Mi­na­la, dall'in­cu­bo al­la glo­ria

L'ar­ri­vo a Ter­mi­ni, i pro­vi­ni, l'esor­dio in A: «Mi vo­le­va la Roma, ma io ti­fo per la La­zio»

Corriere dello Sport - - Calcio Serie A - Di Fa­bri­zio Pa­ta­nia so­lu­to da quan­do è di­ven­ta­to fa­mo­so. I so­spet­ti sull'età sgre­to­la­ti con na­tu­ra­lez­za.

Man­da i sol­di a ca­sa. Gua­da­gna 1500 eu­ro al me­se, mi­ni­mo fe­de­ra­le. A Yaoun­de, ca­pi­ta­le del Ca­me­run, ha i ge­ni­to­ri, un­di­ci fra­tel­li e una so­rel­la. Vi­ve nel­la fo­re­ste­ria di For­mel­lo. Bol­li­ni lo ha sco­per­to, Re­ja l'ha fat­to de­but­ta­re in se­rie A nell'ul­ti­mo quar­to d'ora di La­zio-Sampdoria, do­me­ni­ca 6 apri­le. Si al­le­na sta­bil­men­te in pri­ma squa­dra. Ha 17 an­ni e una sto­ria da rac­con­ta­re. Si co­no­sce­va già, ma ascol­tar­la in televisione, con il suo fac­cio­ne sor­ri­den­te, ha fat­to an­co­ra più ef­fet­to. La so­cie­tà bian­co­ce­le­ste ha aper­to le porte del cen­tro spor­ti­vo a Sky per un'in­ter­vi­sta esclu­si­va, la pri­ma in as-

«Man­do i sol­di al­la mia famiglia Ho qua­si 18 an­ni di­mo­stro di più co­me gli afri­ca­ni»

