E’ l’an­no di Antonelli «So­no ri­ma­sto a Par­ma e mi di­ver­to»

Antonelli: So­no con­ten­to di es­se­re ri­ma­sto, e se quei tre da­van­ti stan­no be­ne...

Corriere dello Sport Stadio (Bologna) - - Front Page - Dall’in­via­to

FI­REN­ZE - Cin­que mi­nu­ti al po­sto di See­dorf per de­but­ta­re in se­rie A (col Mi­lan) a 19 an­ni, 10 mi­nu­ti al po­sto di Cas­sa­no per de­but­ta­re in Na­zio­na­le a 23. Se uno ama co­glie­re i se­gni del de­sti­no, con Lu­ca Antonelli ha ma­te­ria­le per di­ver­tir­si.

Pu­pil­lo di Gui­do­lin, pu­pil­lo di Ma­ri­no, pu­pil­lo di Pran­del­li. Ha con­vin­to tut­ti, tran­ne il Mi­lan, la squa­dra che ama fin da pic­co­lo per­ché è sta­ta la squa­dra do­ve ha gio­ca­to e vin­to (il cam­pio­na­to del­la stel­la) suo pa­dre Roberto. Al Ba­ri in pre­sti­to, poi al Par­ma in com­pro­prie­tà, ora al Par­ma a ti­to­lo de­fi­ni­ti­vo. Un pa­io di set­ti­ma­ne fa sta­va per pas­sa­re all’In­ter. Di­co­no che, an­che per la sua fe­de ros­so­ne­ra, sia sta­to fe­li­ce quan­do Ghi­rar­di l’ha chia­ma­to e gli ha det­to: «Ti tol­go dal mer­ca­to». Gli pia­ce sta­re a Par­ma, è lì che l’ha cer­ca­to Pran­del­li e da lì è ini­zia­ta la sua car­rie­ra in Na­zio­na­le. Pri­ma pe­rò bi­so­gna to­glier­si al­cu­ne cu­rio­si­tà, men­tre que­sto ra­gaz­zo dal­la fac­cia aper­ta, col ca­pel­lo ra­sa­to, si ro­to­la fra le ma­ni il pal­lo­ne del de­but­to di Tal­linn. «Me l’ha da­to Gi­gi Ri­va». So­pra ci so­no le fir­me di tut­ti gli az­zur­ri di quel­la sera.

Antonelli, per­ché è sal­ta­to il tra­sfe­ri­men­to all’In­ter?

«Non lo so. Pe­rò so­no sta­to con­ten­to quan­do il pre­si­den­te mi ha chia­ma­to e mi ha fat­to rin­no­va­re il con­trat­to fi­no al 2015. An­da­re all’In­ter è il so­gno di tut­ti, ma avrei gio­ca­to po­co. Ma­ri­ga l’an­no scor­so ha fa­ti­ca­to a tro­va­re spa­zio, ades­so spe­ro che a Bia­bia­ny sia con­ces­sa qual­che oc­ca­sio­ne: è for­tis­si­mo».

A de­stra gio­ca Mai­con, quin­di, nien­te da fa­re. Ma a si­ni­stra c’è Chi­vu. Si­cu­ro che avreb­be gio­ca­to po­co?

«Io so­no con­ten­to di re­sta­re a Par­ma».

Pro­ba­bil­men­te la trat­ta­ti­va ri­pren­de­rà a gen­na­io.

«Ve­dia­mo. Io spe­ro di fi­ni­re la sta­gio­ne a Par­ma, ma nel cal­cio non si sa mai». Per­ché il Mi­lan non ha cre­du­to in lei? «Non lo so. Il pri­mo an­no ero in pre­sti­to, poi in com­pro­prie­tà». E’ sta­ta una de­lu­sio­ne? «Quan­do me ne so­no an­da­to sì. So­no sem­pre sta­to ti­fo­so del Mi­lan».

