Pa­ler­mo, Mi­gliac­cio e No­ce­ri­no al­tri no­mi per Pran­del­li

Corriere dello Sport (Roma) - - Calcio - Di Pao­lo Van­ni­ni

PA­LER­MO - Il Pa­ler­mo che si tin­ge di az­zur­ro nell’era Pran­del­li, con tre gio­ca­to­ri pre­sen­ti nell’ul­ti­ma con­vo­ca­zio­ne del nuo­vo ct, pro­po­ne nuo­vi no­mi all’at­ten­zio­ne del­la Na­zio­na­le. Giu­lio Mi­gliac­cio e An­to­nio No­ce­ri­no, en­tram­bi na­po­le­ta­ni, gli stan­tuf­fi di un cen­tro­cam­po che nel­la sua ver­sio­ne ba­se con Liverani è tut­to ita­lia­no, co­sa piut­to­sto ra­ra or­mai nel no­stro cam­pio­na­to. Una cer­nie­ra fon­da­men­ta­le per gli sche­mi di De­lio Ros­si ma che po­treb­be in pro­spet­ti­va in­te­res­sa­re an­che a Pran­del­li. Me­dia­ni di ca­rat­te­ri­sti­che di­ver­se, in crescita di ren­di­men­to e per­so­na­li­tà nel­le ul­ti­me sta­gio­ni, in pos­ses­so an­che (è il ca­so di No­ce­ri­no) di espe­rien­ze im­por­tan­ti con le gio­va­ni­li e in cam­po in­ter­na­zio­na­le.

SER­BA­TO­IO - La sen­sa­zio­ne che ora le por­te az­zur­re sia­no più aper­te. E so­prat­tut­to che il Pa­ler­mo co­me real­tà cal­ci­sti­ca sia con­si­de­ra­to un ser­ba­to­io ef­fi­ca­ce in cui pe­sca­re. Da due an­ni la squa­dra ha un ca­no­vac­cio di gio­co pre­ci­so (da Bal­lar­di­ni a Ros­si, pur pas­san­do per l’in­fe­li­ce ge­stio­ne Zen­ga), i ri­sul­ta­ti so­no lì a di­mo­strar­lo e que­st’an­no ci sa­rà an­che la ve­tri­na eu­ro­pea ad ac­cre­sce­re le chan­ces di far­si no­ta­re. E’ ve­ro che il cen­tro­cam­po su cui si sta pun­tan­do è ba­sa­to sul­la qua­li­tà, ma nel grup­po di una na­zio­na­le c’è bi­so- gno di ele­men­ti che si com­ple­ta­no. Fra i due, Mi­gliac­cio è sta­to sem­pre quel­lo con­si­de­ra­to più ru­de e di rot­tu­ra, ma la sua fun­zio­ne ed uti­li­tà nel te­la­io del­la squa­dra è fon­da­men­ta­le. In par­ti­co­la­re, per i mec­ca­ni­smi na­tu­ra­li di co­per­tu­ra or­mai crea­ti­si ad esem­pio con Cas­sa­ni, che del­la nuo­va Ita­lia è di­ven­ta­to uno dei ter­zi­ni de­stri. 29 an­ni, l’ex ata­lan­ti­no è un gio­ca­to­re di so­stan­za, spes­so pa­ra­go­na­to a Gat­tu­so, ma che in­se­ri­sce fra i pro­gres­si com­piu­ti nel­le sta­gio­ni in ro­sa­ne­ro, la ca­pa­ci­tà di ren­der­si pe­ri­co­lo­so in zo­na gol so­prat­tut­to di te­sta sui cal­ci piaz­za­ti.

No­ce­ri­no è in­ve­ce più dut­ti­le. Gio­va­ne (25 an­ni) ma già ro­da­to da 5 sta­gio­ni di A e dall’espe­rien­za con la Ju­ven­tus, ol­tre che ca­pi­ta­no del­la Na­zio­na­le olim­pi­ca che gio­cò a Pe­chi­no. Lo si no­ta più nel re­cu­pe­ro pal­la ma sa fa­re an­che il play cen­tra­le sia pu­re non in ma­nie­ra tra­di­zio­na­le ma in mo­do di­na­mi­co. Quan­do ne­gli ul­ti­mi due cam­pio­na­ti è man­ca­to Liverani, in quel ruo­lo ha sem­pre gio­ca­to lui. Di un pos­si­bi­le ap­pro­do in na­zio­na­le si è par­la­to tan­tis­si­mo in que­sti me­si ma lui ha sem­pre ta­glia­to cor­to. « Na­zio­na­le? Non mi va di par­lar­ne per­chè poi si ri­schia di ri­ma­ne­re de­lu­si - il suo pa­re­re ri­la­scia­to do­po la ga­ra col Ca­glia­ri - se non so­no sta­to con­vo­ca­to vuol di­re che non ho me­ri­ta­to la chia­ma­ta del ct ». Un mo­do per di­re che cer­che­rà di fa­re an­co­ra di più e tro­va­re fi­nal­men­te il suo spa­zio.

Pos­so­no se­gui­re Si­ri­gu, Cas­sa­ni e Bo­vo in az­zur­ro. En­tram­bi so­no in gran­de crescita di ren­di­men­to e per­so­na­li­tà

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