L’AUTO CHE MANCA NEL­LA SCUOLA

Corriere di Bologna - - Da Prima Pagina - Di Ga­brie­le Bron­zet­ti

L’auto dei genitori non è più si­cu­ra di un au­to­bus. Per coe­ren­za, la stes­sa leg­ge che ob­bli­ghe­reb­be i genitori a di­ven­ta­re tas­si­sti e bo­dy­guard all’uscita di scuola do­vreb­be im­pe­dir lo­ro di ac­com­pa­gnar­li all’asi­lo. Ma se di­ve­nis­se ob­bli­ga­to­rio ri­ti­ra­re i mi­no­ri di 14 an­ni, qua­le con­ge­stio­ne di traf­fi­co si cree­reb­be at­tor­no al­le scuo­le?

L’auto dei genitori non è più si­cu­ra di un au­to­bus. An­zi, do­po i tra­gi­ci ca­si di am­ne­sia dis­so­cia­ti­va in cui dei genitori han­no di­men­ti­ca­to i figli in auto cre­den­do di aver­li la­scia­ti all’asi­lo, si do­vreb­be pen­sa­re il con­tra­rio. Per coe­ren­za la stes­sa leg­ge che ob­bli­ghe­reb­be i genitori a di­ven­ta­re tas­si­sti e bo­dy­guard all’uscita di scuola do­vreb­be im­pe­di­re lo­ro di ac­com­pa­gnar­li all’asi­lo. Si­cu­ra­men­te l’au­ti­sta di un’auto blu fa­reb­be scen­de­re il pic­co­lo clien­te, è il suo la­vo­ro: non è un ge­ni­to­re ac­ce­ca­to da un al­tro la­vo­ro. L’at­tua­le pol­ve­ro­ne le­gi­sla­ti­vo è na­to dal ca­so di un bam­bi­no di 11 an­ni in­ve­sti­to dall’au­to­bus all’uscita di scuola. Ma se dav­ve­ro di­ve­nis­se ob­bli­ga­to­rio per i genitori ri­ti­ra­re i mi­no­ri di 14 an­ni, qua­le con­ge­stio­ne di traf­fi­co si cree­reb­be at­tor­no al­le scuo­le, e quan­ti gior­ni pas­se­ran­no prima di re­gi­stra­re un in­ci­den­te mor­ta­le? Quan­ti genitori stra­vol­ti, con una ma­no sul vo­lan­te e l’al­tra al te­le­fo­no, met­te­ran­no a ri­schio le stra­de e le vi­te dei lo­ro stes­si figli? In­ve­ce di una leg­ge iper­pro­tet­ti­va, si po­treb­be­ro in­cen­ti­va­re i pro­gram­mi di Pe­di­bus, di mo­bi­li­tà so­ste­ni­bi­le di grup­po che ha vi­sto Bo­lo­gna tra le pri­me so­ste­ni­tri­ci, ol­tre a ve­re pi­ste ci­cla­bi­li, edu­ca­zio­ne stra­da­le, e co­sì via. L’edu­ca­zio­ne de­ve con­ti­nua­re den­tro le scuo­le: il bul­li­smo uc­ci­de più de­gli au­to­bus. E poi l’edu­ca­zio­ne al pri­mo soc­cor­so. Se un bam­bi­no in­ve­sti­to fuo­ri dal­la scuola può su­sci­ta­re una leg­ge ri­vo­lu­zio­na­ria, per­ché i ra­gaz­zi mor­ti di ar­re­sto car­dia­co in clas­se ne­gli ul­ti­mi an­ni non han­no fat­to ren­de­re ob­bli­ga­to­rio il de­fi­bril­la­to­re car­dia­co (Dae) nel­le scuo­le? Que­sta è la mac­chi­na che manca den­tro la scuola, non quel­la dei genitori, fuo­ri.

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