C’è un di­bat­ti­to in cor­so sul suo ruo­lo: ter­zi­no o ala?

«Ho co­min­cia­to co­me ester­no al­to, poi Fran­co Ba­re­si nei ra­gaz­zi del Mi­lan mi ha fat­to ar­re­tra­re. L’an­no scor­so, con Gui­do­lin, ho fat­to di nuo­vo, con mag­gior fre­quen­za, l’ester­no al­to. Io mi tro­vo be­ne ovun­que».

C’è gran­de en­tu­sia­smo a Par­ma. Voi vi na­scon­de­te, ma il mer­ca­to non è da zo­na­sal­vez­za. «L’en­tu­sia­smo si no­ta be­ne, ma dob­bia­mo es­se­re noi a far­lo au­men­ta­re. Più pun­ti in cam­po, più gen­te al­lo sta­dio».

Im­pos­si­bi­le ac­con­ten­tar­si del­la sal­vez­za.

«Noi pun­tia­mo ai 40 pun­ti e ades­so ce ne man­ca­no 37. Poi ve­dia­mo quel­lo che suc­ce­de».

L’at­tac­co è stre­pi­to­so. «In ef­fet­ti, se quei tre da­van­ti stan­no be­ne ci pos­sia­mo di­ver­ti­re».

Tre? So­no un po’ di più: Gio­vin­co, Pa­lo­schi, Bo­ji­nov, Mar­ques e Cre­spo che non mol­la.

«Ma gio­ca­no in tre. E chiun­que gio­chi non cam­bia il pro­dot­to: so­no for­tis­si­mi». Ci de­scri­ve Mar­ques? «Uno dei gio­ca­to­ri più tec­ni­ci che ab­bia mai vi­sto. Sal­ta l’uo­mo di con­ti­nuo. Di­co di più: per me è un fuo­ri­clas­se».

Qual è la dif­fe­ren­za fra Gui­do­lin e Ma­ri­no?

«Gio­ca­no un cal­cio di­ver­so. Gui­do­lin vo­le­va il lan­cio lun­go sul pri­mo at­tac­can­te per gio­ca­re con la ‘se­con­da pal­la’; Ma­ri­no pre­di­li­ge il gio­co a ter­ra».

Pri­ma con­vo­ca­zio­ne in Na­zio­na­le, pri­ma pan­chi­na, pri­mi mi­nu­ti in cam­po. Era emo­zio­na­to?

«Da mo­ri­re. Già non mi aspet­ta­vo di an­da­re in pan­chi­na, quan­do Pran­del­li mi ha det­to di ini­zia­re il ri­scal­da­men­to ho co­min­cia­to a emo­zio­nar­mi. Quan­do mi ha det­to “vie­ni, toc­ca a te” non ci cre­de­vo: “Si­cu­ro che en­tro io?“. Ho gio­ca­to 10 mi­nu­ti, ma per l’emo­zio­ne è co­me se ne aves­si gio­ca­ti 180». Co­sa le ha det­to suo pa­dre? «Mi ha man­da­to un mes­sag­gio di com­pli­men­ti, poi ci sia­mo sen­ti­ti. Mar­te­dì ver­rà a Fi­ren­ze». Sug­ge­ri­men­ti da Pran­del­li? «An­che il ct mi ha fat­to i com­pli­men­ti. Se pen­so che so­no qui ad al­le­nar­mi in­sie­me a Cas­sa­no, Pir­lo, Paz­zi­ni e tut­ti gli al­tri mi ven­go­no an­co­ra i bri­vi­di». Pen­sa di gio­ca­re con­tro le Far Oer? «Non lo so». Ha mai gio­ca­to sul cam­po di Fi­ren­ze? «Mai».

Lu­ca Antonelli, 23 an­ni, de­but­to az­zur­ro a Tal­linn

Lu­ca Antonelli è na­to a Mon­za l’11 feb­bra­io dell’87 E’ al Par­ma dal 2008, con un con­trat­to fi­no al 2015

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