Il re­cord dei neo­na­ti nell’epi­cen­tro del Co­vid

In 24 ore 15 bim­bi. I me­di­ci: «Il no­stro gior­no di spe­ran­za»

Corriere della Sera - - Da Prima Pagina - di En­ri­co Gal­let­ti

Dall’ospe­da­le Mag­gio­re di Cre­mo­na ar­ri­va il più bel se­gna­le di ri­par­ten­za: in 24 ore so­no na­ti 15 bam­bi­ni, die­ci fem­mi­ne e cin­que ma­schi, tra i qua­li due ge­mel­li. Sta­vol­ta è sta­ta la sa­la parto ad aver bi­so­gno di «rin­for­zi» e non il re­par­to di te­ra­pia in­ten­si­va. a pa­gi­na 11

Gio­van­na se ne va. In ma­no ha la bor­sa di ve­sti­ti che si era por­ta­ta quan­do le si so­no rot­te le ac­que ed è cor­sa in ospe­da­le. Qual­che ma­glia, la bian­che­ria, l’oc­cor­ren­te per le not­ti in oste­tri­cia. Set­ti­mo pia­no, ala de­stra. Po­co più avan­ti, in fon­do al cor­ri­do­io, il ma­ri­to sor­ri­de: tie­ne stret­ta tra le brac­cia Fe­de­ri­ca, 3 chi­li e mez­zo, tut­ta ran­nic­chia­ta e av­vol­ta in un ve­sti­ti­no ro­sa. Tre­ma un po’, il pa­pà. E co­me lui la schie­ra de­gli al­tri 13 pa­dri che so­spi­ra­no, fan­no avan­ti e in­die­tro tra la ca­me­ra e la mac­chi­net­ta del caf­fè per al­len­ta­re la ten­sio­ne. Pa­dri al­le­na­ti, al­la se­con­da o ter­za vol­ta lì, pa­dri im­pac­cia­ti che «vo­glio es­ser­ci ma non vo­glio guar­da­re».

Cre­mo­na e le sue ven­ti­quat­tr’ore da re­cord: 15 bim­bi na­ti in sa­la parto, 10 bam­bi­ne e 5 bam­bi­ni, an­che due ge­mel­le. Lì, nell’ospe­da­le do­ve fi­no a qual­che me­se fa c’era il caos as­so­lu­to: il Pron­to soc­cor­so preso d’as­sal­to, la ria­ni­ma­zio­ne sa­tu­ra, i pa­zien­ti nei cor­ri­doi in at­te­sa di col­lo­ca­zio­ne, tut­ti i re­par­ti adi­bi­ti a te­ra­pie in­ten­si­ve. È sta­ta la sa­la parto, que­sta vol­ta, a chie­de­re i rin­for­zi: l’ul­ti­mo dei neo­na­ti è ve­nu­to al­la lu­ce in una stan­za di de­gen­za, per­ché in oste­tri­cia i po­sti era­no al com­ple­to. Per il pri­ma­rio di gi­ne­co­lo­gia Al­do Ric­car­di, quei 15 bebè so­no «un se­gno di ri­na­sci­ta» che rom­pe con il pas­sa­to. «Nei gior­ni più cri­ti­ci — rac­con­ta — quan­do mo­ri­va­no de­ci­ne di pa­zien­ti al gior­no, noi era­va­mo l’uni­co re­par­to “nor­ma­le”. Qui i bam­bi­ni han­no con­ti­nua­to a na­sce­re, non ci sia­mo mai fer­ma­ti. Ve­ni­va­mo al la­vo­ro con il ter­ro­re di por­ta­re den­tro il vi­rus, pri­ma di co­min­cia­re ci spo­glia­va­mo, ci la­va­va­mo tut­ti dal­la te­sta ai pie­di. I par­ti con­ti­nua­va­no, sì, ma era tut­to di­ver­so: nien­te pa­ren­ti, nes­su­na fe­sta, c’è sta­to un pic­co di gra­vi­dan­ze a ca­sa. Mol­te ma­dri non si fi­da­va­no a ve­ni­re in ospe­da­le. Era­va­mo un’iso­la fe­li­ce in mez­zo al caos: di qua la vi­ta, di là la mor­te. E po­ca vo­glia di sor­ri­de­re...».

Fi­no ad og­gi, con quei quin­di­ci bebè. «Mai suc­ces­so», di­co­no me­di­ci e in­fer­mie­ri. «Di so­li­to, qui, di bam­bi­ni ne na­sco­no al mas­si­mo quat­tro al gior­no. Si im­ma­gi­ni la dif­fi­col­tà di tro­var­si di fron­te al qua­dru­plo del la­vo­ro da por­ta­re a ca­sa con lo stes­so per­so­na­le. Una cor­sa con­tro il tem­po. Na­sce­va­no uno do­po l’al­tro, è sta­to un la­vo­ro sen­za so­sta, nes­su­no ha staccato a fi­ne tur­no. Un’esplo­sio­ne di gio­ia», di­ce la dot­to­res­sa An­na­li­sa Ab­bia­ti.

Le neo-mam­me stan­no be­ne, al­cu­ne so­no già sta­te di­mes­se con i lo­ro pic­co­li, al­tre rien­tre­ran­no a ca­sa nel­le pros­si­me ore. Lau­ra Con­za­do­ri è an­co­ra nel­la sua stan­za ac­can­to al pic­co­lo Noah. Fiocco az­zur­ro. È stan­ca ma le si il­lu­mi­na­no gli oc­chi. «Il ri­cor­do più bel­lo che avrò? Es­ser­mi tro­va­ta in quel cor­ri­do­io in­sie­me al­le al­tre ma­dri — rac­con­ta —, ognu­na con il suo bim­bo tra le brac­cia. È sta­ta un’at­te­sa dif­fi­ci­le». Nel­le pros­si­me ore ver­rà di­mes­sa an­che lei e rag­giun­ge­rà Ales­san­dro, il ma­ri­to: «mi aspet­ta a ca­sa», im­pe­gna­to a mon­ta­re il let­to in le­gno per il nuo­vo ar­ri­va­to.

Fi­nal­men­te c’è un mo­ti­vo per fe­steg­gia­re, a Cre­mo­na. Do­ve fi­no a po­co fa il suo­no era quel­lo del­le si­re­ne del­le am­bu­lan­ze, ora ci so­no tan­ti bebè che ur­la­no. Noah, Fe­de­ri­ca, gli sguar­di di quei pa­dri agi­ta­ti. So­no pas­sa­ti quat­tro me­si dai gior­ni più bui. Il cor­ri­do­io è an­co­ra pie­no, ma ades­so c’è chi pian­ge di gio­ia. «Lo de­di­co a pa­pà», si sen­te: «Vo­le­va che mio fi­glio lo chia­mas­si co­sì».

I neo­na­ti e le lo­ro mam­me nel re­par­to di oste­tri­cia del Mag­gio­re di Cre­mo­na: in 24 ore so­no ve­nu­ti al­la lu­ce 10 bam­bi­ne e 5 bam­bi­ni

Cul­le Nell’ospe­da­le di Cre­mo­na so­no na­ti, in 24 ore, die­ci bam­bi­ne e cin­que bim­bi. An­che du­ran­te la fa­se più cri­ti­ca dell’emer­gen­za sa­ni­ta­ria, nel no­so­co­mio lom­bar­do i par­ti non si so­no mai fer­ma­ti. Cal­co­la Al­do Ric­car­di, di­ret­to­re del re­par­to di oste­tri­cia, che me­dia­men­te in un an­no i neo­na­ti sia­no 1.150

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