Bo­lo­gna so­gna il re­ga­lo Drog­ba

Gio­ca nel Mon­treal di Sa­pu­to, che a Na­ta­le po­treb­be...

Corriere dello Sport (Lombardia) - - Bologna - Di Fu­rio Za­ra BO­LO­GNA

Joey Sa­pu­to, il dop­pio pro­prie­ta­rio, il chair­man dei due mon­di che ge­sti­sce Bo­lo­gna e Mon­treal Impact, do­po aver mol­ti­pli­ca­to pa­ni, pesci e ca­pi­ta­le so­cia­le (l’ul­ti­mo au­men­to nel Bfc ri­sa­le a due gior­ni fa: 35 mi­lio­ni), si di­vi­de in due (ie­ri era in Le­ga a Mi­la­no, og­gi tor­ne­rà in Ca­na­da) e fa la spo- la tra l’Ita­lia dove ha ap­pe­na cam­bia­to l’al­le­na­to­re (Donadoni al po­sto di Ros­si) e l’Ame­ri­ca, dove il Mon­treal è re­du­ce dal trion­fo nei play off con­tro il To­ron­to di Gio­vin­co, tra­sci­na­to dal­la clas­se eter­na di Di­dier Drog­ba che - a sua vol­ta - sca­te­na dop­pi so­gni, ov­via­men­te in in­gle­se con i sot­to­ti­to­li in ita­lia­no. Sì, per­ché se quel­lo di ve­de­re Drog­ba a Bo­lo­gna pri­ma era un so­gno mo­struo­sa­men­te proi­bi­to (« Mis­sio­ne im­pos­si­bi­le», dis­se Sa­pu­to qual­che tem­po fa a chi glie­ne chie­de­va con­to), ora di­ven­ta una sug­ge­stio­ne, che è già qual­co­sa di più con­cre­to. Il Drog­ba ros­so­blù sa­reb­be, a dir­la tut­ta, il re­ga­lo di Na­ta­le che la piaz­za bo­lo­gne­se so­gna, do­po aver in­di­vi­dua­to nel ma­gna­te ita­lo­ca­na­de­se l’uo­mo del­la prov­vi­den­za, un Pa­pe­ro­ne che in un an­no ha riem­pi­to con cir­ca 70 mi­lio­ni il ser­ba­to­io del­la mac­chi­na-Bo­lo­gna e che ha un so­lo obiet­ti­vo: «Por­ta­re il Bo­lo­gna nell’éli­te del cal­cio ita­lia­no», come ha più vol­te sot­to­li­nea­to. Va let­to an­che in que­sto sen­so l’in­con­tro di ie­ri - a ca­sa Mi­lan - con Adria­no Gal­lia­ni. Di­plo­ma­zia, buo­ni rap­por­ti, nuo­ve al­lean­ze, an­che di mer­ca­to. Non è af­fat­to esclu­so in­fat­ti che al mer­ca­to di gen­na­io il Bo­lo­gna pe­schi rin­for­zi tra gli esu­be­ri del Mi­lan. No­mi? Josè Mau­ri e No­ce­ri­no (en­tram­bi con Donadoni a Par­ma), Su­so , pro­ba­bil­men­te Po­li e for­se Hon­da, no­no­stan­te un in­gag­gio fuo­ri por­ta­ta (2,7 mi­lio­ni net­ti).

LA SUG­GE­STIO­NE E LA REALTA’. Dun­que: Di­dier Drog­ba a fi­ne lu­glio ha fir­ma­to per il Mon­treal Impact. Con­trat­to di di­ciot­to me­si (sca­den­za quin­di a di­cem­bre 2017), tre mi­lio­ni di eu­ro a sta­gio- ne, più i bo­nus re­la­ti­vi al­le pre­sta­zio­ni in cam­po e quel­li ag­gan­cia­ti al mer­chan­di­sing che gli si muo­ve at­tor­no. Po­san­do per le fo­to uf­fi­cia­li, Sa­pu­to lo dis­se chia­ro e ton­do: Drog­ba sa­reb­be di­ven­ta­to l’uo­mo im­ma­gi­ne di un club in cre­sci­ta, che pun­ta ad ave­re un ruo­lo sem­pre più di pre­sti­gio nel­la MLS. La real­tà rac­con­ta di un at­tac­can­te che, a 37 an­ni e ca­ri­co di glo­ria e tro­fei, si è mes­so in gio- co per l’en­ne­si­ma vol­ta, tim­bran­do come ai bei tem­pi e come non ha mai smes­so di fa­re e con­qui­stan­do su­bi­to la sce­na, da vec­chio leo­ne che si muo­ve nel­la giun­gla con il pas­so del pa­dro­ne. A con­fer­mar­lo la maiuscola pre­sta­zio­ne e il gol nel 3-0 con cui il Mon­treal ha li­qui­da­to il To­ron­to, che fa il pa­io con la dop­piet­ta se­gna­ta po­chi gior­ni fa (sem­pre nel der­by ca­na­de­se) nel­la re­gu­lar sea- son. L’ivo­ria­no è inar­re­sta­bi­le, uni­sce po­ten­za e sag­gez­za: e fa la dif­fe­ren­za. Per la pri­ma vol­ta il Mon­treal Impact ha rag­giun­to la se­mi­fi­na­le del­la Ea­stern Con­fe­ren­ce: do­me­ni­ca (al­le 19 ora lo­ca­le) si gio­ca la fi­na­le con­tro il Co­lum­bus. Il cam­pio­na­to fi­ni­sce la pri­ma settimana di di­cem­bre. Poi la pau­sa. E la ri­pre­sa. A mar­zo. Tre me­si. O ma­ga­ri an­che cinque, fi­no a mag­gio. Da riem­pi­re con le va­can­ze. O an­che con un’espe­rien­za in Ita­lia, per­ché no? Per una pa­ren­te­si che con­sen­ta al Bo­lo­gna di ag­giun­ge­re una stel­la ad una squa­dra in co­stru­zio­ne, per un’ope­ra­zio­ne di mer­chan­di­sing e per re­ga­la­re un so­gno ai ti­fo­si. Si può fa­re? L’ha fat­to, per esem­pio, Da­vid Bec­kham, che ne­gli ul­ti­mi an­ni del­la sua car­rie­ra si di­vi­de­va tra Los Angeles e Mi­la­no. Era, quel­la, un’ope­ra­zio­ne com­mer­cia­le (mol­to) e tec­ni­ca (po­co). Lo può es­se­re an­che que­sta. I van­tag­gi del Bo­lo­gna sa­reb­be­ro in­nu­me­re­vo­li. L’eco mondiale che avreb­be l’af­fa­re, pu­re. Non stu­pi­sca dun­que che i ti­fo­si del Bo­lo­gna ab­bia­no già co­min­cia­to a scri­ve­re la let­te­ri­na di Na­ta­le al chair­man dei due mon­di.

E’ già suc­ces­so con Bec­kham. E ie­ri l’ita­lo­ca­na­de­se ha par­la­to con Gal­lia­ni di Josè Mau­ri, Su­so...

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