MO­RAT­TI, TRE SE­GNA­LI IN QUATTRO GIOR­NI

Corriere dello Sport (Lombardia) - - Front Page - di Ste­fa­no Agre­sti

Due par­ti­te, ze­ro vit­to­rie. Una cop­pa la­scia­ta all’Atle­ti­co Ma­drid, che non è il Real e tan­to­me­no il Bar­cel­lo­na, e un pun­to con­se­gna­to al Bo­lo­gna, che ha tan­to cuo­re ma ie­ri sera non ave­va nem­me­no l’al­le­na­to­re in pan­chi­na. A com­ple­ta­re il qua­dro, un Mi­lan che di­la­ga e che met­te in bel­la mo­stra l’ex ne­raz­zur­ro Ibra­hi­mo­vic.

Non c’è che di­re: gli ul­ti­mi quattro gior­ni di Be­ni­tez e dell’In­ter po­te­va­no es­se­re mi­glio­ri. Per ca­ri­tà, non è il ca­so di par­la­re di cri­si, né di apri­re pro­ces­si agli or­fa­ni di Mou­ri­n­ho. Ma un cam­pa­nel­lo d’al­lar­me - quel­lo sì - ha co­min­cia­to pian pia­no a suo­na­re. Al­la nuo­va In­ter sem­bra­no man­ca­re, più che al­tro, il tre­men­di­smo, la spie­ta­tez­za, l’ar­ro­gan­za del­la sua vec­chia gui­da, quell’an­ti­pa­tia di cui Mou­ri­n­ho sa­pe­va cir­con­dar­si

e che poi tra­sfor­ma­va in cat­ti­ve­ria spor­ti­va e in ener­gia po­si­ti­va. Be­ni­tez, in que­sto, è de­ci­sa­men­te di­ver­so dal suo pre­de­ces­so­re, an­zi è l’op­po­sto. E’ evi­den­te che de­ve toc­ca­re al­tre cor­de psi­co­lo­gi­che all’in­ter­no del grup­po per ot­te­ne­re il mas­si­mo. Il tem­po non gli man­ca, ma cer­to il suo com­pi­to non è fa­ci­le co­me può sem­bra­re, an­che per­ché - è il ca­so di sot­to­li­near­lo - per la pri­ma vol­ta l’In­ter non si è son­tuo­sa­men­te raf­for­za­ta sul mer­ca­to. An­zi, si è ad­di­rit­tu­ra in­de­bo­li­ta: ri­spet­to al­la scor­sa sta­gio­ne è usci­to Ba­lo­tel­li, che non è po­co co­me qual­cu­no pen­sa­va, ed è en­tra­to Cou­ti­n­ho, an­co­ra de­ci­sa­men­te me­no pron­to ri­spet­to a Ma­rio. In quin­di­ci an­ni di ge­stio­ne mo­rat­tia­na, una si­tua­zio­ne del ge­ne­re non si era mai ve­ri­fi­ca­ta. I gio­ca­to­ri tra i qua­li può sce­glie­re Be­ni­tez so­no sem­pre di pri­mis­si­mo or­di­ne, pe­rò so­no tut­ti re­du­ci da gran­di trion­fi, han­no la pan­cia pie­na, van­no nuo­va­men­te mo­ti­va­ti. Mou­ri­n­ho per­fi­da­men­te man­da a di­re che il la­vo­ro del suo suc­ces­so­re è sem­pli­ce per­ché ar­ri­va do­po di lui, a noi sem­bra in­ve­ce com­pli­ca­to. L’In­ter pro­ba­bil­men­te è an­co­ra la fa­vo­ri­ta, ma dal 2006 in poi la di­stan­za con le con­cor­ren­ti non è mai sta­ta co­sì ri­dot­ta. A po­che ore dal­la chiu­su­ra del mer­ca­to, sia­mo cu­rio­si di ve­de­re se Mo­rat­ti - spin­to an­che dal­le ul­ti­me esi­bi­zio­ni, sia ne­raz­zur­re sia ros­so­ne­re - fa­rà qual­che mos­sa.

Il pa­reg­gio di ie­ri è uno straor­di­na­rio bat­te­si­mo per il Bo­lo­gna di Por­ced­da, il pre­si­den­te che è fi­ni­to nel­la bu­fe­ra per­ché ha de­ci­so di met­te­re a ca­po del­la sua squa­dra - un gio­cat­to­lo da qual­che mi­lio­ne di eu­ro - un al­le­na­to­re di­ver­so ri­spet­to a quel­lo che ha tro­va­to. L’ha fat­to si­cu­ra­men­te in ri­tar­do e con un cer­to im­ba­raz­zo, sen­za la tra­co­tan­za di tan­ti suoi col­le­ghi, e pa­ga di ta­sca pro­pria - an­che eco­no­mi­ca­men­te - la scel­ta. In­tan­to fe­steg­gia que­sto pun­to con­qui­sta­to gra­zie a una squa­dra pie­na di co­rag­gio e a un por­tie­re straor­di­na­rio (e in un’oc­ca­sio­ne straor­di­na­ria­men­te for­tu­na­to). Me­ra­vi­glio­so il mo­men­to di au­to­ge­stio­ne del­la squa­dra, con Di Va­io che è an­da­to a stop­pa­re la so­sti­tu­zio­ne di Mu­din­gayi de­ci­sa dal tec­ni­co del­la Pri­ma­ve­ra, man­da­to in pan­chi­na per que­sta par­ti­ta in at­te­sa del suc­ces­so­re di Co­lom­ba. L’al­le­na­to­re a tem­po ha ac­cet­ta­to il “con­si­glio” e al­la fi­ne ha sim­pa­ti­ca­men­te so­spi­ra­to: «Tor­no dai miei ra­gaz­zi, tra po­che ore go­chia­mo un tor­neo, sa­rò cer­ta­men­te me­no te­so». E non è det­to che ab­bia rim­pian­ti.

Ste­fa­no Agre­sti

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