Da due sta­gio­ni è un pi­la­stro del­la di­fe­sa ro­sa­ne­ro Ora aspet­ta il Li­vor­no e si con­cen­tra sul ru­sh fi­na­le

Corriere dello Sport (Nazionale) - - Calcio - di Pao­lo Van­ni­ni

PA­LER­MO - Ci so­no gio­ca­to­ri de­sti­na­ti ad an­da­re in pri­ma pa­gi­na ed al­tri che qua­si la ri­fug­go­no. Per ti­mi­dez­za o ca­rat­te­re, non cer­to per de­me­ri­ti. E’ il ca­so di Ce­sa­re Bo­vo, che da 7 an­ni gio­ca in se­rie A, da due è un pi­la­stro del­la di­fe­sa del Pa­ler­mo in co­stan­te cre­sci­ta e che nell’at­tua­le sta­gio­ne for­ma col da­ne­se Kjaer una del­le cop­pie cen­tra­li di mag­gior ren­di­men­to. Nel mo­men­to in cui i ro­sa­ne­ro so­no pre­po­ten­te­men­te en­tra­ti in zo­na Cham­pions do­po la vit­to­ria di To­ri­no, ab­bia­mo vo­lu­to trac­cia­re un pro­fi­lo più ap­pro­fon­di­to di Bo­vo. Ec­co il re­so­con­to dell’in­ter­vi­sta ri­la­scia­ta in esclu­si­va al no­stro gior­na­le.

Bo­vo, il Pa­ler­mo quar­to in clas­si­fi­ca non è fi­glio del ca­so. E’ dal­lo scor­so an­no che gio­ca­te un buon cal­cio.

«La no­stra for­za è con­ta­re pres­sa­po­co sul­la stes­sa squa­dra ma con un an­no in più di espe­rien­za. Ros­si ci ha ri­por­ta­to al vec­chio mo­du­lo e ci ha da­to qual­co­sa in più in fa­se di­fen­si­va. Que­sti ri­sul­ta­ti so­no il frut­to di un la­vo­ro in pro­fon­di­tà».

Do­po il 2-0 al­la Ju­ven­tus so­no pio­vu­ti elo­gi. Trop­pi? C’è il ri­schio di distrarsi?

«E’ fa­ci­le da­re giu­di­zi po­si­ti­vi do­po una vit­to­ria ester­na a To­ri­no. Noi sap­pia­mo di do­ver con­ti­nua­re co­sì sen­za pen­sa­re trop­po al quar­to po­sto, ma sul pia­no tec­ni­co è giu­sto dar­ci i me­ri­ti. Il Pa­ler­mo è una buo­na squa­dra che pos­sie­de mol­ti gio­ca­to­ri di ta­len­to. Se ci di­fen­dia­mo be­ne co­me ab­bia­mo fat­to con la Ju­ve, poi in ri­par­ten­za di­ven­tia­mo mi­ci­dia­li perchè ab­bia­mo tan­ta qua­li­tà».

Chi te­me­te di più nel­la cor­sa ver­so l’Eu­ro­pa?

«La Ju­ven­tus re­sta la più pe­ri­co­lo­sa, ma noi do­me­ni­ca le sia­mo sta­ti su­pe­rio­ri. Il Pa­ler­mo in que­sto mo­men­to è pa­dro­ne del suo de­sti­no. Tut­to di­pen­de da noi. Non dob­bia­mo fa­re pro­gram­mi ben­sì vi­ve­re par­ti­ta do­po par­ti­ta. Per esem­pio do­me­ni­ca il Li­vor­no è il ti­po di av­ver­sa­rio che non ci av­van­tag­gia. Ar­ri­ve­rà con l’ac­qua al­la go­la, ci chiu­de­rà ogni spa­zio. Sa­rà più dif­fi­ci­le che con la Ju­ve e non per mo­do di di­re. Ma vin­cen­do da­rem­mo an­co­ra più va­lo­re ai 3 pun­ti pre­si a To­ri­no».

Do­po i suoi er­ro­ri di Ro­ma, c’è sta­to il bot­ta e ri­spo­sta con Zam­pa­ri­ni. Nel cal­cio è co­me in amo­re che a vol­te un chia­ri­men­to raf­for­za un rap­por­to?

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.