«Io, uni­co ve­ro ri­va­le di Sen­na»

«Cer­co il nuo­vo Ayr­ton, ma uno co­sì na­sce so­lo ogni cent'an­ni»

Corriere dello Sport - - Sport Vari Formula 1 - Di Ga­brie­le Mar­cot­ti

« Il pi­lo­ta più dif­fi­ci­le da bat­te­re? Non è sta­to Pro­st, nè Man­sell o Schu­ma­cher, ma Ter­ry Ful­ler­ton. E' sta­to mio av­ver­sa­rio quan­do so­no ve­nu­to in Europa per cor­re­re coi kart. Era un pi­lo­ta con mol­ta espe­rien­za, ve­lo­ce e co­stan­te. E so­prat­tut­to mol­to com­pe­ti­ti­vo» . Pa­ro­la di Ayr­ton Sen­na.

Una ve­ra in­ve­sti­tu­ra per il 61en­ne Ful­ler­ton, og­gi men­to­re per di­ver­si pi­lo­ti, ma ca­val­lo tra gli an­ni 70 e 80 per tre vol­te sul tro­no mon­dia­le coi kart. Ca­te­go­ria che ha sem­pre rap­pre­sen­ta­to il gran­de ram­ma­ri­co del bra­si­lia­no, mai ca­pa­ce di bat­te­re l'ami­co-ri­va­le Ter­ry. «Sa­pe­vo del­la sti­ma che Ayr­ton ave­va per me. La pri­ma vol­ta che dis­se quel­la fra­se, nel cor­so di una con­fe­ren­za stam­pa in Au­stra­lia nel 1993, un mio ami­co gior­na­li­sta mi te­le­fo­nò su­bi­to. Poi c'è sta­to il film... ov­via­men­te re­sta una gran­de sod­di­sfa­zio­ne. So­no an­da­to a ve­der­lo tre vol­te» .

Co­sa ri­cor­da del pri­mo in­con­tro con Sen­na?

« Era il 1978 e ini­zial­men­te non mi ave­va im­pres­sio­na­to. Era mol­to gio­va­ne men­tre io ave­vo 25 an­ni ed ero già co­no­sciu­to nell'am­bien­te. Cor­re­va­mo en­tram­bi per la scu­de­ria ita­lia­na DAP, pre­sto i no­stri de­sti­ni si sa­reb­be­ro in­cro­cia­ti» .

Quan­do è ar­ri­va­to per la pri­ma vol­ta in Europa, Sen­na ave­va so­lo 17 an­ni.

« Ave­va uno sguar­do di­ver­so, più in­ten­so, ed era an­che mol­to in­tro­ver­so. Non par­la­va gran­ché ma era av­vol­to in un'in­ten­si­tà speciale. E' sta­to im­pres­sio­nan­te la ra­pi­di­tà del suo am­bien­ta­men­to, in po­chi gi­ri era già ve­lo­cis­si­mo. Ho co­min­cia­to a guar­dar­lo di­ver­sa­men­te, con più ri­spet­to» . Nel­la vi­ta era ti­mi­do, in pi­sta me­no. «Vo­le­va di­mo­stra­re a tut­ti la sua ve­lo­ci­tà: all'epo­ca era an­co­ra un ta­len­to grez­zo, raf­fi­na­to­si pe­rò mol­to ve­lo­ce­men­te. An­che per­chè era mol­to in­tel­li­gen­te e con le idee mol­to chia­re. Per lui esi­ste­va­no so­lo il bian­co e il ne­ro, ave­va opi­nio­ni mol­to de­ci­se. Fa­ce­va spes­so do­man­de di cui co­no­sce­va già la ri­spo­sta. Era il suo mo­do per va­lu­ta­re chi ave­va da­van­ti» .

Quan­do ha ca­pi­to che sa­reb­be di­ven­ta­to un cam­pio­ne?

« Pre­sto, già do­po po­che ga­re per­ché ave­va un'abi­li­tà in­na­ta, sco­no­sciu­ta ai più. Era fin trop­po do­ta­to per­ché fi­ni­va per pec­ca­re di trop­pa si­cu­rez­za, e fa­tal­men­te ca­pi­ta­va an­che a lui di sba­glia­re. Ma che ta­len­to al vo­lan­te! Era uno spet­ta­co­lo» .

