Camila

Car­ra­ro Mendes

Cosmopolitan (Italy) - - Cosmo Radar -

CAMILA: Non mi è mai pia­ciu­ta quel­la sto­ria di aspet­ta­re a “con­ce­der­si”. In real­tà le co­se pre­zio­se che ho da da­re a un uo­mo so­no al­tre: il mio amo­re, la mia fi­du­cia… E se­con­do te?

LI­LI: L’idea che il ses­so sia ugua­le con chiun­que. È del tut­to fal­so. Quan­do ho per­so la ver­gi­ni­tà, ho pen­sa­to: “Co­sì è questo il ses­so?”. Poi pe­rò fai l’amo­re con qual­cun al­tro, ed è com­ple­ta­men­te di­ver­so. Tu co­sa pen­si che gli uo­mi­ni do­vreb­be­ro sa­pe­re sull’ar­go­men­to?

CAMILA: Vor­rei che ca­pis­se­ro la dif­fe­ren­za tra far­si qual­cu­no e fa­re l’amo­re con qual­cu­no, e si ren­des­se­ro con­to che è mol­to più bel­lo se si sta­bi­li­sce una rea­le con­nes­sio­ne. E an­che che non aves­se­ro pau­ra di mo­strar­si vul­ne­ra­bi­li. Nien­te mi fa sen­ti­re più spe­cia­le di quan­do un uo­mo si apre con me ab­ba­stan­za da far­mi ve­de­re le sue fra­gi­li­tà.

LI­LI: È ve­ro. Non c’è nien­te di più bel­lo di un uo­mo che pian­ge.

CAMILA: Sì, be’, con­ta an­che per­ché pian­ge. LI­LI: Cer­to, se mi man­gio il tuo chi­po­tle, ma­ga­ri non pian­ge­re. Ma se mi par­li di una par­te de­li­ca­ta della tua vi­ta, sì, mi in­na­mo­re­rò di te.

CAMILA: Qual è il cam­bia­men­to più gros­so che hai visto in me?

LI­LI: Hai im­pa­ra­to a far­ti va­le­re. Ades­so sai quel­lo che vuoi, e non hai pau­ra a dir­lo.

CAMILA: Una vol­ta di­ce­vo sì a tut­to per­ché mi sem­bra­va che non mi fos­se per­mes­so ave­re una mia opi­nio­ne. Te­me­vo di sem­bra­re una di­va. Col tem­po pe­rò so­no riu­sci­ta a cam­bia­re.

LI­LI: Ri­cor­do che una vol­ta qual­cu­no ha det­to: “C’è dif­fe­ren­za tra es­se­re una stron­za ed es­se­re una don­na vo­li­ti­va”. Pe­rò una don­na de­ter­mi­na­ta che sa co­sa vuo­le vie­ne au­to­ma­ti­ca­men­te eti­chet­ta­ta co­me una rom­pi.

CAMILA: Il che è del tut­to fuo­ri luo­go. LI­LI: Es­se­re una gio­va­ne don­na a Hol­ly­wood in­ti­mo­ri­sce. Io mi so­no fat­ta avan­ti su Tum­blr per par­la­re della mia sto­ria di ag­gres­sio­ne ses­sua­le (quan­do Li­li era una tee­na­ger uscì con un col­le­ga più gran­de che cer­cò di for­zar­la a un rap­por­to ses­sua­le, ndr), e so che an­che tu sei sta­ta vit­ti­ma di mo­le­stie. Mi sen­tii ter­ri­bil­men­te iner­me in quel­la si­tua­zio­ne, per­ché sa­pe­vo che era in gio­co la mia car­rie­ra. È dif­fi­ci­le non pen­sa­re che la tua pros­si­ma mos­sa de­ci­de­rà della tua car­rie­ra, e di con­se­guen­za del re­sto della tua vi­ta.

CAMILA: Spe­cial­men­te per­ché in ca­si si­mi­li, al­me­no fi­no a po­co tem­po fa, le don­ne hanno de­nun­cia­to l’ac­ca­du­to, ma nes­su­no ha fat­to nien­te al ri­guar­do. E non so­lo a Hol­ly­wood.

LI­LI: Suc­ce­de in ogni po­sto di la­vo­ro e a ogni età. E ac­ca­de an­che al li­ceo, è un te­ma che vie­ne af­fron­ta­to an­che in Ri­ver­da­le. Dob­bia­mo co­min­cia­re a chie­der­ci per­ché sia un mal­co­stu­me co­sì dif­fu­so, e co­me pos­sia­mo in­se­gna­re al­la pros­si­ma ge­ne­ra­zio­ne che nes­su­no può eser­ci­ta­re questo ti­po di po­te­re.

CAMILA: Bi­so­gna im­pa­ra­re il ri­spet­to per gli al­tri es­se­ri uma­ni, senza di­stin­zio­ni. Se po­tes­si tor­na­re in­die­tro a pri­ma di en­tra­re nel ca­st di Ri­ver­da­le, di­rei a me stes­sa di ri­bel­lar­mi al­le in­giu­sti­zie e ai so­pru­si, di al­za­re la vo­ce sa­pen­do di ave­re il di­rit­to di es­se­re ascol­ta­ta. Al­la fi­ne si trat­ta­va so­lo di di­re qual­che “e che caz­zo” in più e far­mi me­no pro­ble­mi.

LI­LI: Già. Ma­ga­ri ci vuo­le un po’, ma ce la si può fa­re. Al­la fi­ne ci so­no riu­sci­ta an­ch’io!

CAMILA: È fa­ci­le pen­sa­re di do­ver rien­tra­re in uno ste­reo­ti­po: l’an­gio­let­to, la cat­ti­va, la ra­gaz­za cool. Ma se sei te stes­sa, non sba­gli.

Il mio at­tua­le pop cult: Cardi B. La co­sa che mi ren­de più or­go­glio­sa di me stes­sa: so­no fie­ra della mia in­di­pen­den­za, sia emo­ti­va che eco­no­mi­ca. Il per­so­nag­gio di Ri­ver­da­le con cui più pro­ba­bil­men­te po­trei ave­re una sto­ria nel­la vi­ta rea­le: se do­ves­si sce­glie­re… Ju­ghead. Per­ché: mi ac­chiap­pa mol­to il ge­ne­re “bel te­ne­bro­so”. La pri­ma ce­leb per cui ho avu­to una cot­ta: Ra­chel Bil­son.

Giac­ca e shorts, ali­ce + oli­via by Sta­cey Ben­det.

Reg­gi­se­no Bei­ja Lon­don. Col­la­na Zoe Chic­co.

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