Buf­fon: La Ju­ve si rial­ze­rà

«E’ la sfi­da più du­ra dal 2010: vin­cer­la ci da­rà an­co­ra più gio­ia»

Corriere dello Sport (Lombardia) - - Juventus - Di Fi­lip­po Bon­si­gno­re TO­RI­NO

L'ur­lo del ca­pi­ta­no. Il mo­men­to è uno dei più dif­fi­ci­li del­la sto­ria re­cen­te del­la Ju­ven­tus e per que­sto ar­ri­va pun­ta­le la scos­sa di Gi­gi Buf­fon che pro­va a scuo­te­re tut­to il mon­do bian­co­ne­ro, tra­mor­ti­to dal­la par­ten­za in­cre­di­bil­men­te con il fre­no a ma­no ti­ra­to di que­sta sta­gio­ne da par­te dei bian­co­ne­ri. Bi­so­gna ri­par­ti­re su­bi­to, im­me­dia­ta­men­te, non ci so­no più jol­ly a di­spo­si­zio­ne. «Ci aspet­ta la sfi­da più dif­fi­ci­le dal 2010 ad og­gi - spie­ga il nu­me­ro uno -. Ma vi­via­mo, e vi­vo, di sfi­de, più gran­di so­no e più gran­de è la gio­ia di vin­cer­le. Sia­mo all'ini­zio, fi­no­ra ab­bia­mo avu­to ri­spo­ste im­por­tan­ti in al­cu­ne ga­re, in al­tre me­no. Ci ser­ve equi­li­brio. Lo scu­det­to per ora va ac­can­to­na­to, il di­stac­co è tan­to e per ora non ab­bia­mo la fi­sio­no­mia cer­ta per fa­re vo­li pin­da­ri­ci».

REAL­TA'. Buf­fon fo­to­gra­fa la du­ra real­tà di ca­sa Ju­ve, in que­sto mo­men­to non si può par­la­re di ti­to­lo. An­co­ra Gi­gi: « Par­lar­ne ora sa­reb­be fuo­ri luo­go e far­lo sa­reb­be da pre­sun­tuo­si e da su­per­fi­cia­li. Vor­reb­be di­re che non si ha ben chia­ro il mo­men­to che stia­mo vi­ven­do. Vi­sto che sia­mo tre­di­ce­si­mi e mol­te del­le squa­dre che ci se­guo­no han­no an­che una par­ti­ta in me­no, bi­so­gna rim­boc­car­si le ma­ni­che e spor­car­si le ma­ni». Il pro­gram­ma è chia­ro: «Ga­ra do­po ga­ra, dob­bia­mo sca­la­re le po­si­zio­ni in clas­si­fi­ca, tra qual­che me­se guar­de­re­mo la gra­dua­to­ria. Il ter­zo po­sto co­me obiet­ti­vo mi­ni­mo? La zo­na Cham­pions de­ve es­se­re un im­pe­ra­ti­vo, è l'ha­bi­tat del­la Ju­ve. Sen­za dub­bio lot­te­re­mo e la­vo­re­re­mo per rag­giun­ge­re quel ri­sul­ta­to. C'è vo­glia di ri­val­sa, ci de­ve es­se­re e so­no si­cu­ro che ci sa­rà, lo di­mo­stre­re­mo nel­le pros­si­me ga­re. Pe­rò bi­so­gne­rà man­te­ner­la an­che per quel­le do­po per­ché poi la dif­fe­ren­za la fa la con­ti­nui­tà. Que­sta è una squa­dra che sta an­co­ra cer­can­do il suo equi­li­brio». CAU­SE. Buf­fon non è mai ba­na­le, la sua lu­ci­di­tà nell'ana­li­si è pre­zio­sa an­che in fun­zio­ne dei ri­me­di che bi­so­gna tro­va­re per ri­sa­li­re la chi­na. Qua­li le mo­ti­va­zio­ni di una cri­si co­sì pro­fon­da? « Pen­so che sia una se­rie di con­cau­se - ra­gio­na Gi­gi -. L'ap­pa­ga­men­to può esi­ste­re in fa­se ini­zia­le, ma se aves­se lam­bi­to l'ani­mo di qual­cu­no, ades­so è spa­ri­to si­cu­ra­men­te. Sep­pur non deb­ba es­se­re un ali­bi, ci ab­bi­nia­mo an­che l'in­for­tu­nio di qual­che gio­ca­to­re im­por­tan­te, quan­to a pe­so spe­ci­fi­co e a per­so­na­li­tà. E il fat­to che dei gio­ca­to­ri sia­no an­da­ti via, per­ché la sto­ria del­la Ju­ve è una sto­ria di vit­to­rie e la Ju­ve ha vin­to sen­za Buf­fon, sen­za Vi­dal, sen­za Con­te, sen­za Pir­lo e con­ti­nue­rà a far­lo. Sia­mo ar­ri­va­ti ad og­gi in mez­zo a di­ver­se tra­ver­sie e a di­ver­se pro­ble­ma­ti­che, cer­can­do di fa­re buon vi­so a cat­ti­vo gio­co, cer­can­do di fa­re del no­stro me­glio. In­fat­ti ab­bia­mo cam­bia­to an­che tan­ti mo­du­li, per­ché il mi­ster si è do­vu­to adat­ta­re an­che ai gio­ca­to­ri che ave­va. E tut­to que­sto fa sì che que­sto processo di cre­sci­ta e di con­so­li­da­men­to ven­ga un po­chi­no rin­via­to. Ma so­no fer­ma­men­te con­vin­to che en­tro bre­ve ar­ri­ve­rà». Co­me? « Dob­bia­mo cer­ca­re di spin­ge­re an­co­ra di più sull'ac­ce­le­ra­to­re per ab­bre­via­re il di­scor­so del con­so­li­da­men­to e del processo di cre­sci­ta». IDENTITA’. Buf­fon pe­rò non al­za ban­die­ra bian­ca, an­zi. «In mez­zo a tut­to que­sto ab­bia­mo una cer­tez­za che non è da po­co, che sia­mo una squa­dra for­te. E lo ab­bia­mo di­mo­stra­to nel­le tre par­ti­te, se non più im­por­tan­ti, più de­li­ca­te del­la sta­gio­ne. Que­sta se­con­do me è una gran­de ba­se dal­la qua­le ri­par­ti­re, ma non ada­giar­si. La Ju­ven­tus vi­sta col Ci­ty è si­cu­ra­men­te all'al­tez­za del­lo scor­so an­no: è una squa­dra che quan­do tro­ve­rà un'iden­ti­tà pre­ci­sa, una com­pat­tez­za pre­ci­sa, è una squa­dra mol­to, ma mol­to for­te. Ne so­no fer­ma­men­te con­vin­to».

Gi­gi Buf­fon, 37 an­ni, di­fen­de la por­ta del­la Ju­ve dal 2001

«La squa­dra è for­te e lo ha di­mo­stra­to con­tro il Ci­ty. Pe­rò ci man­ca an­co­ra la con­ti­nui­tà»

«Ab­bia­mo cam­bia­to di­ver­si ele­men­ti e mol­ti mo­du­li al­la ri­cer­ca di una pre­ci­sa iden­ti­tà»

AN­SA

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