«La mia Na­zio­na­le si chia­ma Ba­ri»

An­drea Ma­siel­lo: Vor­rei ri­per­cor­re­re le or­me di Bo­nuc­ci. Al­tri­men­ti da­rò tut­to per que­sta ma­glia

Corriere dello Sport (Nazionale) - - Calcio - di Gio­van­ni Maz­zil­li

BA­RI - Bo­nuc­ci, Ra­noc­chia, ti­pi da Na­zio­na­le. E in un do­ma­ni non trop­po lon­ta­no, for­se An­drea e Sal­va­to­re Ma­siel­lo. Va­le a di­re l'in­te­ra re­tro­guar­dia del Ba­ri del­la scor­sa sta­gio­ne. An­drea Ma­siel­lo ci met­te qual­co­sa in più di una sem­pli­ce spe­ran­za. «Mi fa mol­to pia­ce­re che i miei ex com­pa­gni di re­par­to ab­bia­no fat­to que­sto gran­de sal­to. Ra­noc­chia nell'Un­der 21 e Bo­nuc­ci nel­la na­zio­na­le mag­gio­re han­no ono­ra­to an­che la ma­glia del Ba­ri che nel­la scor­sa sta­gio­ne, al di là del­le lo­ro qua­li­tà, li ha mes­si in con­di­zio­ne di far­si un no­me in cam­po na­zio­na­le. In­dos­sa­re la ma­glia az­zur­ra è un ono­re. Fa­rei sal­ti di gio­ia se mi fos­se da­ta la pos­si­bi­li­tà di in­dos­sar­la. Ov­vio che di­pen­de dal­le mie pre­sta­zio­ni e dal mio la­vo­ro. Io ci spe­ro. Se non do­ves­se­ro ar­ri­va­re se­gna­li in tal sen­so con­ti­nue­rò a lot­ta­re per il Ba­ri che mi dà la pos­si­bi­li­tà di espri­mer­mi al me­glio e di far­mi sen­ti­re un pez­zo im­por­tan­te del pro­get­to che en-

An­drea Ma­siel­lo, 24 an­ni, quar­ta sta­gio­ne al Ba­ri (Ar­cie­ri)

tu­ra sta por­tan­do avan­ti». VER­SO IL NA­PO­LI - Per il mo­men­to, pe­rò, do­po la con­vin­cen­te vit­to­ria con la Ju­ven­tus, c'è un fu­tu­ro che si chia­ma Na­po­li. Una par­ti­ta che rie­vo­ca una as­sur­da scon­fit­ta. «A par­te le vi­cen­de di mer­ca­to che ha vi­sto con­trap­po­ste le esi­gen­ze del­le due so­cie­tà, que­sta par­ti­ta ha sem­pre avu­to una im­por­tan­za par­ti­co­la­re e cer­ta­men­te sa­rà una sfi­da che gio­che­re­mo al­lo spa­si­mo per por­ta­re a ca­sa un ri­sul­ta­to po­si­ti­vo. Cer­to ho an­co­ra in men­te quel po­me­rig­gio ma­le­det­to del­lo scor­so cam­pio­na­to quan­do tor­nam­mo a Ba­ri con una scon­fit­ta di­scu­ti­bi­le. Il Na­po­li è sen­za dub­bio una gran­de squa­dra. Co­no­scia­mo le in­si­die e le dif­fi­col­tà che ci ri­ser­ve­rà il San Pao­lo, ma cer­ta­men­te non ce ne sta­re­mo a guar­da­re».

Il nuo­vo mo­ti­vo del con­ten­de­re con il Na­po­li, que­sta vol­ta si chia­ma Ri­nau­do. «Ca­pi­to­lo chiu­so. Ho mol­ta fi­du­cia nei no­stri mez­zi. Con l'or­ga­ni­co che ab­bia­mo pos- sia­mo rag­giun­ge­re im­por­tan­ti tra­guar­di. In di­fe­sa si è in­se­ri­to mol­to be­ne Marco Ros­si, che ha stof­fa e qua­li­tà da ven­de­re. Mi ri­cor­da tan­to Ra­noc­chia. Un gio­ca­to­re af­fi­da­bi­le che ci da­rà gros­se sod­di­sfa­zio­ni. Ab­bia­mo mol­ta fi­du­cia in lui. Sta­rà a lui, con l'im­pe­gno e la vo­glia di la­vo­ra­re du­ro, ri­pa­ga­re la so­cie­tà e il mi­ster del­la sti­ma che gli è sta­ta ac­cor­da­ta. L'im­pat­to con il nuo­vo cam­pio­na­to è sta­to in­co­rag­gian­te. Con­tro la Ju­ve e da­van­ti a 60.000 spet­ta­to­ri, mi sem­bra ab­bia di­spu­ta­to un'ot­ti­ma par­ti­ta».

L'obiet­ti­vo mi­ni­mo è sen­za dub­bio la sal­vez­za, ma è le­ci­to aspet­tar­si mol­ti di più. «Si­cu­ra­men­te. Ab­bia­mo tan­ta am­bi­zio­ne e vo­glia di fa­re. Ne ab­bia­mo la pos­si­bi­li­tà e stia­mo met­ten­do ani­ma e cor­po nel­le ma­ni del no­stro al­le­na­to­re per mi­glio­rar­ci ogni gior­no di più. Per noi un va­lo­re ag­giun­to, per­ché in due an­ni ci ha da­to si­cu­rez­za e una fi­sio­no­mia di gio­co im­por­tan­te. Per noi sa­rà fon­da­men­ta­le con­ti­nua­re a se­gui­re le sue le­zio­ni».

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