To­ti at­tac­ca, ten­sio­ni in For­za Italia Gior­get­ti: l’at­tua­le cen­tro­de­stra è fi­ni­to

Il sot­to­se­gre­ta­rio: in fu­tu­ro sog­get­to so­vra­ni­sta. Ad Ala bom­ba car­ta con­tro se­de le­ghi­sta

Corriere della Sera - - Primo Piano I Partiti - Ce­sa­re Zap­pe­ri

MILANO «Sal­vi­ni ha sdo­ga­na­to la de­stra in Italia. Ha da­to una lea­der­ship a que­sto mon­do. Ora bi­so­gna co­strui­re il fu­tu­ro su di lui. Il cen­tro­de­stra co­me l’ab­bia­mo co­no­sciu­to non esi­ste più». Gian­car­lo Gior­get­ti lo di­ce con il suo to­no pa­ca­to, qua­si fos­se una ba­na­le pre­sa d’at­to. Ma la sua ana­li­si po­li­ti­ca è sa­le sul­le fe­ri­te di For­za Italia, sem­pre più spac­ca­ta tra un Gio­van­ni To­ti che cer­ca nuo­vi ap­pro­di, pur ri­ma­nen­do fe­de­le ai va­lo­ri del­la «ri­vo­lu­zio­ne li­be­ra­le» del ‘94 e un grup­po di­ri­gen­te (rap­pre­sen­ta­to dal­le fi­gu­re più vi­ci­ne a Sil­vio Ber­lu­sco­ni, co­me la ca­po­grup­po al­la Ca­me­ra Ma­ria­stel­la Gel­mi­ni) che non pa­re an­co­ra di­spo­sto a ce­de­re lo scet­tro del co­man­do al gio­va­ne Ca­pi­ta­no le­ghi­sta. E al­lo­ra vo­la­no pa­ro­le gros­se, ac­cu­se di tra­di­men­to e re­pli­che al cu­ra­ro.

Il go­ver­na­to­re del­la Li­gu­ria an­che ie­ri, par­te­ci­pan­do ad un dibattito a Milano pro­mos­so da Fra­tel­li d’italia, ha ri­ba­di­to le sue cri­ti­che a chi «si è ada­gia­to die­tro Ber­lu­sco­ni, chi non è ca­pa­ce di fa­re au­to­cri­ti­ca». «For­se non si so­no ac­cor­ti — ha det­to To­ti — che in die­ci an­ni For­za Italia è pas­sa­ta dal 38 all’8 per cen­to». La de­pu­ta­ta Re­na­ta Pol­ve­ri­ni rea­gi­sce ac­cu­san­do­lo di «sa­bo­tag­gio» e pa­ra­go­nan­do­lo ad Al Ca­po­ne. Gel­mi­ni, in­di­spet­ti­ta per­ché la scor­sa set­ti­ma­na il pre­si­den­te li­gu­re ha di­ser­ta­to la sua con­ven­tion mi­la­ne­se, lo rim­pro­ve­ra di es­se­re do­vun­que «tran­ne dov’è For­za Italia». Poi ap­pro­fon­di­sce il te­ma po­li­ti­co: «Il partito ha bi­so­gno di ri­de­fi­ni­re un’iden­ti­tà chia­ra che pe­rò non può es­se­re quel­la di Sal­vi­ni, non può es­se­re il fuo­ri dall’eu­ro­pa o il fuo­ri dall’euro, non può es­se­re il so­vra­ni­smo e nem­me­no il po­pu­li­smo del red­di­to di cit­ta­di­nan­za di Di Ma­io. In mez­zo c’è un gran­de spa­zio che dob­bia­mo oc­cu­pa­re».

Al­la ri­cer­ca del cen­tro di gra­vi­tà per­ma­nen­te del cen­tro­de­stra si uni­sce Igna­zio La Rus­sa di FDI che sug­ge­ri­sce di av­via­re la fon­da­zio­ne di un nuovo sog­get­to di de­stra, «con­ser­va­to­re e so­vra­ni­sta». Nel gran dibattito ha buon gio­co Gior­get­ti a ri­mar­ca­re che «sia­mo di fron­te ad una frat­tu­ra sto­ri­ca ta­le per cui l’uni­co sog­get­to in gra­do di in­ter­pre­ta­re il cam­bia­men­to sa­rà po­pu­li­sta e so­vra­ni­sta e og­gi in cam­po c’è so­lo Mat­teo». Con una ine­di­ta con­fes­sio­ne: «Non pen­sa­va­mo di po­ter ar­ri­va­re co­sì lon­ta­no. Nem­me­no io ci cre­de­vo».

E men­tre gli al­tri di­scu­to­no, il lea­der del Car­roc­cio pas­sa mez­za gior­na­ta in Tren­ti­no do­ve fra una set­ti­ma­na si vo­ta per ele­zio­ni pro­vin­cia­li che po­treb­be­ro met­te­re fi­ne a vent’an­ni di go­ver­no di cen­tro­si­ni­stra au­to­no­mi­sta. Il can­di­da­to del cen­tro­de­stra è il sot­to­se­gre­ta­rio le­ghi­sta Mau­ri­zio Fu­gat­ti. Po­che ore pri­ma dell’ar­ri­vo del mi­ni­stro dell’in­ter­no una bom­ba car­ta man­da in fran­tu­mi i ve­tri del­la se­de del­la Le­ga di Ala. «Bom­be e vio­len­za non fer­ma­no il cam­bia­men­to. Po­chi cre­ti­ni non spa­ven­ta­no nes­su­no» il com­men­to tran­chant di Sal­vi­ni che lan­cia un ap­pel­lo agli elet­to­ri: «Do­me­ni­ca po­te­te fa­re la sto­ria. Vo­ta­re Le­ga è una ri­spo­sta a ban­chie­ri e bu­ro­cra­ti». E a chi gli chie­de con­to di un tu­to­re al­la ma­no ri­spon­de: «So­no sci­vo­la­to men­tre cor­re­vo».

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.