DO­PO LA SO­STA UN VE­RO TOUR DE FOR­CE PER LE FOR­MA­ZIO­NI IM­PE­GNA­TE AN­CHE IN EU­RO­PA Il cal­cio nel frul­la­to­re, 23 gior­ni sen­za fia­to: una par­ti­ta ogni 3 gior­ni

E per gli ap­pas­sio­na­ti ci sa­rà una ve­ra e pro­pria te­le-ab­buf­fa­ta: so­lo 7 gior­ni sen­za cal­cio in Tv fi­no al­la fi­ne del me­se

Corriere dello Sport Stadio (Bologna) - - Calcio - di An­to­nio Ma­glie

Ven­ti­tré gior­ni nel frul­la­to­re, (qua­si) esat­ta­men­te una par­ti­ta ogni tre gior­ni per le squa­dre, mol­te di più per gli ap­pas­sio­na­ti che di qui al 3 ot­to­bre avran­no sol­tan­to set­te gior­ni li­be­ri. Un ve­ro e pro­prio tour de for­ce in cui co­min­ce­re­mo ad ave­re le pri­me ri­spo­ste (for­se i pri­mi se­gna­li). Tra cam­pio­na­to (col co­rol­la­rio di un tur­no in­fra­set­ti­ma­na­le), Cham­pions ed Eu­ro­pa Lea­gue qua­si nes­su­no po­trà ti­ra­re il fia­to, con­ce­der­si pau­se. Le va­can­ze, a par­ti­re dal pros­si­mo sa­ba­to, sa­ran­no ve­ra­men­te al­le spal­le. Clau­dio Ra­nie­ri, al­le­na­to­re del­la Ro­ma, cioè di una del­le squa­dre im­pe­gna­te su tut­ti i fron­ti, na­zio­na­le e in­ter­na­zio­na­le, non ha dub­bi: «I gio­ca­to­ri so­no pre­pa­ra­ti per gio­ca­re tre par­ti­te in ot­to gior­ni. Il pro­ble­ma è il di­spen­dio ner­vo­so». So­prat­tut­to per chi gio­ca in Cham­pions (co­me la Ro­ma, l’In­ter, che do­vrà di­fen­de­re la cop­pa, e Mi­lan che con gli ul­ti­mi ac­qui­sti ha pro­po­sto la sua can­di­da­tu­ra per il ruo­lo di pro­ta­go­ni­sta).

L’Eu­ro­pa Lea­gue è al­tra co­sa: cer­to di­spen­dio­sa (so­prat­tut­to per­ché an­dan­do in cam­po di gio­ve­dì to­glie ai gio­ca­to­ri un gior­no di ri­po­so in vi­sta dell’ap­pun­ta­men­to di cam­pio­na­to), ma non co­sì de­va­stan­te co­me la cop­pa più im­por­tan­te. Per i tec­ni­ci que­sta è spes­so la fa­se più de­li­ca­te: squa­dre che han­no ac­qui­si­to so­lo ne­gli ul­ti­mi gior­ni un vol­to de­fi­ni­ti­vo (il Mi­lan che ha pre­so Ibra­hi­mo­vic e Ro­bi­n­ho, ma an­che la Ro­ma che ha re­clu­ta­to Bor­riel­lo e «riac­qui­sta­to» Bur­dis­so) e che, per­ciò, de­vo­no per­fe­zio­na­re i pro­pri mec­ca­ni­smi. E poi la con­di­zio­ne di for­ma con al­cu­ni un po’ più avan­ti in Eu­ro­pa (gli in­gle­si e i te­de­schi che han­no co­min­cia­to pri­ma) e al­tri (ita­lia­ni e spa­gno­li) un po’ più in­die­tro per­ché han­no co­min­cia­to do­po.

Ciò non to­glie che que­sti ven­ti­tré gior­ni sa­ran­no fon­da­men­ta­li per le am­bi­zio­ni del­le squa­dre di ver­ti­ce. In­ter e Ju­ven­tus, ad esem­pio, si af­fron­te­ran­no in quel­lo che da sem­pre è il «der­by d’Ita­lia» so­lo po­chi gior­ni do­po il se­con­do im­pe­gno di Cop­pa (il pri­mo in Cham­pions, la se­con­da in Eu­ro­pa Lea­gue). Con i bian­co­ne­ri con un gior­no in me­no di ri­po­so (an­dran­no in cam­po gio­ve­dì) e un viag­gio in più sul­le spal­le (l’In­ter gio­che­rà in ca­sa con­tro il Wer­der men­tre la Ju­ven­tus do­vrà vo­la­re a Man­che­ster per af­fron­ta­re il Ci­ty). Ma i ne­raz­zur­ri, a lo­ro vol­ta, sa­ran­no re­du­ci da una sor­ta di «per­cor­so di guer­ra»: non so­lo la Cham­pions con il Wer­der ma an­che la sfi­da con la Ro­ma, in tra­sfer­ta, ap­pe­na quattro gior­ni pri­ma. Ven­ti­tré gior­ni an­che per ca­pi­re le gran­di no­vi­tà di que­sta sta­gio­ne. A co­min­cia­re dal­la par­ti­ta all’ora di pran­zo. «Ci si ade­gua» , di­co­no i tec­ni­ci co­me Car­lo Ancelotti e Clau­dio Ra­nie­ri che que­sta espe­rien­za l’han­no fat­to (e la fan­no an­co­ra, nel ca­so dell’al­le­na­to­re del Chel­sea) in Pre­mier Lea­gue. Do­vran­no ade­guar­si in fret­ta, le squa­dre per­ché in un ora­rio co­me quel­lo non si sa be­ne se de­di­car­si al­la co­la­zio­ne o al pran­zo. Cam­bie­ran­no le abi­tu­di­ni. An­che dei ti­fo­si che do­vran­no or­ga­niz­za­re di­ver­sa­men­te la lo­ro gior­na­ta. Pro­ble­mi, per ora, del­le squa­dre me­dio-pic­co­le per­ché si­no al­la fi­ne di ot­to­bre nes­su­na del­le quattro gran­di sa­rà chia­ma­ta a esi­bir­si nell’ora de­sti­na­ta al­le fet­tuc­ci­ne.

An­zi c’è la cu­rio­sa si­tua­zio­ne del Mi­lan che si­no al­la fi­ne del pros­si­mo me­se non gio­che­rà mai con la lu­ce del so­le: sem­pre in not­ta­ta o nel tar­do po­me­rig­gio. Ma an­che l’In­ter di­ven­te­rà una squa­dra per not­tam­bu­li vi­sto che in un so­lo ca­so , il 19 set­tem­bre, si esi­bi­rà di po­me­rig­gio (la squa­dra ne­raz­zur­ra, poi, a fi­ne ot­to­bre inau­gu­re­rà l’al­tra no­vi­tà del­la sta­gio­ne: l’an­ti­ci­po di ve­ner­dì, do­po aver te­nu­to a bat­te­si­mo il po­sti­ci­po del lu­ne­dì). Ven­ti­tré gior­ni pra­ti­ca­men­te all’ul­ti­mo re­spi­ro, una lun­ga sa­li­ta ver­so il pros­si­mo im­pe­gno del­la Na­zio­na­le quan­do il cam­pio­na­to si fer­me­rà an­co­ra. E in quel ca­so, for­se, la pau­sa sa­rà be­ne ac­cet­ta.

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