Le cin­que ra­gio­ni per cui ci si la­scia

Cosmopolitan (Italy) - - Youniverse -

Ab­bia­mo con­dot­to un son­dag­gio tra qua­si 1.300 let­tri­ci di Co­smo per sco­pri­re perché la loro re­la­zio­ne è fi­ni­ta, e poi chiesto a un’esper­ta come evi­ta­re gli er­ro­ri “Uno dei due ha tra­di­to”. Ec­co #1 la cau­sa di rot­tu­ra nu­me­ro uno! «Per aiu­ta­re a pre­ve­ni­re un “fat­tac­cio” che mi­ne­reb­be la fi­du­cia del part­ner e apri­reb­be una brec­cia for­se in­sa­na­bi­le, met­ti su­bi­to in chia­ro che co­sa si qua­li­fi­ca come tra­di­men­to per cia­scu­no di voi», dice Lau­ra Van­de­rD­rift, ri­cer­ca­tri­ce pres­so la fa­col­tà di psi­co­lo­gia del­la Sy­ra­cu­se Uni­ver­si­ty.

“Non era­va­mo fat­ti l’uno per #2 l’al­tra”. Spes­so vo­glia­mo un com­pa­gno che sia il no­stro mi­glio­re ami­co, il no­stro cri­ti­co più one­sto, e un aman­te favoloso. È le­git­ti­mo, ma nessuno è perfetto, né può man­te­ner­si co­stan­te­men­te all’al­tez­za di cer­ti stan­dard. Cer­ca di ave­re un mi­ni­mo di ela­sti­ci­tà per non pian­tar­lo al pri­mo er­ro­re o appena gli tro­vi un di­fet­to.

“Uno dei due vo­le­va pas­sa­re #3 al li­vel­lo suc­ces­si­vo e l’al­tro no”. Be’, suc­ce­de. Ma essere chia­ri fin dall’ini­zio su quel che cer­ca­te è cer­ta­men­te uti­le! Inol­tre, ag­giun­ge Van­de­rD­rift, tie­ni pre­sen­te che voi due po­tre­ste sem­pli­ce­men­te pro­ce­de­re a ve­lo­ci­tà dif­fe­ren­te e di­mo­stra­re il vo­stro im­pe­gno in mo­do di­ver­so.

“Li­ti­ga­va­mo sempre”. Tut­te le #4 cop­pie han­no dei di­ver­bi, più o me­no fre­quen­ti. Il problema non è tan­to che li­ti­ghia­te, ma come lo fa­te. Spa­ra­te a zero o vi chiu­de­te in voi stes­si? In que­sto ca­so, non ri­sol­ve­re­te i con­flit­ti. Ma se ap­pro­fit­ta­te dei dis­si­di per parlare a fon­do dei pro­ble­mi, il vo­stro le­ga­me po­trà es­ser­ne raf­for­za­to.

“Ab­bia­mo obiet­ti­vi dif­fe­ren­ti #5 nel­la vi­ta”. Se le vo­stre di­ver­gen­ze so­no su te­mi ba­si­la­ri (come matrimonio e fi­gli), me­glio an­da­re cia­scu­no per la pro­pria stra­da. «Ma se si trat­ta di que­stio­ni più ne­go­zia­bi­li (per esem­pio, do­ve an­da­re a vi­ve­re o come pas­sa­re le vacanze), con un po’ di fles­si­bi­li­tà po­tre­te sal­va­re quel che ave­te co­strui­to», con­clu­de l’esper­ta.

Se sei tu ad aver­lo la­scia­to, cer­ca di non crear­ti sen­si di col­pa.

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