Giu­lia fra al­ghe e die­sel in Ger­ma­nia «In Ita­lia non sia­mo va­lo­riz­za­ti»

Corriere di Verona - - PRIMO PIANO - Mar­ti­na Zam­bon © RI­PRO­DU­ZIO­NE RI­SER­VA­TA

L’al­chi­mia CASTELFRANCO (TRE­VI­SO) del­la tra­sfor­ma­zio­ne. Mi­croal­ghe che di­ven­ta­no bio­die­sel. Le gior­na­te di Giu­lia Ma­ria Mar­chet­ti, fre­sca 25en­ne di Castelfranco Ve­ne­to, nel Tre­vi­gia­no, so­no scan­di­te da ve­tri­ni e mi­cro­sco­pi, da ten­ta­ti­vi e fal­li­men­ti e pic­co­li suc­ces­si che ali­men­ta­no la sua pas­sio­ne. E lo fa a Mün­ster. Co­sa ti ha por­ta­to in Ger­ma­nia?

«L’Era­smus pri­ma, poi il prof di qui mi ha chie­sto di re­sta­re per il dot­to­ra­to. A Pa­do­va mi so­no lau­rea­ta al­la trien­na­le in bio­tec­no­lo­gie e al­la ma­gi­stra­le in bio­tec­no­lo­gie in­du­stria­li». E’ sta­ta una scel­ta sem­pli­ce?

«Ho ac­cet­ta­to su­bi­to, non so­lo qui il dot­to­ra­to è va­lo­riz­za­to ma è an­che pa­ga­to tan­to quan­to un’azien­da ita­lia­na pa­ga chi ha già un PhD».

Hai la­vo­ra­to an­che in al­tri pae­si stra­nie­ri?

«Sì in Giap­po­ne, e de­vo di­re che ci tor­ne­rei a la­vo­ra­re. Per il fu­tu­ro pen­so an­che all’In­ghil­ter­ra o agli Sta­ti Uni­ti. Non mi im­ma­gi­no una vi­ta in­te­ra in Ger­ma­nia». Co­sa ti man­ca a Mün­ster?

«La qua­li­tà del­la vi­ta ita­lia­na. Qui, pur aven­do or­mai mol­ti amici, non è la stes­sa: man­ca il ci­bo, l’in­con­trar­si per uno spri­tz, l’usci­re la se­ra. La mia scel­ta di fa­re qui il dot­to­ra­to ha tan­ti pro e tan­ti con­tro». Qual è la mol­la che spin­ge a var­ca­re il con­fi­ne?

«So­no più fat­to­ri: la man­can­za di sboc­chi, la re­tri­bu­zio­ne e il ri­co­no­sci­men­to del pro­prio la­vo­ro. Il so­gno è tor­na­re. Ma a pa­ri­tà di pos­si­bi­li­tà».

In la­bo­ra­to­rio Giu­lia Ma­ria Mar­chet­ti nel suo la­bo­ra­to­rio in Ger­ma­nia

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