UN MO­VI­MEN­TO DI­SO­RIEN­TA­TO AL­LE PRE­SE COL FUO­CO AMI­CO

Corriere della Sera - - Politica - di Mas­si­mo Fran­co

La cri­si di­plo­ma­ti­ca con la Fran­cia sul ca­so del­la na­ve Aqua­rius e il suo carico di mi­gran­ti è sta­ta in qual­che mo­do rab­ber­cia­ta. Og­gi il pre­mier Giu­sep­pe Con­te e il pre­si­den­te Em­ma­nuel Ma­cron si in­con­tre­ran­no a Pa­ri­gi, con la be­ne­di­zio­ne del mi­ni­stro dell’in­ter­no Mat­teo Sal­vi­ni: an­che se una bat­tu­ta in­fe­li­ce del ca­po le­ghi­sta sul­la «crociera» dell’imbarcazione, sbal­lot­ta­ta dal mal­tem­po lun­go la rot­ta per Va­len­cia, ali­men­ta le po­le­mi­che. Ma l’im­ba­raz­zo più pal­pa­bi­le è quel­lo del Mo­vi­men­to Cin­que Stel­le.

Lo scan­da­lo del nuo­vo sta­dio del­la Ro­ma non si sta sgon­fian­do, an­zi pro­met­te di ave­re ri­per­cus­sio­ni sul­lo stes­so go­ver­no. Gli ar­re­sti di per­so­ne vi­ci­nis­si­me ai ver­ti­ci evo­ca­no un af­fa­ri­smo pre­oc­cu­pan­te non so­lo dal pun­to di vi­sta pe­na­le. Il fat­to che l’av­vo­ca­to Lu­ca Lan­za­lo­ne, tra gli ar­re­sta­ti di due gior­ni fa, ie­ri si sia di­mes­so dal­la pre­si­den­za di Acea, azien­da del Cam­pi­do­glio, è po­si­ti­vo. Ma non chiu­de la questione dei suoi rap­por­ti con Vir­gi­nia Rag­gi e con mi­ni­stri co­me Ric­car­do Frac­ca­ro e Al­fon­so Bo­na­fe­de, che lo avreb­be­ro pre­sen­ta­to al­la sin­da­ca.

«Non ci sia­mo fat­ti in­fet­ta­re» dal vi­rus del­la cor­ru­zio­ne, di­chia­ra il vi­ce­pre­mier Lui­gi Di Ma­io per ar­gi­na­re il di­so­rien­ta­men­to dei mi­li­tan­ti. Quan­to ac­ca­de, pe­rò, va ol­tre i ri­svol­ti pe­na­li. Ri­pro­po­ne il te­ma di un M5S a ri­schio di in­fil­tra­zio­ne da par­te di in­te­res­si che non sem­bra in gra­do di va­lu­ta­re; e in­cli­ne o co­stret­to a sce­glie­re re­fe­ren­ti che con­dan­na­no la selezione del­la sua clas­se di­ri­gen­te. La vi­cen­da del­lo sta­dio pro­met­te di as­su­me­re di­men­sio­ni na­zio­na­li an­che per­ché Rag­gi ri­fiu­ta la par­te del ca­pro espia­to­rio. E, ol­tre a Frac­ca­ro e Bo­na­fe­de, non è chia­ro qua­le sia il ruo­lo del­lo stes­so Di Ma­io, del «ga­ran­te» Bep­pe Gril­lo e del ti­to­la­re del­la

Il no­do del­la clas­se di­ri­gen­te

Al di là dell’in­chie­sta pe­na­le la vi­cen­da del nuo­vo sta­dio del­la Ro­ma ri­pro­po­ne il te­ma del­la selezione del­la clas­se di­ri­gen­te

piat­ta­for­ma Rous­seau, Da­vid Ca­sa­leg­gio.

L’im­pres­sio­ne è che sia co­min­cia­to un lar­va­to sca­ri­ca­ba­ri­le: an­ti­ci­pa­zio­ne di un «fuo­co ami­co» che ri­flet­te i dis­sen­si sull’al­lean­za con la Le­ga; le ten­sio­ni tra Rag­gi e al­cu­ni espo­nen­ti ro­ma­ni; e i ma­lu­mo­ri per il pro­ta­go­ni­smo di Sal­vi­ni e la su­bal­ter­ni­tà del M5S in un go­ver­no del qua­le è il mag­gio­re azio­ni­sta. Ba­sta re­gi­stra­re le in­cur­sio­ni di Ales­san­dro Di Bat­ti­sta dal suo sab­ba­ti­co ca­li­for­nia­no: ie­ri con­tro l’idea sal­vi­nia­na di to­glie­re ogni li­mi­te all’uso dei con­tan­ti.

Il prov­ve­di­men­to «fa­reb­be fe­li­ce il mon­do del cri­mi­ne», ha scrit­to in un «po­st». È un mo­do in­di­ret­to per chie­de­re a Di Ma­io di met­te­re in ri­ga Sal­vi­ni; e ri­ven­di­ca­re l’op­po­si­zio­ne all’uso dei con­tan­ti da par­te di M5S, quan­do a fi­ne 2015 il Pd pro­po­se di al­za­re il «tet­to». Il Mo­vi­men­to lo ad­di­tò co­me un fa­vo­re a eva­so­ri fi­sca­li e cri­mi­na­li. «Vo­glio­no far­ci li­ti­ga­re col M5S», av­ver­te Sal­vi­ni. Ma quel­la dei con­tan­ti è una con­trad­di­zio­ne ve­na­le, nel fon­da­le tor­bi­do che co­min­cia a in­tra­ve­der­si a Ro­ma.

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