Piu’Ba­ri Il gio­ca­to­re del Ba­ri ri­tie­ne che le de­ci­sio­ni di Pier­pao­li, sul ri­go­re e sull’espul­sio­ne a Ros­si, han­no in­fluen­za­to il ri­sul­ta­to con la Samp Gaz­zi: L’ar­bi­tro ci ha pe­na­liz­za­ti

Corriere dello Sport (Roma) - - Calcio - Clau­dio Baf­fi­co/ass

GE­NO­VA - Le squa­dre di ca­rat­te­re si ri­co­no­sco­no nei mo­men­ti di dif­fi­col­tà. E sot­to que­sto pun­to di vi­sta, il Ba­ri non ha da in­se­gna­re nul­la a nes­su­no. I ri­sul­ta­ti non ar­ri­va­no, non cer­to per col­pa di chi scen­de in cam­po, il de­sti­no si di­ver­te a gio­ca­re brut­ti scher­zi a Ven­tu­ra, e al­lo­ra non re­sta che at­ten­de­re tem­pi mi­glio­ri, sen­za per­de­re nep­pu­re un bri­cio­lo di fi­du­cia.

GAZ­ZI - L'em­ble­ma di una com­pa­gi­ne che ca­de ma ha tan­ta vo­glia di rial­zar­si è co­sti­tui­to dal cen­tro­cam­pi­sta Alessandro Gaz­zi, uno dei più po­si­ti­vi nel­la sfi­da con­tro la Samp. Un mat­ch già dif­fi­ci­le in par­ten­za e che il bi­no­mio "av­ver­sa­ri - ar­bi­tro Pier­pao­li" han­no pre­sto re­so im­pos­si­bi­le.

«Gli epi­so­di del ri­go­re e dell'espul­sio­ne di Ros­si ci han­no si­cu­ra­men­te pe­na­liz­za­to - di­chia­ra il gio­ca­to­re bian­co­ros­so - ma or­mai le co­se so­no an­da­te in que­sto mo­do e non pos­sia­mo far nul­la per cam­bia­re il ri­sul­ta­to. Dal cam­po è dif­fi­ci­le ave­re una vi­sio­ne pre­ci­sa di quan­to ac­ca­de e, per que­sto mo­ti­vo, pre­fe­ri­sco non sbi­lan­ciar­mi trop­po. L'ar­bi­tro, pe­rò, mi è ap­par­so trop­po se­ve­ro in oc­ca­sio­ne del se­con­do car­tel­li­no a Ros­si. Non c'è sta­to nien­te di par­ti­co­la­re, due spintarelle. Pur­trop­po ha op­ta­to per l'espul­sio­ne e noi, già sot­to di un gol, ab­bia­mo do­vu­to gio­ca­re un'ora in in­fe­rio­ri­tà nu­me­ri­ca».

EMER­GEN­ZA IN­FOR­TU­NI - In que­ste si­tua­zio­ni, la dif­fe­ren­za mol­to spes­so la fa il grup­po. E sot­to que­sto pun­to di vi­sta, a Ba­ri si pos­so­no dor­mi­re son­ni tran­quil­li. Tut­to l'am­bien­te re­ma dal­la stes­sa par­te, con la stes­sa con­sa­pe­vo­lez­za di po­ter ab­ban­do­na­re le po­si­zio­ni di co­da. Una squa­dra, quel­la bian­co­ros­sa, che si è abi­tua­ta a con­vi­ve­re con l'emer­gen­za ma che non ve­de l'ora di tor­na­re a con­ta­re sull'ap­por­to dei gio­ca­to­ri at­tual­men­te fuo­ri com­bat­ti­men­to.

«Sia­mo ab­bo­na­ti agli in­for­tu­ni - os­ser­va Gaz­zi - ma dob­bia­mo cer­ca­re di te­ne­re du­ro. Con­ti­nue­re­mo a da­re il mas­si­mo di noi stes­si, co­me del re­sto ab­bia­mo sem­pre fat­to, nell'au­spi­cio che i ri­sul­ta­ti ini­zi­no a dar­ci ra­gio­ne. Dif­fi­ci­le af­fron­ta­re le va­rie ga­re con un mo­ra­le al­to ma tut­ti quan­ti ab­bia­mo la cer­tez­za di far par­te di un gran­de grup­po, che an­che nei mo­men­ti più du­ri sa tro­va­re la for­za ed il ca­rat­te­re per rea­gi­re e ripartire con de­ter­mi­na­zio­ne. Con que­sto af­fia­ta­men­to, nien­te è im­pos­si­bi­le. La ri­cet­ta è quel­la di man­te­ne­re la fi­du­cia nei no­stri mez­zi, di at­ten­de­re il ri­tor­no di chi è fer­mo ai box, e di get­ta­re in cam­po lo spi­ri­to che ci ha sem­pre ca­rat­te­riz­za­to».

I TI­FO­SI - In pe­rio­di co­sì, ser­ve l'aiu­to ed il so­ste­gno di tut­te le com­po­nen­ti. I ti­fo­si stan­no fa­cen­do la lo­ro par­te e, per la squa­dra, la ga­ran­zia di aver­li sem­pre a fian­co rap­pre­sen­ta una spin­ta ul­te­rio­re a su­pe­ra­re ogni osta­co­lo.

«Il lo­ro ap­por­to è sem­pre fon­da­men­ta­le - so­stie­ne il cen­tro­cam­pi­sta - ades­so an­co­ra di più. Gli chie­dia­mo di con­ti­nua­re a so­ste­ner­ci e di ri­ma­ner­ci vi­ci­no per­ché ab­bia­mo dav­ve­ro bi­so­gno del lo­ro ca­lo­re. Sia­mo con­sa­pe­vo­li che si sa­reb­be­ro at­te­si una sta­gio­ne ben di­ver­sa ma ora che ci tro­via­mo in que­sta po­si­zio­ne di clas­si­fi­ca dob­bia­mo fa­re qua­dra­to ed uscir­ne tut­ti as­sie­me. Nel grup­po c'è gran­de fi­du­cia: sia­mo tut­ti determinati a fa­re il mas­si­mo e con­vin­ti che que­sta squa­dra ab­bia tut­te le pos­si­bi­li­tà per as­se­star­si in po­si­zio­ni più tran­quil­le».

LE CON­COR­REN­TI - Ce­se­na, Lec­ce e Bre­scia han­no per­so, so­lo il Bo­lo­gna è riu­sci­to a muo­ve­re la clas­si­fi­ca. Il ga­gliar­do cen­tro­cam­pi­sta ba­re­se, pe­rò, non si scom­po­ne: «Non guar­dia­mo in ca­sa d'al­tri, ba­dia­mo so­lo a noi stes­si per­ché sap­pia­mo che le sor­ti di que­sto cam­pio­na­to so­no nel­le no­stre ma­ni. Avre­mo da lot­ta­re fi­no all'ul­ti­ma gior­na­ta, ma quel che con­ta è cen­tra­re l'obiet­ti­vo. E que­sta squa­dra può dav­ve­ro far­ce­la».

In al­to: Ma­ri­lun­go con­trol­la­to da Gaz­zi e

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