«La na­ve fer­ma su or­di­ne di Ro­ma Si è ri­schia­ta una cri­si uma­ni­ta­ria»

Mu­scat, il pre­mier di Mal­ta: non mi ri­sul­ta che Aqua­rius ab­bia chie­sto aiu­to a noi

Corriere della Sera - - Primo Piano La Crisi Dei Migranti - di An­drea Ni­ca­stro

Mat­teo Sal­vi­ni ha det­to al «Cor­rie­re» che «Mal­ta ha pre­so le ri­sor­se, ma non gli im­mi­gra­ti». Lei, Jo­se­ph Mu­scat, che è il pri­mo mi­ni­stro dell’iso­la, co­me gli ri­spon­de?

«Con tut­to il ri­spet­to per il mi­ni­stro ita­lia­no, di­co che è fal­so. L’in­ca­ri­co che ab­bia­mo a li­vel­lo in­ter­na­zio­na­le non è di eri­ge­re un mu­ro, ma di ga­ran­ti­re “ri­cer­ca e sal­va­tag­gio” in ma­re. E noi lo fac­cia­mo. Non so­lo. Sia­mo il se­con­do Pae­se do­po la Sve­zia che ha ac­col­to più do­man­de di asi­lo ri­spet­to al­la po­po­la­zio­ne. E an­co­ra. Men­tre al­tri han­no ten­ten­na­to, Mal­ta ha ac­col­to l’in­te­ra quo­ta di ri­col­lo­ca­men­to dei mi­gran­ti che gli spet­ta­va se­con­do gli ac­cor­di con l’ue. Que­sto non è pren­de­re i sol­di e scap­pa­re».

Un al­tro no­stro mi­ni­stro, Da­ni­lo To­ni­nel­li, ha di­chia­ra­to che la Aqua­rius ha chie­sto l’at­trac­co al por­to più vi­ci­no, che era Mal­ta. Ma voi non ave­te ri­spo­sto.

«Non mi ri­sul­ta. Dal­le re­gi­stra­zio­ni del­le co­mu­ni­ca­zio­ni da e per la na­ve so che la Aqua­rius non ha in­via­to se­gna­li di aiu­to. È ve­ro in­ve­ce che il Centro di coor­di­na­men­to di Ro­ma ha chie­sto all’aqua­rius di fer­mar­si in al­to ma­re tra Mal­ta e Ita­lia. Co­sa che per le re­go­le in­ter­na­zio­na­li non avreb­be do­vu­to fa­re per­ché si ri­schia­va una cri­si uma­ni­ta­ria. Ma non vo­glio sol­le­va­re un ca­so su que­sto an­che per­ché mi la­sci so­lo pre­ci­sa­re: per l’aqua­rius il por­to più si­cu­ro era Lam­pe­du­sa e non Mal­ta».

Sia­mo al­la guer­ra del­le pa­ro­le.

«Non esa­ge­ria­mo, so­lo un po’ di tur­bo­len­za. E sa per­ché? Sal­vi­ni e io sia­mo mi­la­ni­sti, per que­sto sia­mo ar­rab­bia­ti. Scherzi a par­te, ho la co­scien­za tran­quil­la, il pre­si­den­te del­la Com­mis­sio­ne eu­ro­pea Junc­ker mi ha con­fer­ma­to che ab­bia­mo agi­to se­con­do le re­go­le. Non con­vie­ne a Mal­ta e nean­che all’ita­lia, che ci si di­vi­da quan­do i no­stri in­te­res­si so­no iden­ti­ci da­van­ti agli al­tri part­ner eu­ro­pei».

Cre­de che Ro­ma ab­bia at­tac­ca­to voi per sve­glia­re l’eu­ro­pa?

Il pri­mo mi­ni­stro Mu­scat ri­de, poi ri­pren­de nel suo pre­ci­so ita­lia­no. «Co­no­scia­mo l’ita­lia, riu­scia­mo a ca­pi­re quan­do pre­va­le la dia­let­ti­ca po­li­ti­ca o gli in­te­res­si elet­to­ra­li. Quel che per noi è inac­cet­ta­bi­le è es­se­re apo­stro­fa­ti co­me fos­si­mo una pro­vin­cia in­ve­ce di uno Sta­to so­vra­no».

