Buf­fa ri­sco­pre il ge­sto atle­ti­co e i mi­ti d’epo­ca

Corriere dell'Alto Adige - - DA PRIMA PAGINA - Bon­tem­po

Nar­ra­re le ge­sta dei gran­di atle­ti è una pra­ti­ca an­ti­ca quan­to lo sport stes­so. Si pen­si a Pin­da­ro e ai suoi epi­ni­ci, i can­ti per i vin­ci­to­ri del­le ga­re olim­pi­che. O a Gia­co­mo Leo­par­di, che nel 1821 ce­le­bra il pro­prio ido­lo, Car­lo Di­di­mi di Treia, cam­pio­nis­si­mo nel gio­co del pal­lo­ne con il brac­cia­le, con la can­zo­ne «A un vin­ci­to­re nel pal­lo­ne».

In en­tram­bi i poe­ti il ge­sto atle­ti­co è in se­con­do pia­no: ciò che ri­sal­ta so­no i va­lo­ri e le at­te­se dell’epo­ca, di cui le im­pre­se spor­ti­ve op­por­tu­na­men­te mi­tiz­za­te si fan­no sim­bo­lo. Rac­con­ta­re lo sport per rac­con­ta­re la spi­ri­to del tem­po. Una pra­ti­ca in cui og­gi de­tie­ne la me­da­glia d’oro Fe­de­ri­co Buf­fa, gior­na­li­sta e te­le­cro­ni­sta spor­ti­vo per Sky,

Que­sta se­ra al­le 21 Buf­fa sa­rà al Tea­tro So­cia­le di Trento, per il Festival del­lo sport, con lo spet­ta­co­lo «A night in Kin­sha­sa. Mu­ham­mad Ali vs. Geor­ge Fo­re­man».

Buf­fa, per­ché “The rum­ble in the jun­gle”, il mat­ch per il ti­to­lo dei pe­si mas­si­mi del 30 ot­to­bre 1974 a Kin­sha­sa tra Ali e Fo­re­man, fu mol­to più di un in­con­tro di bo­xe?

«An­zi­tut­to per il con­te­sto in cui si svol­se: il mat­ch di Kin­sha­sa por­tò una lo­ca­tion afri­ca­na al cen­tro del mon­do gra­zie a del­le cir­co­stan­ze ir­ri­pe­ti­bi­li, qua­li ad esem­pio la pos­si­bi­li­tà del dit­ta­to­re Mo­bu­tu Se­se Se­ko di of­fri­re una bor­sa com­ples­si­va di die­ci mi­lio­ni di dol­la­ri, una ci­fra astro­no­mi­ca per l’epo­ca.

E poi per la straordinaria pre­sta­zio­ne di Ali – al­lo­ra tren­ta­duen­ne con­tro un Fo­re­man ven­ti­cin­quen­ne – che vin­se con l’in­tel­li­gen­za e la stra­te­gia un mat­ch che tec­ni­ca­men­te non avreb­be mai po­tu­to vin­ce­re».

Gli epi­so­di di «Buf­fa rac­con­ta» de­di­ca­ti a Ma­ra­do­na, Pla­ti­ni, Ár­pád Weisz, Mi­chael Jor­dan e la se­rie «Sto­rie mon­dia­li» han­no ot­te­nu­to gran­de suc­ces­so an­che tra i non ap­pas­sio­na­ti di sport. Co­me se lo spie­ga?

«For­se con il sem­pli­ce fat­to che l’uo­mo si è sem­pre nar­ra­to e tra­man­da­to del­le sto­rie. Io rac­con­to sto­rie di sport col­le­gan­do­le al­la let­te­ra­tu­ra e al­la mu­si­ca, mie gran­di passioni, e so­prat­tut­to al con­te­sto sto­ri­co e cul­tu­ra­le in cui so­no am­bien­ta­te. Co­me ha det­to be­ne Jo­sé Mou­ri­n­ho: “Chi sa so­lo di cal­cio non sa nien­te di cal­cio”.

Par­la­re di Sto­ria in par­ti­co­la­re è fon­da­men­ta­le, vi­sto che so­prat­tut­to i più gio­va­ni igno­ra­no mol­tis­si­mi even­ti del pas­sa­to, an­che mol­to vi­ci­ni a lo­ro.

Il mio pros­si­mo spet­ta­co­lo sa­rà in­cen­tra­to sul­la Ju­go­sla­via de­gli an­ni ’90 e sui re­la­ti­vi

con­flit­ti et­ni­ci e ter­ri­to­ria­li, un ar­go­men­to di cui for­se i ra­gaz­zi han­no a ma­la­pe­na sen­ti­to par­la­re».

Tra tut­ti i gran­di per­so­nag­gi del­lo sport che ha rac- con­ta­to qua­le le è mag­gior­men­te ri­ma­sto im­pres­so?

«Mu­ham­mad Ali, sen­za dub­bio. Io non so­no un ap­pas­sio­na­to di bo­xe ma più mi in­for­ma­vo su Ali più mi emo- zio­na­vo».

Di chi in­ve­ce le sa­reb­be pia­ciu­to oc­cu­par­si?

«Dra­žen Pe­tro­vic: sto­rie co­me la sua nel ba­sket, ma non so­lo, pas­sa­no una vol­ta ogni mil­le an­ni».

Tra i tan­ti spor­ti­vi che ha in­ter­vi­sta­to chi è che l’ha im­pres­sio­na­ta di più?

«An­dre Agas­si: è uno che ha vis­su­to set­te vol­te».

«Un gio­ca­to­re lo ve­di dal co­rag­gio, dall’al­trui­smo, dal­la fan­ta­sia» can­ta­va De Gre­go­ri. E og­gi?

«So­no qua­li­tà di un la­to ro­man­ti­co del­lo sport che or­mai non esi­ste più. Il cal­cio ad esem­pio è sem­pre cam­bia­to ma mai co­sì tan­to co­me ne­gli ul­ti­mi vent’an­ni. Re­cen­te­men­te Zbi­gniew Bo­niek mi ha rac­con­ta­to che il gior­no do­po la tra­gi­ca fi­na­le di Cop­pa dei cam­pio­ni dell’Hey­sel (29 mag­gio 1985) do­vet­te gio­ca­re con la Polonia la par­ti­ta di qua­li­fi­ca­zio­ne ai mon­dia­li con­tro l’Al­ba­nia.

La Ju­ven­tus gli mi­se a di­spo­si­zio­ne un ae­reo pri­va­to per per­met­ter­gli di ar­ri­va­re a Ti­ra­na in tem­po; gio­cò la par­ti­ta e se­gnò an­che il goal de­ci­si­vo. Do­po quel­lo che ave­va vis­su­to po­che ore pri­ma all’Hey­sel. E i cal­cia­to­ri di og­gi par­la­no di stress».

Buf­fa/1

Fra gli spor­ti­vi, An­dre Agas­si è quel­lo che mi ha im­pres­sio­na­to di più: lui è dav­ve­ro uno che ha vis­su­to set­te vol­te

Buf­fa/2

Mi sa­reb­be pia­ciu­to oc­cu­par­mi di Dra­žen Pe­tro­vic: sto­rie co­me la sua, nel ba­sket, pas­sa­no ogni mil­le an­ni

Mat­ch sto­ri­coIl fa­mo­so in­con­tro di bo­xe fra Ali e Fo­re­man, il 30 ot­to­bre del 1974

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