Per ri­tro­var­ti, de­vi pri­ma per­der­ti;)

Cosmopolitan (Italy) - - Editoriale -

Scen­dia­mo da un ta­xi: il pae­sag­gio è lu­na­re, me­ta­fi­si­co, con il cie­lo sol­ca­to da na­stri di lu­ce ver­de neon. È ago­sto, fa fred­do, c’è un an­fi­tea­tro di me­rin­ghe di ghiac­cio iri­de­scen­ti for­ma­to grat­ta­cie­lo, po­sa­te ad ar­te in ac­qua. Co­me sia­mo fi­ni­ti fra gli ice­berg in Groen­lan­dia? So be­ne per­ché ho af­fron­ta­to vo­li all’al­ba, sca­li e fu­si ora­ri per piom­ba­re in que­sta ter­ra di­so­rien­tan­te. Vo­le­vo ve­de­re il mon­do pri­ma che si scio­glies­se. E so­prat­tut­to cer­ca­vo uno spa­zio in cui sen­tir­mi spae­sa­ta: è il mo­do per­fet­to per ri­tro­var­si. In ma­no un ba­ga­glio, un iti­ne­ra­rio fai da te e una mail con un in­di­riz­zo sco­no­sciu­to, ma so­no le sei del po­me­rig­gio e non c’è ani­ma vi­va. Fer­mia­mo un uo­mo di et­nia inuit, gli chie­dia­mo aiu­to e lui si il­lu­mi­na: cer­to, stia­mo cer­can­do la ca­sa di Anouk. Ci fa cen­no di se­guir­lo in quel­la sce­no­gra­fia che sem­bra di ve­tro sof­fia­to e ci rac­con­ta la sua vi­ta: quan­to è pie­no di sor­pre­se il fi­lo che le­ga l’uma­ni­tà ai suoi luo­ghi! Il no­stro in­con­tro ca­sua­le fa il mu­si­ci­sta, ha una sto­ria d’amo­re con una ra­gaz­za da­ne­se su­per­se­xy, che si è tra­sfe­ri­ta lì per lui. L’ha co­no­sciu­ta men­tre suo­na­va su una na­ve (so­no sem­pre più con­vin­ta che que­sto ti­po di espe­rien­za sia da pro­va­re... leg­gi che co­sa scri­ve la no­stra in­via­ta in cro­cie­ra a pag. 146). La si­gno­ra che ci ospi­te­rà è una sua ami­ca. Quan­do le strin­gia­mo la ma­no ci guar­da in­can­ta­ta con que­gli oc­chi obli­qui, in­ta­glia­ti co­me le fes­su­re di un vio­li­no e si stu­pi­sce per­ché le chie­dia­mo le chia­vi di ca­sa. «Qui non ser­vo­no, la por­ta è sem­pre aper­ta, gior­no e not­te». Du­ran­te quel­le set­ti­ma­ne nell’estre­mo nord sco­pro che pos­so la­var­mi i ca­pel­li nel fiu­me ge­li­do, dor­mi­re sul mu­schio po­la­re, re­ma­re su una ca­noa ri­schian­do l’as­si­de­ra­men­to, con­ver­sa­re su una bar­ca a mez­za­not­te - che pe­rò è co­me se fos­se mez­zo­gior­no per­ché c’è an­co­ra lu­ce. Az­zar­da an­che tu qual­co­sa che non hai mai fat­to: è te­ra­peu­ti­co. Hai mai pro­va­to a far­ti tra­sci­na­re dal­la na­tu­ra sgar­gian­te? E a in­te­ra­gi­re per un’in­te­ra va­can­za con sco­no­sciu­ti? In­se­gna mol­to sul­le di­na­mi­che re­la­zio­na­li: aiu­ta a scio­glie­re i so­spet­ti, ad al­le­na­re la cu­rio­si­tà, a sbloc­ca­re la pau­ra dell’al­tro. La di­stan­za fra noi e l’av­ven­tu­ra a vol­te è di un mil­li­me­tro: ed è pro­prio in quel­lo spa­zio in­fi­ni­te­si­ma­le che si spa­lan­ca la ma­gia del nuo­vo. Ec­co, que­sto è il me­se per­fet­to per “agi­ta­re” il tuo im­ma­gi­na­rio e scan­da­glia­re quel­lo che mai ave­vi pre­so in con­si­de­ra­zio­ne. Ri­cor­da che può ri­sul­ta­re mol­to più in­tri­gan­te un mo­tel di un re­sort a cin­que stel­le a se­con­da del­lo spi­ri­to con cui lo af­fron­ti... non ser­ve an­da­re dall’al­tra par­te del mon­do né con­ce­der­si dei lus­si par­ti­co­la­ri per usci­re dai per­cor­si no­ti. Sal­ga­ri in­se­gna, no? Lui scri­ve­va di San­do­kan in Ma­le­sia ri­ma­nen­do nel­la sua ca­set­ta in Val­po­li­cel­la, che tan­to lo ispi­ra­va. Puoi per­lu­stra­re tut­to quel­lo che ti cir­con­da, pur­ché tu lo fac­cia da un’an­go­la­zio­ne im­pre­vi­sta, co­me scri­ve John Stil­goe nel suo sag­gio rom­pi­sche­mi Ou­tsi­de lies ma­gic: “È pro­prio nel­lo spa­zio quo­ti­dia­no, in tut­to quel­lo che sta in­tor­no a noi che si apre la pos­si­bi­li­tà per ogni esplo­ra­to­re ca­sua­le di os­ser­va­re qual­co­sa di straor­di­na­rio”. Esci da­gli ste­reo­ti­pi e go­di­ti que­sto nu­me­ro ri­bel­le: dall’in­ter­vi­sta a Scarlett Jo­han­sonn (pag. 28) al pez­zo-in­chie­sta sui tabù dei Mil­len­nials (pag. 54). Leg­gi­lo tut­to d’un fia­to e ve­drai che al­la fi­ne avrai una vi­sio­ne di­ver­sa del­la real­tà. Per­ché, co­me scris­se Prou­st: “L’uni­co ve­ro viag­gio non è an­da­re ver­so nuo­vi pae­sag­gi, ma ave­re al­tri oc­chi”. Fran­ce­sca De­lo­gu

Ec­co­mi fra gli ice­berg, bel­la fre­sca... ep­pu­re un bi­ki­ni mi sa­reb­be ser­vi­to (per la sau­na)! Por­ta­ne sem­pre uno in bor­sa, an­che al Po­lo Nord. Tro­va quel­lo per­fet­to per te da pag. 100.

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