Pen­zo dop­pio ex: «Pe­ri­co­lo Be­ne­ven­to Paz­zi­ni de­ci­si­vo»

Pen­zo dop­pio ex: Pec­chia da­rà fi­du­cia a Paz­zi­ni

Corriere di Verona - - DA PRIMA PAGINA - Fon­ta­na

Il ri­cor­do è un net­ta­re,ma il cuo­re è da un’al­tra par­te: «So­no sta­to a Be­ne­ven­to per un an­no. Da lì ho ini­zia­to la mia sca­la­ta co­me cal­cia­to­re. So­no mol­to le­ga­to a quel­la piazza, ma il Ve­ro­na vie­ne pri­ma». Era il no­vem­bre del 1975: Do­me­ni­co Pen­zo, do­po po­chi me­si a Pia­cen­za, si tra­sfe­ri­sce in una squa­dra, il Be­ne­ven­to, che in Se­rie C non è ac­cre­di­ta­ta di for­ti am­bi­zio­ni, e che in­ve­ce stu­pi­sce: «Fum­mo se­con­di e man­cam­mo la pro­mo­zio­ne per due pun­ti. Chiu­dem­mo al­le spal­le del Lec­ce. Io se­gnai 12 gol».

Pen­zo, era tan­to tem­po fa, ma da co­me ne par­la sem­bra sia ie­ri…

«Quell’espe­rien­za mi è ri­ma­sta den­tro. A Pia­cen­za mi ero un po’ de­pres­so. Ave­vo bi­so­gno di ri­lan­ciar­mi e il Be­ne­ven­to mi die­de que­sta pos­si­bi­li­tà. Mi ca­lai in una real­tà da cui ri­ce­vet­ti su­bi­to af­fet­to e so­ste­gno: esat­ta­men­te quel che mi ser­vi­va per ri­ge­ne­rar­mi. Il re­sto ven­ne di con­se­guen­za. Sì, bel­le emo­zio­ni che ri­man­go­no, le­ga­te al­le sfi­de du­ris­si­me sul cam­po in ter­ra bat­tu­ta an­ne­ri­ta del Meo­mar­ti­ni, lo sta­dio di Be­ne­ven­to al­lo­ra».

Emo­zio­nan­te sa­rà an­che la par­ti­ta di lu­ne­dì al Ben­te­go­di.

«Ga­ra de­li­ca­tis­si­ma. Sia il Ve­ro­na che il Be­ne­ven­to han­no scon­ta­to l’adat­ta­men­to al­la Se­rie A. L’ul­ti­mo tur­no pri­ma del­la so­sta, tut­ta­via, ha trac­cia­to un cam­bio di rot­ta. Più net­to per l’Hel­las, che ha pa­reg­gia­to con una gran­de rimonta con il Torino. At­ten­zio­ne, pe­rò, per­ché il Be­ne­ven­to ha per­so in ca­sa con l’In­ter, ma avreb­be me­ri­ta­to mag­gior for­tu­na».

Sa­rà uno spa­reg­gio-sal­vez­za an­ti­ci­pa­to?

«Si trat­ta di una par­ti­ta che è vie­ta­to sba­glia­re, in­nan­zi­tut­to per il Ve­ro­na, che gio­ca in ca­sa e che avrà, per que­sto, il com­pi­to di pro­va­re a vin­ce­re. Non im­por­te­rà in al­cun mo­do lo spet­ta­co­lo o il ren­di­men­to: c’è bi­so­gno di con­qui­sta­re i tre pun­ti. Il fat­to­re cam­po può e de­ve es­se­re fon­da­men­ta­le».

Che co­sa si aspet­ta, dun­que, da que­sta sfi­da?

«Ine­vi­ta­bi­le che en­tram­be le squa­dre pos­sa­no com­met­te­re mol­ti er­ro­ri. La po­sta in pa­lio è al­ta: l’Hel­las, vin­cen­do, pren­de­reb­be una gros­sa boc­ca­ta d’os­si­ge­no, men­tre il Be­ne­ven­to le ten­te­rà tut­te per evi­ta­re di in­cap­pa­re nell’en­ne­si­ma scon­fit­ta, co­sa che lo la­sce­reb­be a quo­ta 0. Il Ve­ro­na non ab­bia fret­ta: la pa­zien­za non è sol­tan­to con­si­glia­bi­le, ma ob­bli­ga­to­ria, in que­sti ca­si».

Con chi la può vin­ce­re, que­sta par­ti­ta, l’Hel­las?

«Pun­to su Giam­pao­lo Paz­zi­ni: la sua espe­rien­za è de­ter­mi­nan­te. Non va con­si­de­ra­to un ca­so, per­ché il tec­ni­co fa del­le scel­te pre­ci­se, ma il Paz­zo è un at­tac­can­te che fa la dif­fe­ren­za. Con il Toro, da su­ben­tra­to, si è vi­sto. Con il Be­ne­ven­to cre­do par­ti­rà dall’ini­zio».

Quan­to pe­sa l’as­sen­za per squa­li­fi­ca di Bru­no Zu­cu­li­ni?

«Zu­cu­li­ni è in ot­ti­ma for­ma e ba­nal­men­te è chia­ro che sa­reb­be sta­to uti­le aver­lo a di­spo­si­zio­ne. Al­lo stes­so mo­do, so­no con­vin­to che ci sia più di un’al­ter­na­ti­va per so­sti­tuir­lo. Bü­chel è ap­pe­na rien­tra­to da­gli im­pe­gni con la na­zio­na­le del Lie­ch­ten­stein ed è un’op­zio­ne, an­che se, a pa­rer mio, l’uo­mo giu­sto è Fos­sa­ti. Il Ve­ro­na ha le tut­te le ri­sor­se per vin­ce­re, ma il Be­ne­ven­to gio­ca a cal­cio e lo fa be­ne: non si guar­di la clas­si­fi­ca, sen­nò si ri­schia­no pro­ble­mi».

Pen­so che Paz­zi­ni sa­rà ti­to­la­re. L’uo­mo giu­sto per so­sti­tui­re Zu­cu­li­ni è Fos­sa­ti, ma c’è an­che Bu­chel

Al­le­na­to­ri Mar­co Ba­ro­ni e Fa­bio Pec­chia do­po la ga­ra al Vi­go­ri­to di Be­ne­ven­to, per­sa dall’Hel­las

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