Cel­li­no: Ma­tri re­ste­rà qui!

«Se mi of­fris­se­ro tren­ta mi­lio­ni, che fa­rei? Nel Ca­glia­ri non gio­ca­no i sol­di... »

Corriere dello Sport (Campania) - - Calcio - di Vin­cen­zo Sar­du

Il suo no­me è sul­la boc­ca di tut­ti e, in par­te, di lab­bra elet­te che con il fa­sci­no - e i sol­di - vor­reb­be­ro por­tar­lo via. Nien­te di stra­no, Alessandro Ma­tri a ogni usci­ta ci met­te una tes­se­ra in più nel suo mo­sai­co; a vol­te ce ne met­te pu­re due, col ri­sul­ta­to di mi­glio­ra­re sem­pre più la qua­li­tà del­la sua ope­ra e il nu­me­ro de­gli am­mi­ra­to­ri. Ot­to gol, co­me Di Na­ta­le, ma con ap­pe­na un cal­cio di ri­go­re ri­spet­to ai tre del To­tò udi­ne­se.

Ma­tri è il mi­glior bom­ber ita­lia­no sul­la piaz­za, an­che ol­tre lo stret­to da­to nu­me­ri­co. Gio­va­ne, tec­ni­ca­men­te com­ple- to, tut­te le so­lu­zio­ni in fa­se di fi­na­liz­za­zio­ne le sa uti­liz­za­re, de­strie­ro di razza se si trat­ta di ga­lop­pa­re nel­le cor­sie ester­ne a cac­cia del var­co ver­so la por­ta. Più bra­vo di al­tri per­ché sta fa­cen­do par­la­re di sé non nel Bar­cel­lo­na o nel Real Ma­drid ma nel Ca­glia­ri, che si rim­boc­ca le ma­ni­che per di­ven­ta­re gran­de. IO NON LO CE­DO - Chi pos­sie­de il pre­zio­so car­tel­li­no di Ma­tri, il cui co­sto è in ra­pi­da asce­sa, è Mas­si­mo Cel­li­no. Che sor­ri­de e poi spie­ga: «Ca­pi­sco che Ma­tri piac­cia, che fac­cia go­la a tan­te squa­dre, che sia am­bi­to da club che van­no per la mag­gio­re. Se co­sì non fos­se, non lo avrei nep­pu­re io. Ma per lui, co­me pu­re per tut­ti gli al­tri miei gio­ca­to­ri, va­le un di­scor­so stra­te­gi­co. Io ho di­se­gna­to un fu­tu­ro di un cer­to ti­po per il Ca­glia­ri, le cui com­po­nen­ti so­no strut­tu­ra­li e tec­ni­che. Viag­gia­no nel­la me­de­si­ma di­re­zio­ne, so­no stret­ta­men­te col­le­ga­te; se de­vo fa­re uno sta­dio nuo­vo per far­ci gio­ca­re una squa­dra che non ha va­lo­ri tec­ni­ci ta­li da riem­pi­re quei cir­ca 23 mi­la po­sti, si­gni­fi­ca che sto sba­glian­do qual­co­sa».

Dun­que, il Mi­lan e tut­ti gli al­tri pos- so­no met­ter­si il cuo­re in pa­ce. «Io de­vo pen­sa­re al Ca­glia­ri, mi lu­sin­ga l’ap­prez­za­men­to per i miei tes­se­ra­ti ma so­no io che spe­ro di dar lo­ro le oc­ca­sio­ni, pro­fes­sio­na­li e spor­ti­ve, per com­pie­re una ul­te­rio­re crescita. Con la ma­glia ros­so­blù ad­dos­so, si in­ten­de». COE­REN­ZA - Per an­ti­ci­pa­re una pos­si­bi­le obie­zio­ne, il pre­si­den­te del Ca­glia­ri lan­cia un que­si­to: «So che tan­ti vor­reb­be­ro sa­pe­re co­sa fa­rei, se mi of­fris­se­ro per esem­pio tren­ta mi­lio­ni; ma che ci fac­cio, gio­ca­no i sol- di? Io pa­go gli sti­pen­di, l’Ir­pef l’ho ver­sa­ta, la Ca­glia­ri Cal­cio è im­pec­ca­bi­le, ha i bi­lan­ci a po­sto. Non de­ve ven­de­re per fi­nan­ziar­si, la squa­dra de­ve con­ti­nua­re a fa­re be­ne in cam­po e de­ve mi­glio­ra­re per­ché si au­to­fi­nan­zia con la sal­vez­za in A e con uno sta­dio nuo­vo, per il qua­le sto la­vo­ran­do, per con­to del club e per i ti­fo­si».

In ef­fet­ti, da an­ni Cel­li­no ri­spon­de sva­ria­ti no a ogni ses­sio­ne di mer­ca­to. «For­se si ri­tie­ne, er­ro­nea­men­te, che i miei sia­no “no” tat­ti­ci: ve­dia­mo se al­za­no il prez­zo. In­ve­ce, so­no il frut­to del­la lo­gi­ca e del­la stra­te­gia a be­ne­fi­cio del­la mia squa­dra. Se un gio­ca­to­re mi ser­ve, io me lo ten­go». AM­BI­ZIO­NI - La lo­gi­ca cel­li­nia­na non fa una grin­za, i con­ti so­no a po­sto, la scom­mes­sa è nel bal­zo qua­li­ta­ti­vo: «Sta­dio nuo­vo e squa­dra mi­glio­re: po­trei di­re di aver­la, se ce­des­si Ma­tri, co­me pu­re Asto­ri, Laz­za­ri, Ca­ni­ni? No, al­lo­ra re­sto sul­le mie po­si­zio­ni: la pro­gram­ma­zio­ne del Ca­glia­ri ha la prio­ri­tà su tut­to il re­sto, Ma­tri co­me pu­re gli al­tri gio­ca­to­ri ne fan­no par­te, non è que­stio­ne di sol­di. An­che ai miei ti­fo­si pia­ce vin­ce­re, sto la­vo­ran­do da an­ni su un grup­po pre­ci­so di gio­ca­to­ri, non ci so­no ra­gio­ni per smon­tar­lo. Ma­tri e, lo ri­ba­di­sco, tut­ti gli al­tri, vin­ce­ran­no con noi. Que­sto è il mio so­gno, il mio pro­gram­ma».

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