Tor­na a vin­ce­re uno Schu­ma­cher

Mick vin­ce il ti­to­lo in F3. «Il co­gno­me? Un or­go­glio»

Corriere della Sera - - Da Prima Pagina - di Da­nie­le Spa­ri­sci

A vin­ce­re il pri­mo ti­to­lo ci ha mes­so me­no del pa­dre. A 19 an­ni Mick Schu­ma­cher è di­ven­ta­to gran­de: ha por­ta­to il pe­so di un co­gno­me ingombrante, ha la­vo­ra­to evi­tan­do i ri­flet­to­ri, si è te­nu­to tutto den­tro, lui che in quel ma­le­det­to 29 di­cem­bre di cin­que an­ni fa era sul­le ne­vi di Me­ri­bel, e ha spic­ca­to il vo­lo. Ades­so può so­gna­re di di­ven­ta­re cam­pio­ne del mon­do di F1. «Co­me pa­pà, il mio ido­lo» ha rac­con­ta­to con­fes­san­do di aver ri­vi­sto tut­te le cor­se del ge­ni­to­re.

La stra­da re­sta lun­ghis­si­ma, ma ie­ri il fi­glio del set­te vol­te iri­da­to ha po­sa­to la pri­ma pie­tra, ed è un pi­la­stro. Con au­to­ri­tà, clas­se e fred­dez­za si è pre­so il cam­pio­na­to eu­ro­peo di For­mu­la 3. «So­no fe­li­cis­si­mo, an­co­ra qua­si non ci cre­do. Il mio co­gno­me? Non è un pe­so, è un or­go­glio», le pa­ro­le do­po aver con­qui­sta­to un 2° po­sto che va­le il ti­to­lo. Il de­sti­no ha vo­lu­to che ci riu­scis­se in Ger­ma­nia, ad Hoc­ke­n­heim, da­van­ti ai te­de­schi im­paz­zi­ti di gio­ia e sot­to gli oc­chi di mam­ma Co­rin­na e del­la ma­na­ger Sa­bi­ne Kehm, le due don­ne che han­no il­lu­mi­na­to la car­rie­ra di un ra­gaz­zi­no che è do­vu­to cre­sce­re in fret­ta. C’è un’im­ma­gi­ne in­di­men­ti­ca­bi­le: il suo ar­ri­vo in Italia, a Mon­za, nel 2015 per un te­st. Men­tre nel pad­dock i coe­ta­nei scher­za­va­no e gio­ca­va­no a pal­lo­ne, lui drib­bla­va tut­ti su un van ne­ro con i ve­tri oscu­ra­ti. Non un pa­ro­la, pas­si ra­pi­di per in­fi­lar­si in ga­ra­ge in­sie­me a Pe­ter Kai­ser, l’ami­co di Mi­chael che ha se­gui­to Mick sin da quan­do cor­re­va sui kart con il co­gno­me del­la ma­dre, Be­tsch.

Non è sta­ta una ga­vet­ta nor­ma­le Ta­len­to Mick Schu­ma­cher, 19 an­ni, ha vin­to il cam­pio­na­to eu­ro­peo di For­mu­la 3, con­qui­stan­do il se­con­do po­sto in ga­ra due a Hoc­ke­n­heim: Mi­chael vin­se il suo pri­mo ti­to­lo a 21 an­ni (Get­ty Ima­ges) la sua, per que­sto ha de­ci­so di non bru­cia­re le tap­pe con­ce­den­do­si un se­con­do an­no nel­la stes­sa ca­te­go­ria (la For­mu­la 3) do­ve da de­but­tan­te ave­va fa­ti­ca­to mol­tis­si­mo. Do­po una sta­gio­ne da ze­ro vit­to­rie e un 12° po­sto in clas­si­fi­ca, il ra­gaz­zo è sboc­cia­to que­st’esta­te. Il pri­mo suc­ces­so è ar­ri­va­to a Spa, do­ve il pa­dre ha esor­di­to in F1 nel 1991 e do­ve ha tro­va­to il pri­mo dei 91 trion­fi. Da lì in poi Schu­mi ju­nior è sta­to un ci­clo­ne, e nel mo­do in cui ha le­git­ti­ma­to tan­te cor­se, in te­sta dal pri­mo gi­ro al tra­guar­do, e per la con­fi­den­za sul ba­gna­to, ha mo­stra­to il dna pa­ter­no. Re­né Ro­sin, team ma­na­ger del­la Pre­ma, spie­ga: «Da quan­do si è sbloc­ca­to non ha più sba­glia­to nul­la».

E si è con­qui­sta­to il ri­spet­to di chi lo con­si­de­ra­va so­lo un fi­glio di. Dan Tick­tum, il suo prin­ci­pa­le av­ver­sa­rio, ha avan­za­to so­spet­ti su pre­sun­ti fa­vo­ri­ti­smi, per poi scu­sar­si.

Ora per Mick lo sboc­co più na­tu­ra­le sem­bra il pas­sag­gio in F2 re­stan­do al­la Pre­ma. Sa­reb­be un te­st ago­ni­sti­co e un ban­co di pro­va per reg­ge­re l’ur­to del­la po­po­la­ri­tà vi­sto che si gi­ra sul­le stes­se pi­ste del­la F1. Per quel­la c’è tem­po: con la su­per­li­cen­za in ta­sca e mol­ti am­mi­ra­to­ri nel pad­dock, a co­min­cia­re dal pre­si­den­te Fia Jean Todt, ci ar­ri­ve­rà. Mau­ri­zio Ar­ri­va­be­ne ha det­to: «Per lui le por­te del­la Fer­ra­ri so­no sem­pre aper­te, la­scia­mo­lo cre­sce­re».

Pic­co­li pas­si

Il trion­fo da­van­ti a mam­ma Co­rin­na. La F1 lo aspet­ta, ma lui vuo­le pro­ce­de­re con cal­ma

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