Do­na­del apre, To­ni chiu­de e ri­lan­cia per il Mon­dia­le

Corriere dello Sport - - Torino-cagliari 2-1 - RIPRODUZIONE RISERVATA ass

VE­RO­NA - Esau­sti al­la me­ta. Ma l'im­por­tan­te è che la cri­si non ab­bia la­scia­to trac­cia. Tutt'al­tro, per­chè sot­to gli oc­chi di Pran­del­li il Ve­ro­na tor­na quel­lo di un tem­po. E il ct az­zur­ro, che for­se po­te­va aver ac­can­to­na­to l'idea di ri­ser­va­re a Lu­ca To­ni l'ul­ti­mo po­sto per il Bra­si­le, po­treb­be ri­cre­der­si. Ven­go­no scol­li­na­ti i 500 mi­nu­ti sen­za gol, da un Ve­ro­na che poi si sca­te­na e fa sul se­rio. Man­dan­do a ber­sa­glio an­che uno che ogni tan­to si ri­cor­da co­me se­gna­re: è la pri­ma vol­ta di Do­na­del que­st'an­no.

Il Ve­ro­na era la squa­dra con me­no va­rie­tà di in­ter­pre­ti tra i go­lea­dor, pri­ma di que­sta par­ti­ta. Tut­to fa bro­do in gior­na­te del ge­ne­re. E To­ni, per l'oc­ca­sio­ne, con i suoi 15 gol, di­ven­ta il mar­ca­to­re più pro­li­fi­co del Ve­ro­na in un cam­pio­na­to. Ma nul­la na­sce per ca­so: se Hall­freds­son ri­tro­va le sue geo­me­trie, Itur­be è un fu­ret­to che me­tà ne ba­sta e To­ni non perdona. Gol fa­ci­li, si di­rà, ma c'è die­tro tut­ta un'in­si­sten­za ti­pi­ca del lea­der. Di chi vuo­le ri­bel­lar­si al­la ma­le­di­zio­ne che sem­bra­va aver col­pi­to l'Hel­las. L'im­por­tan­te è pro­ce­de­re in mo­do ener­gi­co, co­me il Ve­ro­na fa. In ef­fet­ti il pri­mo tem­po si di­pa­na co­sì, con Itur­be che è sem­pre il più pe­ri­co­lo­so. Dun­que l'espul­sio­ne - su­bi­to do­po il de­stro per­fi­do di Do­na­del per l'1-0 - è ro­ba che Al­ber­taz­zi po­treb­be

an­che ri­spar­miar­si. CON­FU­SIO­NE GE­NOA - Die­ci con­tro un­di­ci: è il mo­do mi­glio­re per ria­bi­li­ta­re un Ge­noa sva­ga­to. L'ab­bas­sa­men­to di Mar­qui­n­ho e Sa­la è la con­se­guen­za all'ini­zio di una ri­pre­sa che fa re­gi­stra­re an­che il tra­slo­co di Cac­cia­to­re a si­ni­stra. Fin lì il Ge­noa ha at­ten­ta­to al­la por­ta di Ra­fael so­lo con una de­via­zio­ne sot­to mi­su­ra di Gi­lar­di­no, a la­to di po­chis­si­mo. Il Ge­noa va per ten­ta­ti­vi, con gli uni­ci sboc­chi of­fen­si­vi cer­ca­ti da Ber­to­lac­ci. Il Ve­ro­na si ri­com­pat­ta con ef­fi­ca­cia e agli ospi­ti non ri­ma­ne che una pu­ni­zio­ne di Stu­ra­ro de­via­ta da Ra­fael. Ga­spe­ri­ni le pro­va tut­te: sbi­lan­cia­tis­si­mo quan­do, nel gi­ro di sei mi­nu­ti im­met­te Ca­laiò e Fet­fa­tzi­dis per un Ge­noa sca­ra­ven­ta­to da­van­ti. Da Ko­na­te, in­se­ri­to po­co più tar­di, gli spun­ti mi­glio­ri. Ma è giu­sto per tro­va­re qual­cu­no che va­da in con­tro­ten­den­za. Fi­sio­lo­gi­ca al­lo­ra la pres­sio­ne, ma è più che al­tro con­fu­sio­na­rio l'ul­ti­mo quar­to di ga­ra. Col Ve­ro­na che, sem­mai, nel se­con­do tem­po ha due pal­lo­ni per chiu­der­la: dia­go­na­le man­ci­no di To­ni che si spe­gne a la­to, poi Pe­rin de­ve al­lun­gar­si su Cac­cia­to­re. La sen­ten­za è die­tro l'an­go­lo: To­ni, spie­ta­to ex di tur­no, si pren­de la co­per­ti­na e stor­di­sce an­co­ra di più il Ge­noa.

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