La con­so­la es­se­re in com­pa­gnia di Pa­ri­gi in que­sta bur­ra­sca di­plo­ma­ti­ca?

«Tro­vo iro­ni­co che men­tre ame­ri­ca­ni e co­rea­ni fan­no pa­ce, noi eu­ro­pei apria­mo le osti­li­tà. Cre­do che il pro­ble­ma sia po­li­ti­co. So­no di spon­da so­cial de­mo­cra­ti­ca, ma ho re­la­zio­ni ot­ti­me con pri­mi mi­ni­stri di al­tre cor­ren­ti po­li­ti­che. Il se­gre­to? Mi con­fron­to sul­le idee sen­za pren­de­re l’al­tro a cef­fo­ni».

L’«as­se dei vo­len­te­ro­si» tra Vien­na, Ro­ma e Ber­li­no ef­fet­ti­va­men­te non è del­la sua «spon­da».

«E al­lo­ra? Se han­no un pia­no ce lo pre­sen­ti­no. Si seg­ga­no al ta­vo­lo. Fi­no a og­gi ho so­lo sen­ti­to tan­te pa­ro­le, ma l’uni­co fat­to non è ve­nu­to chiac­chie­ran­do. La ve­ri­tà che po­chi ri­cor­da­no è che gli sbar­chi nel centro Me­di­ter­ra­neo so­no di­mi­nui­ti del 78% ri­spet­to a un an­no fa. E ciò è ca­pi­ta­to non per ca­sua­li­tà, ma gra­zie al pia­no gui­da­to dall’ita­lia per la spon­da sud, il Ni­ger e il Ciad. Ve­dre­mo i ri­sul­ta­ti dei vo­len­te­ro­si. Spe­ria­mo sia­no an­co­ra mi­glio­ri».

d Tra me e Sal­vi­ni sol­tan­to un po’ di tur­bo­len­za Junc­ker mi ha det­to che ab­bia­mo se­gui­to le re­go­le

Qual­cu­no di­ce che ave­te si­gla­to con­ces­sio­ni pe­tro­li­fe­re con l’eni in cam­bio dell’im­pe­gno del pre­ce­den­te go­ver­no ita­lia­no a co­pri­re la vo­stra area di sear­ch and re­scue.

«L’ho sen­ti­to an­ch’io, ma i con­trat­ti so­no pub­bli­ci. Non pos­so­no es­ser­ci clau­so­le se­gre­te. E non ci so­no».

Ab­bia­mo ac­col­to tut­ta la quo­ta di ri­col­lo­ca­men­ti de­ci­si dal­la Ue: que­sto non è pren­de­re i sol­di e scap­pa­re

È pos­si­bi­le esi­ge­re, co­me vor­reb­be fa­re Ro­ma, che sia la ban­die­ra del­la na­ve a sta­bi­li­re il Pae­se di ac­co­glien­za?

«Se c’è un ac­cor­do, per­ché no? Og­gi non è que­sta la re­go­la in­ter­na­zio­na­le, ma mi pia­ce­reb­be di­scu­ter­ne a fian­co dell’ita­lia. Lo stes­so fa­rei per la re­go­la­men­ta­zio­ne del­le Ong che col­la­bo­ra­no ai soc­cor­si».

Cre­de an­che lei che sia­no tas­si­sti di mi­gran­ti?

«Non ar­ri­vo a quel lin­guag­gio, pre­fe­ri­sco fa­re un esem­pio. Nei gior­ni scor­si una na­ve ha an­nun­cia­to sui so­cial di es­se­re pron­ta al soc­cor­so dan­do le pro­prie coor­di­na­te. Co­sì non va. L’ong che pat­tu­glia e sal­va la gen­te ha il mio ri­spet­to, l’ong che dà un ap­pun­ta­men­to ai mi­gran­ti mi la­scia dub­bio­so».

Se le Ong fan­no soc­cor­so le ri­spet­to, se dan­no ap­pun­ta­men­ti in ma­re mi sor­go­no dei dub­bi

Al lar­go Al­cu­ni mi­gran­ti guar­da­no il pro­fi­lo del­la Sar­de­gna dal­la na­ve Aqua­rius

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