Sie­na Lau­ra Pa­trus­si «Car­rie­re col truc­co? Non è una no­vi­tà, pe­rò io ho fi­du­cia»

Corriere Fiorentino - - Primo Piano - A.T.

Lau­ra Pa­trus­si, 42 an­ni, è ri­cer­ca­tri­ce in bio­lo­gia mo­le­co­la­re pres­so il di­par­ti­men­to di Scien­ze del­la Vi­ta dell’Uni­ver­si­tà di Sie­na. Do­po aver se­gui­to cor­si tra Mi­la­no, Chie­ti, Fi­ren­ze, nel 2014 è di­ven­ta­ta ti­to­la­re di Ge­ne­ti­ca Mo­le­co­la­re 2 nel cor­so di lau­rea di Scien­ze bio­lo­gi­che. 1 Do­vreb­be­ro es­se­re gli al­tri a giu­di­car­mi, ma cre­do che per ar­ri­va­re do­ve so­no og­gi, ho da­to il cen­to per cen­to. For­se sa­reb­be sta­to tut­to inu­ti­le se ad aiu­tar­mi non fos­se ac­cor­sa an­che la for­tu­na, da­to che la pos­si­bi­li­tà mi si è aper­ta per­ché si è li­be­ra­ta una po­si­zio­ne. 2 Ter­mi­na­to il per­cor­so uni­ver­si­ta­rio, an­da­re fuo­ri dall’Italia è sta­ta una del­le pri­me stra­de che avrei vo­lu­to pren­de­re. Poi, a li­vel­lo per­so­na­le so­no ac­ca­du­te al­cu­ne vi­cen­de che mi han­no trat­te­nu­to. Non ho rim­pian­ti per quan­to mi è suc­ces­so, an­che se cre­do che sa­rei po­tu­ta cre­sce­re pri­ma di tut­to co­me per­so­na. Pro­fes­sio­nal­men­te in­ve­ce non ho tutte que­ste si­cu­rez­ze, per­ché ho col­le­ghi che so­no riu­sci­ti a sfon­da­re non ab­ban­do­nan­do il Pae­se, men­tre al­tre per­so­ne che co­no­sco, non han­no con­clu­so mol­to una vol­ta tor­na­ti dall’este­ro. 3 La sto­ria dei concorsi truccati non è di cer­to un fat­to di que­sto gior­ni. Io pe­rò non mi so­no mai tro­va­ta coin­vol­ta in de­ter­mi­na­ti con­te­sti. E ne ho fat­to tan­ti pri­ma di di­ven­ta­re ri­cer­ca­tri­ce, an­che in qua­li­tà di as­se­gni­sta. Ho sem­pre vi­sto la vo­lon­tà di far emer­ge­re la mas­si­ma tra­spa­ren­za. In più, ho avu­to mo­do di toc­ca­re con ma­no an­che l’al­tro la­to del «ban­co» co­me mem­bro di com­mis­sio­ne. 4 In fin dei con­ti il con­cor­so è l’uni­co mo­do di met­te­re le per­so­ne in com­pe­ti­zio­ne tra di lo­ro. In al­cu­ne si­tua­zio­ni for­se si po­treb­be ra­gio­na­re sul­la chia­ma­ta di­ret­ta, co­me av­vie­ne per i do­cen­ti. Ma per un di­par­ti­men­to che ha in­ten­zio­ne di as­su­me­re un nuo­vo ri­cer­ca­to­re, non sa­reb­be ere­sia sce­glie­re per ti­to­li. Ma io ri­pon­go la mia fi­du­cia nei concorsi. 5 Da sem­pre so­no con­vin­ta dell’in­te­res­se del­le uni­ver­si­tà a ge­sti­re le vi­cen­de in­ter­ne nel mi­glior mo­do pos­si­bi­le. La dif­fe­ren­za tra una buo­na e una cat­ti­va ge­stio­ne è frut­to del li­be­ro ar­bi­trio del­le per­so­ne. Per quel­lo che ho vi­sto nel­la mia car­rie­ra, tutte le pro­ce­du­re so­no con­trol­la­te in ma­nie­ra scru­po­lo­sa. 6 So­no a conoscenza di questa fi­gu­ra. Si chia­ma Ila­ria Da­me­lio, ma io non ne ho mai avu­to bi­so­gno.

42 an­ni, è una ri­cer­ca­tri­ce in bio­lo­gia mo­le­co­la­re all’Uni­ver­si­tà di Sie­na. È ti­to­la­re di Ge­ne­ti­ca Mo­le­co­la­re 2 nel cor­so di lau­rea di Scien­ze bio­lo­gi­che.

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