LE IN­TER­VI­STE Una par­ti­ta spet­ta­co­la­re, un ri­sul­ta­to inat­te­so: ec­co il der­by di Spa­gna Pep: «For­tis­si­mi» Mou: «Bra­vi lo­ro Un Real ri­di­co­lo»

Corriere dello Sport Stadio (Bologna) - - Calcio -

Mdi An­drea De Pau­li ou ha una fret­ta in­dia­vo­la­ta di con­clu­de­re una se­ra­ta dav­ve­ro stor­ta e si pre­sen­ta ai mi­cro­fo­ni, a po­chi mi­nu­ti dal fi­schio fi­na­le, per li­be­rar­si dall'ul­ti­ma, sco­mo­dis­si­ma in­com­ben­za. «È la peg­gior scon­fit­ta del­la mia car­rie­ra, ma è una scon­fit­ta fa­ci­le da di­ge­ri­re. Non re­sta un sa­po­re ama­ro, per­ché non ab­bia­mo per­so in mo­do im­me­ri­ta­to. Non pos­sia­mo pren­der­ce­la con gli er­ro­ri dell'ar­bi­tro, che non ci so­no sta­ti, e non sia­mo sta­ti nep­pu­re sfor­tu­na­ti, per­ché non pos­sia­mo re­cri­mi­na­re per dei le­gni che non ab­bia­mo pre­so» . Ma co­me si spie­ga, al­lo­ra, tut­ta que­sta dif­fe­ren­za? «Mol­to sem­pli­ce. Una squa­dra ha gio­ca­to mol­to ma­le e un'al­tra mol­to be­ne. Tut­to qui. Umi­lia­to? Mai» . L'exin­te­ri­sta non fa dram­mi e pen­sa all'im­me­dia­to fu­tu­ro: «Non fi­ni­sce qui. Pri­ma ave­va­mo un pun­to in più, ora ne ab­bia­mo due in me­no. La ve­ri­tà è che, co­me ho ri­pe­tu­to più vol­te, il Ba­rça è già un pro­dot­to fi­ni­to, men­tre il Real non lo è per nien­te» .

Qual­che ti­mo­re in più, il por­to­ghe­se lo tra­di­sce per le ri­per­cus­sio­ni psi­co­lo­gi­che sui suoi ra­gaz­zi: «Spe­ro che que­sto 5-0 non ab­bat­ta trop­po i gio­ca­to­ri. Io ho su­bi­to ri­cor­da­to lo­ro che il cam­pio­na­to non ter­mi­na og­gi. Ma­ga­ri avre­mo ad­di­rit­tu­ra la pos­si- bi­li­tà di ri­tor­na­re qui, in que­sta sta­gio­ne, e vin­ce­re, co­me mi è ca­pi­ta­to l'an­no scor­so con l'In­ter: per­si al Camp Nou e poi tor­nai e vin­si e con­qui­stai la Cham­pions. Co­mun­que non c'è spa­zio per le la­cri­me. Si può pian­ge­re se si vin­ce, ma so­lo di gio­ia. Se si per­de, ci si rim­boc­ca le ma­ni­che e si tor­na su­bi­to al la­vo­ro per la pros­si­ma par­ti­ta. La ve­ri­tà è che ab­bia­mo re­ga­la­to due gol vi­ci­ni al ri­di­co­lo, per la fa­ci­li­tà con cui ab­bia­mo per­so la po­si­zio­ne. Sul 20 con una squa­dra co­sì ra­pi­da, o di­fen­di il ri­sul­ta­to o ti espo­ni ad al­tri gol. E co­sì è sta­to» . Il lu­si­ta­no si con­ge­da, tra­den­do, pe­rò, una cer­ta ama­rez­za: «Me ne va­do un po' rat­tri­sta­to per­ché mi aspet­ta­vo mol­to di più, co­sì co­me i miei gio­ca­to­ri. Ma ri­ma­nia­mo a so­lo a due pun­ti dal lea­der e non pos­sia­mo mol­la­re già ora» . UN UO­MO SOD­DI­SFAT­TO - Tutt'al­tro umo­re per Pep Guar­dio­la, che ar­ri­va qual­che mi­nu­to do­po: «Man­te­nia­mo i pie­di per ter­ra, re­sta­no an­co­ra mol­te par­ti­te da gio­ca­re. È, co­mun­que, una gran­de sod­di­sfa­zio­ne per tut­ta la no­stra gen­te. In que­sto mo­men­to mi pia­ce ri­cor­da­re Char­lie Re­xa­ch e Jo­han Cruyff, che han­no mes­so le ba­si a que­sta fi­lo­so­fia di gio­co. Non è una vit­to­ria so­lo di Pep Guar­dio­la, ma è di tut­ti, dai ta­lent scout che han­no sco­per­to a Xa­vi, Inie­sta e tut­ti gli al­tri, ai vec­chi pre­si­den­ti» . È il quin­to Clá­si­co con­qui­sta­to su al­tret­tan­ti di­spu­ta­ti, ma Guar­dio­la non si scom­po­ne. «È uno dei più bel­li, ma non di­men­ti­co il 2-6 con cui, di fat­to, vin­cem­mo una Li­ga. La dif­fe­ren­za, ri­pe­to, è che ora sia­mo a no­vem­bre, al­lo­ra ci si av­via­va al­la con­clu­sio­ne. Il ri­va­le è

Pep Guar­dio­la, 39 an­ni mol­to for­te e sa­rà lun­ga fi­no al­la fi­ne» . Poi, il tec­ni­co blau­gra­na de­di­ca un rin­gra­zia­men­to ai ti­fo­si, cal­dis­si­mi no­no­stan­te la tem­pe­ra­tu­ra non pro­prio con­for­te­vo­le. «L'am­bien­te è sta­to spet­ta­co­la­re, il pub­bli­co si è com­por­ta­to be­ne e pen­so si sia di­ver­ti­to, che è lo sco­po ul­ti­mo del no­stro la­vo­ro» .

E ora che può di­re ai suoi per mo­ti­var­li ul­te­rior­men­te? «La par­ti­ta par­la per se stes­sa, non ho mol­to da di­re , se non com­pli­men­tar­mi. Ma ora si ri­par­te, c'è già l'Osa­su­na all'oriz­zon­te, ma vor­rei ave­re al­me­no un po' di tem­po per fe­steg­gia­re. Sia chia­ro, co­mun­que, che la dif­fe­ren­za di 5 gol tra le due squa­dre non è rea­le. A noi og­gi ci è riu­sci­to tut­to, a lo­ro no» . Gli chie­do­no se si trat­ti del­la squa­dra più for­te di sem­pre. «Vo­glia­mo gio­ca­re be­ne, ma non sia­mo la mi­glior squa­dra del mon­do. Que­sto lo sa­pre­mo so­lo fra qual­che an­no. So­lo il tem­po lo di­rà. Ora non ha sen­so emet­te­re giu­di­zi di que­sto ti­po» . Lo scon­tro con Ro­nal­do? «Nes­sun pro­ble­ma, co­se che pos­so­no suc­ce­de­re» . Si chiu­de con una bat­tu­ta su Mes­si, che non ha se­gna­to, ma è sta­to de­ter­mi­nan­te co­me sem­pre. «Nes­su­no è più com­ple­to di Mes­si. Leo è il mi­glio­re in tut­to, da co­me si al­le­na a tut­to ciò che fa. È sem­pli­ce­men­te il mi­glio­re e og­gi lo ha di­mo­stra­to con i suoi as­si­st» .

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.