Il con­fi­ne tra modernità e «ma­gia»

Corriere della Sera - - Esteri - Di En­ri­ca Rod­do­lo

«We must not let day­light in upon the ma­gic». «At­ten­zio­ne, la luce del gior­no non de­ve spez­za­re la ma­gia», scri­ve­va Walter Ba­ge­hot, co­sti­tu­zio­na­li­sta bri­tan­ni­co au­to­re di The English Con­sti­tu­tion (1867) cer­can­do di individuare la li­nea di con­fi­ne fra tra­di­zio­ne e modernità. Co­me ga­ran­zia di lun­ga vi­ta per la re­gi­na (al tem­po Vit­to­ria), e la mo­nar­chia. La ri­fles­sio­ne è d’ob­bli­go a un sof­fio dal sì di Wind­sor tra Har­ry e Me­ghan, con il pre­ci­pi­ta­re degli even­ti, il dram­ma del pa­dre del­la sposa che non ver­rà (per ra­gio­ni di sa­lu­te), e il rie­mer­ge­re del pas­sa­to «co­mu­ne» e un po’ com­ples­so, di lei. Por­tan­do­la all’altare, Har­ry aiu­ta la Co­ro­na a en­tra­re nel fu­tu­ro, a scen­de­re dal­la tor­re. Spez­za una lan­cia a fa­vo­re del­le pa­ri­tà, dal­la raz­za al ge­ne­re vi­sto che Me­ghan è an­che una pa­la­di­na del­la cam­pa­gna Onu, He for She. E va ol­tre la gab­bia del «san­gue blu». Ma la «luce del gior­no», il mondo che en­tra a Pa­laz­zo con la sua vi­ta ve­ra, ri­schia di far spa­ri­re la ma­gia, il fa­sci­no dei Royals? Già nel 2011, al sì di Wil­liam e del­la com­mo­ner Ka­te, il New York Ti­mes si in­ter­ro­ga­va su qua­le fos­se la li­nea di con­fi­ne tra cam­bia­men­to e tra­di­zio­ne. In­di­vi­duar­la, sa­rà la sfi­da di Ca­sa Wind­sor ne­gli an­ni a ve­ni­re.

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