Al­le­gri: Il Mi­lan me­ri­ta­va di più

Ber­lu­sco­ni scu­ro: «Quan­do si per­de si sta zit­ti»

Corriere dello Sport Stadio (Bologna) - - Calcio - di Pie­tro Gua­da­gno

Dall’al­to in bas­so: Ibra e Pir­lo MI­LA­NO - Do­po es­se­re ri­ma­sto a lun­go ne­gli spo­glia­toi do­po il fi­schio fi­na­le, Sil­vio Ber­lu­sco­ni ab­ban­do­na San Si­ro con po­ca vo­glia di par­la­re. Pro­nun­cia so­lo po­che frasi, men­tre rag­giun­ge il ga­ra­ge del­lo sta­dio: «Quan­do si vin­ce si par­la, quan­do si per­de si va a ca­sa e si sta zit­ti» .

Massimiliano Al­le­gri, in­ve­ce, non si sot­trae a tac­cui­ni e mi­cro­fo­ni e af­fer­ma con­vin­to: «Il ri­sul­ta­to fi­na­le è il con­tra­rio di quel­lo che si è vi­sto sul cam­po. Ma nel cal­cio ha ra­gio­ne chi vin­ce e lo­ro, con so­li tre ti­ri in por­ta, han­no fat­to due gol, uno più di noi». La scon­fit­ta ar­ri­va a quattro gior­ni dal ri­tor­no con il Real Ma­drid e, se pri­ma del ri­tor­no con le "Me­ren­gues", c'era bi­so­gno di con­fer­me e cer­tez­ze per af­fron­ta­re al me­glio la sfi­da, la Ju­ven­tus in­ve­ce ha mes­so in evi­den­za una se­rie di man­can­ze che il tec­ni­co li­vor­ne­se cir­co­scri­ve co­sì: «In ef­fet­ti fac­cia­mo po­chi gol, ma ne fa­re­mo di più». NES­SU­NA SOF­FE­REN­ZA - Al­le­gri re­spin­ge su­bi­to l'idea che la sua squa­dra pos­sa sof­fri­re un cer­to ti­po di con­fron­ti: «Quel­la di Ma­drid e quel­la di sta­se­ra (ie­ri, ndr) so­no due par­ti­te com­ple­ta­men­te di­ver­se. In Spa­gna me­ri­ta­va­mo di per­de­re, con­tro la Ju­ve as­so­lu- ta­men­te no. E, se all'in­ter­val­lo, al Ber­na­beu, ero con­vin­to che il Mi­lan po­tes­se gio­car­se­la con chiun­que in Eu­ro­pa ed es­se­re com­pe­ti­ti­vo per la Cham­pions, ades­so, so­no cer­to che lot­te­re­mo fi­no in fon­do per lo scu­det­to». SO­LO MI­LAN - Da co­sa de­ri­va­no al­lo­ra le cer­tez­ze di Al­le­gri? «Fi­no al gol di Qua­glia­rel­la si era vi­sta una so­la squa­dra in cam­po - rac­con­ta il tec­ni­co ros­so­ne­ro -. Ave­va­mo crea­to un pa­io di si­tua­zio­ni pe­ri­co­lo­se con Ibra­hi­mo­vic e po­te­va­mo pas­sa­re in van­tag­gio. In­ve­ce, al pri­mo cross su­bì­to sia­mo an­da­ti sot­to. Per il re­sto, ol­tre a un con­tro­pie­de di Del Pie­ro, la Ju­ve non ave­va fat­to nem­me­no un ti­ro in por­ta e fi­no al 65' non è più nem­me­no usci­ta dal­la sua me­tà cam­po. Po­te­va­mo pa­reg­gia­re già a fi­ne pri­mo tem­po. In­ve­ce tut­to si è com­pli­ca­to sul lo­ro se­con­do gol. E' sta­ta una va­lu­ta­zio­ne er­ra­ta di An­to­ni­ni, che ci può sta­re. È nor­ma­le che in una par­ti­ta ci sia­no de­gli er­ro­ri da par­te dei sin­go­li: sta­vol­ta li ab­bia­mo pa­ga­ti a ca­ro prez­zo. Al­la fi­ne, pe­rò, ab­bia­mo co­mun­que avu­to la for­za per rea­gi­re e per crea­re le op­por­tu­ni­tà per il pa­reg­gio». In­ter­vie­ne an­che Aba­te per da­re la sua in­ter­pre­ta­zio­ne del­la ga­ra: «Do­ve­va­mo at­tac­ca­re con più or­di­ne. Ap­pe­na ab­bia­mo al­lar­ga­to il gio­co sul­le fa­sce, è ve­nu­to gol di Ibra su cross di An­to­ni­ni». REA­ZIO­NE - Al­le­gri pro­va poi a da­re la scos­sa ai suoi: «Ades­so è fon­da­men­ta­le rial­zar­si il più pre­sto pos­si­bi­le». E pre­sto si­gni­fi­ca Real Ma­drid e Mou­ri­n­ho, tra so­li quattro gior­ni. C'è un pun­to di do­man­da su chi oc­cu­pe­rà la fa­scia de­stra del­la di­fe­sa, do­po che Bo­ne­ra è do­vu­to usci­re pri­ma dell'in­ter­val­lo. «Ha ri­me­dia­to una con­tu­sio­ne piut­to­sto se­ria al­la ro­tu­la del gi­noc­chio si­ni­stro - spie­ga il dot­tor Ce­li - L'ar­ti­co­la­zio­ne è sta­ta im­mo­bi­liz­za­ta e do­ma­ni (og­gi, ndr) ver­ran­no ef­fet­tua­ti gli ac­cer­ta­men­ti del ca­so. Per lo me­no è sta­to scon­giu­ra­to il trau­ma di­stor­si­vo» .

In­som­ma, la si­tua­zio­ne è me­no gra­ve di quan­to si era te­mu­to, ve­den­do il di­fen­so­re ab­ban­do­na­re il cam­po in ba­rel­la e con le ma­ni sul vol­to. Qua­si im­pos­si­bi­le, pe­rò, che rie­sca a re­cu­pe­ra­re in tem­po per mer­co­le­dì. «Se c'è un pro­ble­ma ter­zi­no de­stro? Ab­bia­mo Aba­te che sta be­ne» , pre­ci­sa Al­le­gri. La spe­ran­za, pe­rò, è che pos­sa far­ce­la Zam­brot­ta. Nes­sun pro­ble­ma, in­ve­ce, per Pa­to, che, una vol­ta ab­ban­do­na­to il cam­po, le te­le­ca­me­re han­no in­qua­dra­to men­tre si toc­ca­va la ca­vi­glia. Peg­gio, per il bra­si­lia­no, i fi­schi che San Si­ro gli ha ri­ser­va­to al mo­men­to del­la so­sti­tu­zio­ne. «Cre­do che Pa­to ab­bia fat­to una buo­na par­ti­ta, de­ve e può si­cu­ra­men­te fa­re mol­to di più, ma so­no sta­ti bra­vi quel­li del­la Ju­ve a li­mi­tar­lo» , di­ce Al­le­gri. Massimiliano Al­le­gri, 43 an­ni, du­ran­te la par­ti­ta. Sot­to, duel­lo tra Pa­pa­sta­tho­pou­los e Qua­glia­rel­la

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