Fa­la­schi, scom­mes­sa ita­lia­na in re­gìa

Ca­stel­la­na Grot­te ha pun­ta­to sul palleggiatore to­sca­no: «Di­mo­stre­rò di va­le­re la A1»

Corriere dello Sport (Campania) - - Altri Sport - Eleo­no­ra Coz­za­ri/In­fo­press

Gio­va­ne, ita­lia­no, ti­to­la­re. Non è un Ava­tar, ma l'iden­ti­kit di Marco Fa­la­schi, 23 an­ni, palleggiatore di Ca­stel­la­na Grot­te su cui ha pun­ta­to il tec­ni­co bra­si­lia­no Ra­da­mes Lat­ta­ri. " Que­st'esta­te mi è ve­nu­ta vo­glia di ve­de­re se ero all'al­tez­za del­la A1 e ho ac­cet­ta­to l'of­fer­ta di cor­sa. Ma so­no sta­to a un pas­so dal ri­nun­cia­re. S. Cro­ce, pro­prie­ta­ria del car­tel­li­no, vo­le­va un so­sti­tu­to di li­vel­lo e all'ini­zio non si tro­va­va. Poi, per for­tu­na, e' ar­ri­va­to Mo­no­po­li".

Ven­ti­tré an­ni, ot­ti­me re­fe­ren­ze e un obiet­ti­vo. Qua­le?

"La sal­vez­za. Pre­fe­ri­sco ave­re un com­pli­men­to di me­no e una par­ti­ta vin­ta in più. Non pos­sia­mo pen­sa­re di fa­re pun­ti so­lo con For­lì o S. Giu­sti­no. Tan­to non gi­ria­mo­ci in­tor­no, la lot­ta è tra noi tre. E poi vor­rei di­mo­stra­re di me­ri­tar­mi la ca­te­go­ria. Io non so­no mai sta­to un palleggiatore al­la Ri­car­do, che cer­ca le pal­le più dif­fi­ci­li. Io al­zo a chi mi dà si­cu­rez­za. Per­ché al­la fi­ne con­ta fa­re pun­to. An­che se de­vo ser­vi­re in po­sto 4, che amo di me­no".

La pal­la­vo­lo è un vi­zio di fa­mi­glia?

"Mio pa­dre è sta­to il pri­mo ca­pi­ta­no dei Lu­pi S. Cro­ce, in se­rie B. Era la fi­ne de­gli an­ni '60 ed era un palleggiatore. Poi per col­pa di un in­for­tu­nio ha do­vu­to smet­te­re. A quei tem­pi un cro­cia­to tron­ca­va la car­rie­ra. An­che mio fra­tel­lo gio­ca­va. Il suo ul­ti­mo an­no l'ab­bia­mo fat­to in­sie­me, a Pe­scia, in B2". DAL­LA A2 - Poi tre an­ni da ti­to­la­re in A2: Spo­le­to e il ri­tor­no a S. Cro­ce.

"So­no do­vu­to an­da­re a gio­ca­re fuo­ri per di­mo­stra­re che ero all'al­tez­za. A S. Cro­ce ero un ra­gaz­zo di S. Cro­ce, pri­ma di tut­to. Per­ché ci ten­go a pre­ci­sa­re: so­no so­lo na­to a Pi­sa (ri­de, ndr). I pi­sa­ni so­no trop­po go­liar­di­ci e an­che un po' pe­san­ti a vol­te. Noi fac­cia­mo pae­se a par­te, sia­mo a 30 km da Fi­ren­ze e al­tret­tan­ti dal­la Tor­re. In To­sca­na è co­sì, an­che la mia ra­gaz­za la pren­do in gi­ro per­ché è na­ta in un pae­se "ri­va­le". Ma nien­te pal­la­vo­lo, lei stu­dia in­ge­gne­ria”. ZAY­TSEV - A Spo­le­to con un retroscena.

"Pos­so di­re di aver con­tri­bui­to a far di­ven­ta­re Zay­tsev schiac­cia­to­re. A La­ti­na le co­se non gli sta­va­no an­dan­do be­ne e da Spo­le­to, dov'è na­to, han­no ini­zia­to a cer­car­lo. A mia in­sa­pu­ta. Io pe­rò non sta­vo fa­cen­do una brut­ta sta­gio­ne e ca­pi­te co­me sia­no sor­ti dei pro­ble­mi. Ma non cer­to tra me e lui, che su que­sta co­sa, do­po, ab­bia­mo pu­re scher­za­to. Per for­tu­na lui a Spo­le­to non è ve­nu­to, l'an­no do­po ha cam­bia­to ruo­lo e og­gi ci ri­tro­via­mo tut­te e due in A1".

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