Ita­lia, si gio­ca ma è caos cal­mo

Av­ver­sa­rio mo­de­sto in Cop­pa, i pro­ble­mi ar­ri­ve­ran­no do­po

Corriere dello Sport (Nazionale) - - Tennis - Dall'in­via­to

CA­STEL­LA­NE­TA MA­RI­NA - Caos cal­mo. In su­pe­ri­fi­cie sem­bra che la Da­vis dell'Ita­lia pos­sa pro­ce­de­re sen­za scos­so­ni. In que­sto week end la Bie­lo­rus­sia, poi l'Olan­da (perchè con­tro i bie­lo­rus­si pro­prio non pos­sia­mo per­de­re). E se tut­to do­ves­se an­da­re be­ne, do­po die­ci an­ni pro­ve­re­mo a tor­na­re in Se­rie A.

Ma se si va a grat­ta­re la su­per­fi­cie si sco­pre una real­tà di­ver­sa. An­dreas Sep­pi, il no­stro nu­me­ro 1, è fuo­ri per tut­to il 2010. De­gli al­tri in for­ma­zio­ne la cer­tez­za che non ci sa­ran­no ri­pen­sa­men­te sem­bra dar­la so­lo Po­ti­to Sta­ra­ce. Sem­bra che già al­la pros­si­ma sfi­da, quel­la con l'Olan­da ci po­treb­be­ro es­se­re del­le sor­pre­se.

Il tur­no (7-9 mag­gio) è at­tac­ca­to al tor­neo di Madrid. Po­treb­be an­che ac­ca­de­re, ad esem­pio, che Fa­bio Fo­gni­ni (lo scor­so an­no ha pas­sa­to due tur­ni di qua­li­fi­ca­zio­ni ed è usci­to al se­con­do mat­ch del ta­bel­lo­ne prin­ci­pa­le, por­tan­do a ca­sa pun­ti e 17.500 dol­la­ri) ci pen­si su. E de­ci­da che nel­la pro­gram­ma­zio­ne del­la sua car­rie­ra la Cop­pa in quel pe­rio­do sa­reb­be un in­tral­cio.

E c'è chi di­ce, ma nes­su­no al­za la ma­no per te­sti­mo­nia­re uf­fi­cial­men­te, che Si­mo­ne Bo­lel­li avreb­be già det­to no al­la Da­vis se que­st'an­no le co­se per lui aves­se­ro in­tra­pre­so un al­tro cam­mi­no.

La Cop­pa si al­lon­ta­na sem­pre di più dal pa­no­ra­ma az­zur­ro. Non tan­to per le scar­se pos­si­bi­li­tà di tor­na­re nel Grup­po Mon­dia­le, quan­to per il fat­to che i ra­gaz­zi han­no al­tri obiet­ti­vi. E, so­prat­tut­to, li han­no i mae­stri che li di­ri­go­no. La Da­vis de­ve es­se­re fun­zio­na­le al­le lo­ro idee, al­tri­men­ti di­ven­ta un pe­so. Me­glio la­sciar­la per­de­re.

Dif­fi­ci­le ri­sol­ve­re il pro­ble­ma. An­che perchè a com­pli­ca­re le co­se ci si met­to­no Atp e Wta. La se­con­da in­se­ren­do lo scor­so an­no il Ma­ster B in con­co­mi­tan­za con la fi­na­le di Fe­de­ra­tion Cup ha di­mo­stra­to chia­ra­men­te quan­ta con­si­de­ra­zio­ne ab­bia del­la Cop­pa. Ha sba­glia­to, ha tra­di­to la tra­di­zio­ne, la storia e lo spi­ri­to del­le ten­ni­ste che era­no coin­vol­te. Ma l'ha fat­to. E l'Atp la segue sul te­ma. In­se­ri­re il tor­neo di Madrid a ri­dos­so dei quar­ti di Da­vis, vuol di­re igno­ra­re la com­pe­ti­zio­ne.

Del re­sto, pro­prio da que­sti si­gno­ri, in gen­na­io è ar­ri­va­ta l'idea di chiu­der­la lì con la Cop­pa. Di crear­ne un'al­tra, pro­spet­ta­ta in ma­nie­ra as­sai fan­ta­sio­sa, che la­sci a tut­ti la pos­si­bi­li­tà di riem­pi­re co­me me­glio cre­de il ca­len­da­rio sen­za do­ver­si an­da­re a scon­tra­re (da qual­che par­te ac­ca­de) con le pro­prie fe­de­ra­zio­ni.

Si gio­ca trop­po, di­co­no. Abo­lia­mo la Da­vis. Ma con­ser­via­mo le esi­bi­zio­ni, i cam­pio­na­ti na­zio­na­li, e quan­to al­tro pos­sa por­ta­re de­na­ro in ta­sca a tut­ti. Di­ri­gen­ti com­pre­si.

Que­sto sta ac­ca­den­do nel mon­do. E l'Ita­lia ne è de­gna rap­pre­sen­tan­te. Ma i no­stri, al­me­no co­sì la pen­sia­mo noi, sba­glia­no a se­gui­re il grup­po. Da al­tre par­ti si snob­ba la Da­vis, ma si vin­co­no i tor­nei. E que­sto vuol di­re sol­di, espo­si­zio­ne me­dia­ti­ca, con­trat­ti pub­bli­ci­ta­ri. Gli az­zur­ri so­no fuo­ri dal­la spar­ti­zio­ne del­la tor­ta, i lo­ro ri­sul­ta­ti li ten­go­no lon­ta­ni dal bot­ti­no. Si gio­ca con­tro la Bie­lo­rus­sia. Squa­dra mo­de­sta, con un so­lo no­me im­por­tan­te. Mir­nyi, che pe­rò è im­pe­gna­to in dop­pio. Pro­no­sti­co co­sì fa­ci­le da far ve­ni­re dei dub­bi. Sia­mo ca­pa­ci di tut­to (vi ri­cor­da­te il sof­fer­to 3-2 con­qui­sta­to all'ul­ti­mo pun­to da Sta­ra­ce con­tro la Po­lo­nia nel 2004?), ma sta­vol­ta do­vrem­mo pro­prio far­ce­la.

Si gio­ca una Cop­pa che in fu­tu­ro, per quan­to ri­guar­da l'Ita­lia, sem­bra pos­sa es­se­re af­fi­da­ta a un grup­po di gio­va­ni. E' già ac­ca­du­to. Nel 2001 an­dam­mo in Fin­lan­dia con Luz­zi, Vo­lan­dri e Na­var­ra (più San­to­pa­dre). E vin­cem­mo. Sem­bra­va l'ini­zio di una nuo­va era. Pur­trop­po era so­lo un so­gno.

IN FOR­SE

Po­ti­to Sta­ra­ce, 28 an­ni, è nu­me­ro 67 del­la classifica Atp. Og­gi do­vreb­be sfi­da­re Igna­tik

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