Cor­re­va­te nel­la stes­sa scu­de­ria, ma non vi ri­spar­mia­va­te col­pi proi­bi­ti in ga­ra.

« Noi due fa­ce­va­mo sem­pre ga­ra a par­te. Era­va­mo net­ta­men­te i più ve­lo­ci del grup­po. Nell'80 ci gio­ca­va­mo il ti­to­lo mon­dia­le all'ul­ti­ma ga­ra. L'ho su­pe­ra­to a po­che cur­ve dal tra­guar­do, vincendo. Lui ci ri­ma­se ma­lis­si­mo e mi ac­cu­sò di una ma­no­vra spor­ca. So­ste­ne­va di es­se­re il vin­ci­to­re mo­ra­le. Ma era più de­lu­so che ar­rab­bia­to. Pen­so sia sta­ta una le­zio­ne che non ha mai di­men­ti­ca­to» . Vi sie­te chiariti più tar­di? «No, sta­va­mo nel­lo stes­so al­ber­go ma non ci fre­quen­ta­va­mo. Il gior­no do­po ero a bor­do pi­sci­na con i miei mec­ca­ni­ci che fe­steg­gia­va­mo. Sen­na se­de­va so­lo in di­spar­te. An­co­ra de­lu­so. A un cer­to punto si al­za, mi pas­sa ac­can­to e mi spin­ge in pi­sci­na. Fi­ni­sco in ac­qua ve­sti­to. Lo guar­do, sta ri­den­do. Poi se ne va sen­za di­re una so­la pa­ro­la» .

Il vo­stro duel­lo ri­cor­da quel­lo avu­to qual­che an­ni più tar­di con Pro­st.

« An­che io ho ga­reg­gia­to coi kart con­tro Pro­st, pri­ma che ar­ri­vas­se Sen­na. Non era nul­la di che, lo rag­giun­ge­vi, lo su­pe­ra­vi e te lo di­men­ti­ca­vi. An­che Man­sell non ha mai com­bi­na­to nul­la di buo­no, non ha vin­to una so­la ga­ra coi kart. Sen­na era di un al­tro pia­ne­ta, il pi­lo­ta più ta­len­tuo­so che ho vi­sto dal vi­vo. Per me è sta­to so­prat­tut­to un pri­vi­le­gio cor­re­re con­tro di lui» .

Co­me mai lei ha de­ci­so di smet­te­re con le cor­se, ri­nun­cian­do al­la For­mu­la 1?

«Quan­do ero ra­gaz­zo il mio fra­tel­lo mag­gio­re è mor­to in un in­ci­den­te di mo­to e per i miei ge­ni­to­ri sa­reb­be sta­to uno stra­zio se aves­si con­ti­nua­to a cor­re­re. Al­lo­ra la F.1 era mol­to pe­ri­co­lo­sa, il ri­schio di mo­ri­re era al­tis­si­mo» .

Co­sa ha pro­va­to quel gior­no di vent'an­ni fa?

«Ero da­van­ti al­la Tv, non ci po­te­vo cre­de­re. Mi è sta­to det­to che Ayr­ton non ave­va frat­tu­re: è sta­to ma­le­det­ta­men­te sfor­tu­na­to» . Sfor­tu­na­to e uni­co. «E' sta­to il clas­si­co cam­pio­ne che na­sce una vol­ta ogni 100 an­ni. La gen­te mi ri­pe­te di cer­ca­re il nuo­vo Sen­na, ma non ca­pi­sco­no che co­me Ayr­ton non ne può na­sce­re un al­tro» .

Ter­ry Ful­ler­ton fu ci­ta­to da Sen­na co­me il suo più te­na­ce av­ver­sa­rio: og­gi in­se­gna kart «Gli ho sof­fia­to il Mon­dia­le, che le­zio­ne per lui! Poi mi but­tò tut­to ve­sti­to in pi­sci­na»

AP

Ayr­ton Sen­na con­cen­tra­to pri­ma del­le qua­li­fi­ca­zio­ni del GP Au­stra­lia 1989

Ayr­ton Sen­na in­se­gue Ter­ry Ful­ler­ton. A de­stra: Ful­ler­ton og­gi a 61 an­ni, istrut­to­re di kart

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.