co­ra al­me­no al­tri cin­que com­po­nen­ti del com­man­do. Le in­da­gi­ni so­no so­lo all’ini­zio. Si trat­ta di sog­get­ti pe­ri­co­lo­si. Han­no spa­ra­to per stra­da, in una zo­na abi­ta­ta, con ar­mi da guer­ra. E il ti­mo­re, ora più che mai, è quel­lo di una fai­da per il con­trol­lo del­lo spac­cio di co­cai­na. Uno scon­tro tra ban­de con nuo­vi equi­li­bri e no­mi pe­san­ti del­la ma­la­vi­ta no­stra­na. Un ri­tor­no a un pas­sa­to di ag­gua­ti e omi­ci­di. Una sto­ria che Roz­za­no non rie­sce a met­ter­si al­le spal­le.

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