Il cen­tra­van­ti bra­si­lia­no che re­ga­la­va la Bib­bia

Corriere dello Sport (Lazio) - - Speciale - Di Ste­fa­no Chiof­fi ©RIPRODUZIONE RISERVATA

E’ il 30 di­cem­bre 1989: Amarildo è il gran­de pro­ta­go­ni­sta del­la vit­to­ria del­la La­zio per 3-0 con­tro il Na­po­li di Ma­ra­do­na al­lo sta­dio Fla­mi­nio. Il bra­si­lia­no fir­ma una dop­piet­ta. Nel­la fo­to, ec­co il gol dell’1-0 al 36’ del pri­mo tem­po: il cen­tra­van­ti an­ti­ci­pa Ba­ro­ni e su­pe­ra il por­tie­re Di Fu­sco. Sul­lo sfon­do, Fer­ra­ra. Nel­la ri­pre­sa, poi, Pin rea­liz­ze­rà il 2-0 al 32’ e Amarildo chiu­de­rà il con­to al 36’. I gol se­gna­ti da Amarildo nel­la La­zio in 29 par­ti­te di cam­pio­na­to nel 1989-90 Fa­ce­vail­ma­gaz­zi­nie­reeil­guar­dia­no,ave­va sem­pre in ta­sca un mo­schet­to­ne con le chia­vi del cen­tro spor­ti­vo di Tor di Quin­to e lo chia­ma­va­no tut­ti Pe­lè, dai gio­ca­to­ri ai ti­fo­si, che se­gui­va­no gli al­le­na­men­ti ag­grap­pa­ti al­la re­te di re­cin­zio­ne. Gio­van­ni Tra­sat­ti si­ste­ma­vao­gni­gior­no­le­ma­glie e gli ac­cap­pa­toi sul­le pan­che di le­gno del­lo spo­glia­to­io, si ca­ri­ca­va­sul­le­spal­leil­sac­co­con i pal­lo­ni e vi­ve­va in un pic­co­lo ap­par­ta­men­to vi­ci­no al­la la­van­de­ria. Era ami­co dei cal­cia­to­ri: an­da­va spes­so in posta a pa­ga­re le lo­ro bol­let­te e li aiu­ta­va nei tra­slo­chi. A so­pran­no­mi­nar­lo Pe­lè, co­me il fe­no­me­no del Bra­si­le, era sta­to nel 1960 un ar­gen­ti­no, Juan Car­los Mor­ro­ne, che la La­zio ave­va pre­so dal Pla­ten­se. Era con­si­de­ra­to qua­si una ma­scot­te, ha la­vo­ra­to per ol­tre trent’an­ni nel­la so­cie­tà bian­co­ce­le­ste: dal pre­si­den­te An­drea Er­co­li a Gian­mar­co Cal­le­ri, dal tec­ni­co Ful­vio Ber­nar­di­ni a Di­no Zoff, ha aper­to il can­cel­lo a cam­pio­ni e gregari. E pro­prio lui, nell’esta­te del 1989, fu uno dei pri­mi ad ac­co­glie­re a Tor di Quin­to il cen­tra­van­ti Amarildo, che era abi­tua­to a re­ga­la­re una Bib­bia agli stop­per che lo mar­ca­va­no.

Il di­ret­to­re spor­ti­vo Car­lo Re­ga­lia ave­va ac­qui­sta­to il bra­si­lia­no per due mi­liar­di di li­re dal Cel­ta Vi­go. Nel cam­pio­na­to spa­gno­lo, Amarildo ave­va se­gna­to se­di­ci gol, fir­man­do an­che una dop­piet­ta con­tro il Real Madrid, e si pre­pa­ra­va a gio­ca­re nel­la La­zio di Ru­ben So­sa e Pe­dro Tro­glio al­lo sta­dio Fla­mi­nio: l’Olim­pi­co, in­fat­ti, era un can­tie­re in vi­sta del Mondiale del 1990. Ar­ri­va­va da Cu­ri­ti­ba. Cal­cio e chie­sa: era un “Atle­ta di Cri­sto”, pre­ga­va e si al­le­na­va, ave­va ini­zia­to la car­rie­ra nel Pi­n­hei­ros, si era im­po­sto nel Bo­ta­fo­go e nell’In­ter­na­cio­nal di Por­to Ale­gre. In Se­rie A si sbloc­cò con una dop­piet­ta, al­la quin­ta gior­na­ta, con­tro il Lec­ce di Car­lo Maz­zo­ne. L’al­le­na­to­re del­la La­zio era Giu­sep­pe Ma­te­raz­zi. In­tro­ver­so e si­len­zio­so, Amarildo co­struì la par­ti­ta più bel­la del­la sua sto­ria ita­lia­na il 30 di­cem­bre del 1989 con­tro­i­lNa­po­li­diMa­ra­do­naeCa­re­ca:due gol per una vit­to­ria spe­cia­le (3-0). Die­ci me­si a Ro­ma, ot­to re­ti in cam­pio­na­to e un car­tel­li­no ros­so nel der­by d’an­da­ta (1-1) per una te­sta­ta a Man­fre­do­nia. Fu ce­du­to al Ce­se­na nel 1990 do­po l’ac­qui­sto del tedesco Karl-Heinz Ried­le dal Wer­der Bre­ma. Ora vi­ve in Bra­si­le, ha 51 an­ni e ge­sti­sce una scuo­la-cal­cio a Jar­dim La­go.

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