Pri­mo ar­ri­vo del 2018: 19 mi­gran­ti nel Ve­ro­ne­se

So­no i pro­fu­ghi sbar­ca­ti a Ca­ta­nia. Le­ga­li d’uf­fi­cio, la Ca­me­ra Pe­na­le cri­ti­ca il mi­ni­stro Sal­vi­ni

Corriere di Verona - - CRONACA VERONA -

VERONA Era da qual­che me­se che non en­tra­va in azio­ne, ma la «mac­chi­na» dell’ac­co­glien­za-pro­fu­ghi a Verona non ha nem­me­no avu­to bi­so­gno di es­se­re olia­ta. Il si­ste­ma, te­sta­to più e più vol­te nel cor­so de­gli an­ni, si è ri­mes­so im­me­dia­ta­men­te all’ope­ra ie­ri mat­ti­na quan­do a Mar­ghe­ra so­no ar­ri­va­ti cen­to mi­gran­ti sbar­ca­ti nel­le ore pre­ce­den­ti al por­to di Ca­ta­nia do­ve ave­va at­trac­ca­to la na­ve Di­ciot­ti del­la Guar­dia Co­stie­ra (l’im­bar­ca­zio­ne ave­va re­cu­pe­ra­to in tut­to 932 stra­nie­ri, di­stri­bui­ti poi su tut­to il ter­ri­to­rio na­zio­na­le). Dal­la pre­fet­tu­ra è sta­to or­ga­niz­za­to il so­li­to pull­mi­no che ha por­ta­to a Verona 19 ri­chie­den­ti asi­lo. E la col­lo­ca­zio­ne, com­pli­ce an­che il pe­rio­do di re­la­ti­va «cal­ma» sul fron­te ar­ri­vi, non ha ri­ser­va­to par­ti­co­la­ri pro­ble­mi.

Una te­le­fo­na­ta al­le coo­pe­ra­ti­ve già at­ti­ve sul ter­ri­to­rio e già nel pri­mo po­me­rig­gio si era­no già re­pe­ri­te le strut­tu­re. I 19 mi­gran­ti so­no sta­ti di­vi­si in pic­co­li grup­pet­ti e si­ste­ma­ti in ho­tel e ap­par­ta­men­ti del­la pro­vin­cia. Dall’ini­zio dell’an­no, fi­no a mer­co­le­dì, i nuo­vi ri­chie­den­ti asi­lo ar­ri­va­ti a Verona era­no cir­ca una ven­ti­na. Quel­lo di ie­ri, di fat­to, è sta­to il pri­mo ar­ri­vo del 2018, a fron­te dei 1.585 re­gi­stra­ti nel cor­so di tut­to il 2017. Il nu­me­ro com­ples­si­vo di per­so­ne si­ste­ma­te nei cen­tri di ac­co­glien­za di cit­tà e pro­vin­cia, ades­so, è di 2.362 tra quel­li che at­ten­do­no an­co­ra di com­pa­ri­re di fron­te al­la Com­mis­sio­ne per il ri­co­no­sci­men­to del­la pro­te­zio­ne in­ter­na­zio­na­le e quel­li che han­no avu­to un pri­mo «no» e stan­no aspet­tan­do il ver­det­to dell’ap­pel­lo. Una si­tua­zio­ne, que­sta dei ri­cor­si, con­tro cui si era sca­glia­to il neo­mi­ni­stro dell’In­ter­no Mat­teo Sal­vi­ni so­ste­nen­do che «in Ita­lia c’è una lob­by che si sta ar­ric­chen­do in mo­do che non ri­ten­go op­por­tu­no, la lob­by de­gli av­vo­ca­ti d’uf­fi­cio». Pa­ro­le che han­no sca­te­na­to la rea­zio­ne del­la Ca­me­ra pe­na­le ve­ro­ne­se. «Ben lun­gi dall’ar­ric­chir­si, i di­fen­so­ri d’uf­fi­cio ga­ran­ti­sco­no in­ve­ce ogni gior­no la re­go­la­ri­tà del pro­ces­so, in fa­vo­re di chi non ha prov­ve­du­to ad in­ca­ri­ca­re un le­ga­le. Lo fan­no per spi­ri­to di ser­vi­zio, e spes­so sen­za ri­co­no­sci­men­to eco­no­mi­co. Pa­re quin­di im­pro­prio ri­fe­rir­si ad av­vo­ca­ti che adem­pio­no sem­pre e co­mun­que al lo­ro man­da­to, an­che se non pa­ga­ti, in ter­mi­ni di “lob­by”» ha det­to il pre­si­den­te Clau­dio Ave­sa­ni.

Lo sbar­co I pro­fu­ghi a Ca­ta­nia

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