Del­ne­ri: «Ven­tu­ra, ot­ti­mo al­le­na­to­re È una ga­ran­zia»

Del­ne­ri «pon­te» tra l’ex ct e i cli­ven­si: «Ci os­ser­va­va? So­no lu­sin­ga­to»

Corriere di Verona - - DA PRIMA PAGINA - Mat­teo So­rio

«Gian Pie­ro Ven­tu­ra VERONA non de­ve di­mo­stra­re nien­te. Pe­rò ol­tre a tut­ta la sua sa­pien­za cal­ci­sti­ca quel sen­so di ri­val­sa per la fe­ri­ta az­zur­ra, in fon­do, ce l’avrà. E per il Chie­vo è so­lo po­si­ti­vo». Gi­gi Del­ne­ri è sta­to il pri­mo pon­te tra Ven­tu­ra e il club del­la Di­ga. Era­va­mo a ini­zio Due­mi­la, lui — 68 an­ni, 411 vol­te su una pan­chi­na di A — al­le­na­va i Mus­si Vo­lan­ti e Ven­tu­ra pas­sa­va a os­ser­va­re. Lì na­sce­va l’ami­ci­zia tra l’uo­mo ap­pe­na chia­ma­to a sal­va­re il Chie­vo e il presidente Lu­ca Cam­pe­del­li. «Del­ne­ri è for­se l’al­le­na­to­re da cui ho estra­po­la­to più idee», con­fi­da­va Ven­tu­ra due gior­ni fa a Ve­ro­nel­lo. Par­tia­mo da lì, Del­ne­ri?

«Rin­gra­zio Ven­tu­ra. Ci nu­tria­mo di quel che ve­dia­mo in giro, lui ve­ni­va a ve­der­ci e se ha pre­so qual­co­sa ne so­no lu­sin­ga­to. Lo di­mo­stra la sua car­rie­ra: Ven­tu­ra è un ot­ti­mo al­le­na­to­re e una fi­gu­ra im­por­tan­te del cal­cio. Si è mes­so in buo­ne ma­ni, il Chie­vo». Per­ché?

«Per il con­nu­bio: han­no fa­me di ri­sul­ta­ti sia lui che la so­cie­tà. An­che se di­spia­ce per D’An­na, ha da­to tut­to. Il cal­cio non ti con­ce­de tem­po: Lo­ren­zo saprà co­mun­que ri­crear­si un fu­tu­ro ro­seo». Ser­ve un tec­ni­co na­vi­ga­to per sal­va­re il Chie­vo?

«Io di­co che l’espe­rien­za può far­ti ve­de­re co­se che gli al­tri non ve­do­no. Ven­tu­ra è una ga­ran­zia. E se ha ac­cet­ta­to l’of­fer­ta di Cam­pe­del­li si­gni­fi­ca che qual­co­sa d’im­por­tan­te pen­sa di far­lo».

Im­ma­gi­ne estre­ma, Ven­tu­ra al Chie­vo. Dal To­ri­no e l’Ita­lia a Ve­ro­nel­lo. Cre­de che saprà ri­ca­li­brar­si su una pro­vin­cia co­sì mi­gnon?

«Ven­tu­ra ha co­no­sciu­to tut­ti gli am­bien­ti. Vie­ne da una ga­vet­ta lun­ga, squa­dre gran­di e pic­co­le. Ciò che più con­ta è che do­vun­que sia an­da­to s’è sem­pre fat­to ca­pi­re dai gio­ca­to­ri. Un uo­mo cor­ret­to, un pro­fes­sio­ni­sta esem­pla­re, dap­per­tut­to ri­sul­ta­ti e tan­ti gio­va­ni lan­cia­ti. Chi lo giu­di­ca per due par­ti­te…».

La fe­ri­ta az­zur­ra, già: in Ven­tu­ra leg­gi an­co­ra mol­ta sof­fe­ren­za…

«Pen­so sia l’ita­lia­no che ha sof­fer­to più di tut­ti per il Mon­dia­le man­ca­to. E la fe­ri­ta uma­na, beh, ci cre­do, vi­sto quel che gli ha ri­ser­va­to l’opi­nio­ne pub­bli­ca. Due par­ti­te non can­cel­la­no 35 an­ni di car­rie­ra, di un cal­cio da guar­da­re e ap­pro­fon­di­re: il 4-4-2 e il 42-4 di Ba­ri, mol­to in­te­res­san­ti, il 3-5-2 di To­ri­no fat­to be­ne. Squa­dre sem­pre mo­del­la­te a se­con­da del­le con­di­zio­ni. E poi con quel­li de­col­la­ti sot­to la sua gui­da, da Bo­nuc­ci (che

ie­ri si è det­to fe­li­ce che Ven­tu­ra  ab­bia avu­to una nuo­va chan­ce di al­le­na­re, ndr) fi­no a Im­mo­bi­le, ci puoi fa­re due un­di­ci di se­rie A».

Se Ven­tu­ra «può», «può» an­che la squa­dra che il Chie­vo gli con­se­gna?

«Per me sì. Brut­ta par­ten­za, ve­ro, dal­la pe­na­liz­za­zio­ne al dif­fi­ci­le as­sor­bi­men­to del­le ces­sio­ni. Al­cu­ni gio­ca­to­ri de­vo­no pren­de­re con­fi­den­za  con nuo­ve re­spon­sa­bi­li­tà pe­rò i ri­fe­ri­men­ti non man­ca­no: l’espe­rien­za di Giac­che­ri­ni, il pe­so spe­ci­fi­co di He­te­maj, la si­cu­rez­za di Sor­ren­ti­no, Cacciatore, Ra­do­va­no­vic e Bir­sa che ha col­pi im­por­tan­ti». Cos’è man­ca­to fi­no­ra al Chie­vo?

«Il pun­to con­ta, per­ché ti dà for­za: la scon­fit­ta, no. Qual­che ga­ra il Chie­vo po­te­va be­nis­si­mo pa­reg­giar­la o vin­cer­la. È di pun­ti che c’è bi­so­gno ades­so».

Al ti­mo­ne Ven­tu­ra nel cor­so del­la pre­sen­ta­zio­ne a Ve­ro­nel­lo: esor­di­rà do­me­ni­ca pros­si­ma con l’Ata­lan­ta

Il gran­de ex Gi­gi Del­ne­ri al­la gui­da del Chie­vo nei pri­mi Due­mi­la: Ven­tu­ra an­da­va a Ve­ro­nel­lo a os­ser­va­re il suo gio­co

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