Ma­se­ra in sel­la «Decreto dignità trop­po va­go»

Ver­di pron­ti a ri­nun­cia­re al­la scuo­la bi­lin­gue, la Le­ga la­scia fuo­ri i big dal­la trat­ta­ti­va Il Pd guar­da an­che a Köl­len­sper­ger. Al­frei­der: «Ci la­sce­re­mo aper­te tut­te le op­zio­ni»

Corriere dell'Alto Adige - - DA PRIMA PAGINA - Mar­co An­ge­luc­ci

BOL­ZA­NO La Volk­spar­tei è co­me Mo­by dick. Puoi in­fil­zar­la, col­pir­la ma non muo­re mai. An­zi, an­che quan­do è col­pi­ta, tro­va la for­za per af­fon­da­re gli avversari. E co­sì, do­po una tor­na­ta elet­to­ra­le in cui ha la­scia­to sul cam­po mi­glia­ia di vo­ti, l’Svp ap­pa­re più for­te che mai. E il co­pio­ne è sem­pre lo stes­so. Lu­ne­dì la di­re­zio­ne de­ci­de­rà con chi pro­se­gui­re. Con i po­ten­zia­li part­ner che fan­no a ga­ra per pia­ce­re, il par­ti­to di rac­col­ta, mol­to pro­ba­bil­men­te, li ter­rà tut­ti sul­le spi­ne. In­som­ma è an­co­ra l’Svp a det­ta­re i tem­pi del­la trat­ta­ti­va. E an­che gli ar­go­men­ti.

Lo Sta­tu­to sta­bi­li­sce che la giun­ta de­ve ri­spec­chia­re gli equi­li­bri del con­si­glio, quin­di gli as­ses­so­ri ita­lia­ni do­vran­no es­se­re al­me­no due. Que­sto, ora, è l’uni­co pun­to fer­mo.

«Cre­do che ci la­sce­re­mo aper­ta ogni op­zio­ne» com­men­ta il vi­ce Ob­mann Svp Da­niel Al­frei­der sot­to­li­nean­do quan­do dif­fi­ci­le sia la scel­ta«Nul­la è scon­ta­to, non c’è al­cun pat­to se­gre­to. É una de­ci­sio­ne in cui en­tra­no in gio­co an­che le emozioni e quin­di im­pre­ve­di­bi­le. Da per­so­na prag­ma­ti­ca — sot­to­li­nea — cre­do che l’in­te­sa va­da fat­ta con il par­ti­to che sa­rà di­spo­sto a so­ste­ne­re il no­stro pro­gram­ma».

La so­lu­zio­ne nu­me­ro uno è quel­la di un’al­lean­za con la Le­ga. La più fa­ci­le per via dei nu­me­ri ma, pro­ba­bil­men­te, quel­la po­li­ti­ca­men­te più com­ples­sa. I dis­si­di con il go­ver­no han­no la­scia­to il se­gno e, spe­cial­men­te tra i par­la­men­ta­ri, non man­ca­no le vo­ci con­tra­rie all’in­te­sa con il Car­roc­cio. Con le ele­zio­ni eu­ro­pee die­tro l’an­go­lo le di­vi­sio­ni so­no de­sti­na­te ad acuir­si vi­sto che Svp e Car­roc­cio sa­ran­no su fron­ti dia­me­tral­men­te op­po­sti. La Volk­spar­tei ha già an­nun­cia­to che so­ster­rà il can­di­da­to dei po­po­la­ri Man­fred We­ber (Csu) (an­che se que­sto po­treb­be com­por­ta­re un’in­te­sa con For­za Ita­lia) men­tre la Le­ga sta­rà con i so­vra­ni­sti. Ov­ve­ro all’estre­mo op­po­sto. In­tan­to gli elet­ti lo­ca­li del­la Le­ga stan­no fa­cen­do di tut­to per non in­fa­sti­di­re l’Svp. Nien­te di­chia­ra­zio­ni osti­li e at­teg­gia­men­to sem­pre con­ci­lian­te. Tan­to che la ri­chie­sta di te­ne­re i big na­zio­na­li — ov­ve­ro Salvini e Cal­de­ro­li — fuo­ri dal­le trat­ta­ti­ve è sta­ta su­bi­to esau­di­ta. Ai col­lo­qui par­te­ci­pe­ran­no so­lo gli elet­ti lo­ca­li.

An­che i ver­di stan­no fa­cen­do il pos­si­bi­le per non es­se­re esclu­si. Con­sci del fat­to che una par­te del par­ti­to di rac­col­ta li con­si­de­ra dei «ta­le­ba­ni», i ver­di si so­no già det­ti pron­ti a fa­re qual­che pas­so in­die­tro. Ad esem­pio sul­la scuo­la bi­lin­gue, da sem­pre uno dei ca­val­li di bat­ta­glia del par­ti­to. «L’obiet­ti­vo di lun­go pe­rio­do ri­ma­ne ma non pos­sia­mo far fin­ta che il ve­to del­la Svp non esi­sta. Co­mun­que fa­re­mo tut­to ciò che è pos­si­bi­le fa­re per in­cen­ti­va­re il plu­ri­lin­gui­smo» di­ce Ric­car­do Del­lo Sbar­ba che ha an­che ri­la­scia­to una lun­ga intervista al Ta­geszei­tung lan­cian­do se­gna­li di di- sten­sio­ne al­la Svp. «I dan­ni che può fa­re un go­ver­no con la Le­ga so­no più dei be­ne­fi­ci che po­treb­be por­ta­re la scuo­la plu­ri­lin­gue» ag­giun­ge Del­lo Sbar­ba.

Pu­re il Pd è pron­to a tut­to. Do­po il pri­mo gi­ro di col­lo­qui, Sandro Re­pet­to e Ales­san­dro Hu­ber han­no an­che aper­to ad un’al­lean­za con il team Köl­len­sper­ger e sen­za i ver­di co­sì in­vi­si al­la Svp.

E un pas­so in­die­tro sa­reb­be pron­to a far­lo an­che il team Köl­len­sper­ger. «Se tro­vas­si­mo un ac­cor­do sui pro­gram­mi al­lo­ra si tro­ve­reb­be an­che la so­lu­zio­ne per far en­tra­re in giun­ta uno dei no­stri ita­lia­ni» ha det­to Köl­len­sper­ger ipo­tiz­zan­do le di­mis­sio­ni di uno dei sei elet­ti del team o, in su­bor­di­ne, la no­mi­na di un tec­ni­co di area. La se­con­da so­lu­zio­ne pe­rò è più dif­fi­ci­le per­ché oc­cor­re una mag­gio­ran­za di due ter­zi: ov­ve­ro 23 con­si­glie­ri.

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