«Io so chi so­no. Mi chia­mo Jo­se­ph Mi­na­la, so­no na­to il 24 ago­sto 1996 a Yaoun­de in Ca­me­run. E' fa­ci­le, si pos­so­no fa­re tut­te le ve­ri­fi­che che si vo­glio­no» ha co­min­cia­to a rac­con­ta­re. Cer­to di­mo­stra di più e non ha fa­ti­ca­to ad am­met­ter­lo. «Pen­so di sì. La gen­te dall'ester­no la ve­de co­sì, mol­to me­no dal­le mie par­ti. Non di­co che noi afri­ca­ni sia­mo tut­ti co­sì, ma in tan­ti di­mo­stria­mo un'età più avan­za­ta. Ho qua­si 18 an­ni, non ci so­no dub­bi. Mi sen­to di sta­re con quel­li più gran­di, mio pa­dre sa quan­ti schiaf­fi ho pre­so». E poi an­co­ra. «Se uno mi di­ce che so­no più gran­de è per­ché in cam­po l'ho fat­to su­da­re e non gliel'ho mai fat­ta ve­de­re. Lo di­ce per far­mi ar­rab­bia­re e pren­der­mi in gi­ro» . SVOL­TA. Il gior­no del suo ar­ri­vo al­la sta­zio­ne Ter­mi­ni se lo ri­cor­da be­nis­si­mo. Gli ave­va­no pre­an­nun­cia­to un pro­vi­no al Mi­lan. « Nel mio pae­se si chia­ma­no viag­gia­to­ri, ven­go­no in Afri­ca e pro­met­to­no so­gni a chi gio­ca be­ne a cal­cio. Mi ha re­ga­la­to un di­zio­na­rio e un te­le­fo­ni­no, che an­co­ra con­ser­vo e non ho mai usa­to. Me lo la­sciò e mi dis­se di aspet­ta­re un at­ti­mo quan­do era­va­mo ap­pe­na ar­ri­va­ti a Ter­mi­ni. Di lui non ho più avu­to no­ti­zie da quan­do l'ho vi­sto di schie­na usci­re dal­la sta­zio­ne... Ri­ma­si so­lo e an­dai su­bi­to dal­la Po­li­zia a rac­con­ta­re cos'era suc­ces­so. De­vo di­re gra­zie al­lo Sta­to ita­lia­no, che mi ha da­to la pos­si­bi­li­tà di ri­ma­ne­re. Pen­sa­vo di tor­na­re su­bi­to nel mio Pae­se, in­ve­ce mi por­ta­ro­no in ospe­da­le a fa­re gli esa­mi di con­trol­lo. Quin­di ven­ni af­fi­da­to ad una co­mu­ni­tà» . So­no pas­sa­ti due an­ni da quel gior­no in cui Mi­na­la si ri­tro­vò al­la Cit­tà dei Ra­gaz­zi in via del­la Pi­sa­na. C'è an­che l'Atle­tic, una squa­dra di cal­cio che par­te­ci­pa ai tor­nei fe­de­ra­li or­ga­niz­za­ti dal Co­mi­ta­to Re­gio­na­le. Su­bi­to boom e nel- la sta­gio­ne suc­ces­si­va il cam­pio­na­to Al­lie­vi Re­gio­na­li con la Vi­gor Per­con­ti, al­tro suc­ces­so ed ec­co la svol­ta del­la car­rie­ra. Na­po­li, Udi­ne­se, Roma. Tan­ti pro­vi­ni. E il so­gno di in­dos­sa­re la ma­glia del­la La­zio. Co­sì ha rac­con­ta­to Jo­se­ph. Bol­li­ni gli chie­se di aspet­ta­re do­po una pro­va di tre gior­ni nel ri­ti­ro di Ri­vi­son­do­li, il ds Ta­re lo ave­va pro­mos­so do­po un'amichevole or­ga­niz­za­ta a For­mel­lo per vi­sio­nar­lo. Era set­tem­bre. Nel­lo scor­so di­cem­bre ha esor­di­to con la Pri­ma­ve­ra, un me­se fa fa per­si­no in se­rie A. «Ave­vo un'aspet­ta­ti­va per­so­na­le, pri­ma di tut­to so­no un ti­fo­so del­la La­zio. Con il Na­po­li ero d'ac­cor­do, ma pri­ma di fir­ma­re mi ha vi­sto il ds Ta­re e ho bloc­ca­to tut­to. Aspet­ta­vo la chia­ma­ta del club bian­co­ce­le­ste. Nel­lo stes­so pe­rio­do ho fat­to an­che un pro­vi­no con la Roma ed era an­da­to be­ne, non è co­me di­ce la gen­te. Con Bru­no Con­ti ave­vo fir­ma­to un pre­con­trat­to» . FAMIGLIA. Lo­ti­to gon­go­la e se lo coc­co­la, pre­an­nun­cian­do il lan­cio de­fi­ni­ti­vo nel­la La­zio dal­la pros­si­ma sta­gio­ne. Da clan­de­sti­no a cal­cia­to­re di se­rie A, una sto­ria che sem­bra dav­ve­ro co­strui­ta per un pre­si­den­te da sem­pre abi­tua­to a lot­ta­re con­tro­cor­ren­te, a scom­met­te­re sui gio­ca­to­ri, so­ste­nen­do che ba- sta sa­per­li tro­va­re in gi­ro per il mon­do. Jo­se­ph è un ra­gaz­zo umi­le, rin­gra­zia chi gli chie­de una fo­to o una fo­to­gra­fia, so­stie­ne la pro­pria famiglia in Ca­me­run. « E' per que­sto che gio­co a cal­cio, non per me stes­so. I miei ge­ni­to­ri non la­vo­ra­no, mia ma­dre fa qual­co­sa per an­da­re avan­ti, ma è po­co. E al­lo­ra cer­co di da­re una ma­no. Rin­gra­zio Dio per tut­to ciò che ho» .

ANSA

Jo­se­ph Ma­rie Mi­na­la, 17 an­ni, cen­tro­cam­pi­sta ca­me­ru­nen­se del­la La­zio. Ha de­but­ta­to in se­rie A, il 6 apri­le con­tro la Sampdoria

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