Fi­noc­chia­ro: di­fen­de­rò l’au­to­no­mia dell’ate­neo tren­ti­no

Il ma­na­ger ve­ro­ne­se da ie­ri è presidente dell’Uni­ver­si­tà. Le prio­ri­tà: tra­sfe­ri­men­to tec­no­lo­gi­co e fon­di

Corriere di Verona - - CRONACA VERONA - Tri­sta­no Scar­pet­ta

Pa­ler­mi­ta­no di na­sci­ta, VERONA ve­ro­ne­se di ado­zio­ne, Da­nie­le Fi­noc­chia­ro è da ie­ri il presidente dell’Uni­ver­si­tà di Trento. Cin­quant’an­ni, ve­ro­ne­se, for­ma­zio­ne eco­no­mi­ca, una lun­ga car­rie­ra all’in­ter­no del­la mul­ti­na­zio­na­le far­ma­ceu­ti­ca Gla­xo e, ne­gli ul­ti­mi due an­ni e mez­zo, da presidente del­la com­mis­sio­ne ri­cer­ca e in­no­va­zio­ne di Con­fin­du­stria, Fi­noc­chia­ro in­di­ca da su­bi­to le sue prio­ri­tà: tra­sfe­ri­men­to tec­no­lo­gi­co, fi­nan­zia­men­ti per la ri­cer­ca, au­to­no­mia dal­la po­li­ti­ca e dia­lo­go con le isti­tu­zio­ni.

Presidente, lei rac­co­glie un te­sti­mo­ne pe­san­te, quel­lo di In­no­cen­zo Ci­pol­let­ta.

«Ne so­no con­sa­pe­vo­le e il mio pri­mo au­spi­cio è di po­ter la­vo­ra­re in con­ti­nui­tà con quan­to fat­to, da­to che i suc­ces­si dell’Uni­ver­si­tà di Trento so­no ri­co­no­sciu­ti a li­vel­lo na­zio­na­le e in­ter­na­zio­na­le. Ri­spet­to a Ci­pol­let­ta, il mio è un pro­fi­lo più le­ga­to al­la ri­cer­ca in­du­stria­le, aven­do per vent’an­ni la­vo­ra­to in quel set­to­re. La mia co­no­scen­za di­ret­ta dei mec­ca­ni­smi de­ci­sio­na­li che por­ta­no gli en­ti pub­bli­ci e pri­va­ti a fi­nan­zia­re la ri­cer­ca pen­so po­tran­no tor­na­re uti­li. Co­sì co­me l’espe­rien­za ma­tu­ra­ta nel­la ge­stio­ne di or­ga­niz­za­zio­ni com­ples­se com’è si­cu­ra­men­te quel­la dell’Uni­ver­si­tà di Trento»

La ri­cer­ca tren­ti­na è sta­ta spes­so cri­ti­ca­ta per­ché sa­reb­be ca­ren­te pro­prio sul fron­te del tra­sfe­ri­men­to tec­no­lo­gi­co. Ep­pu­re evoCas9, l’en­zi­ma in gra­do di ri­pa­ra­re il ge­no­ma ma­la­to, è sta­to in­di­vi­dua­to a Trento e nes­su­no, all’at­to

del fi­nan­zia­men­to, po­te­va es­se­re cer­to dei ri­sul­ta­ti.

«La ri­cer­ca ab­bi­so­gna di tem­pi me­dio-lun­ghi, su que­sto non vi è dub­bio. Nel­la far­ma­ceu­ti­ca, il set­to­re da cui pro­ven­go, pas­sa­no di nor­ma una ven­ti­na d’an­ni pri­ma che il far­ma­co pos­sa ar­ri­va­re al pa­zien­te».

Lei ha par­la­to di in­ve­sti­men­ti pub­bli­ci e pri­va­ti. Può una pic­co­la real­tà co­me quel­la del­la ri­cer­ca tren­ti­na at­trar­li?

«Og­gi più di ie­ri per­ché il nu­me­ro dei ri­cer­ca­to­ri con­ta sem­pre me­no. A con­ta­re è la lo­ro qua­li­tà e la ca­pa­ci­tà di fa­re net­work a li­vel­lo in­ter­na­zio­na­le».

Lei è sta­to no­mi­na­to a die­ci gior­ni dal vo­to. L’op­po­si­zio­ne non ha gra­di­to. «Mi è di­spia­ciu­to per le po­le­mi­che, ma ri­le­vo che han­no in­te­res­sa­to il me­to­do, non il mio pro­fi­lo. Per­so­nal­men­te so­no se­re­no: ri­spet­to al­la po­li­ti­ca il mio è un ruo­lo tra­sver­sa­le. Il mio com­pi­to è dia­lo­ga­re con le isti­tu­zio­ni».

Il po­te­re po­li­ti­co che l’ha no­mi­na­ta, a Trento, ri­sie­de a po­che cen­ti­na­ia di me­tri dall’Uni­ver­si­tà. Te­me in­ge­ren­ze?

«Tra i com­pi­ti del presidente c’è quel­lo di di­fen­de­re l’au­to­no­mia dell’Ate­neo ed è un com­pi­to che as­sol­ve­rò».

Fac­cia­mo un esem­pio as­sur­do: la pros­si­ma giun­ta de­ci­de­rà che l’uni­ca ri­cer­ca da fa­re è quel­la sull’uva del mar­ze­mi­no. Lei co­me rea­gi­rà?

«Ascol­te­rò il con­si­glio e ti­re­rò drit­to con il pro­gram­ma dell’Ate­neo».

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