Con­fes­sio­ni

LETTRICI E LETTORI RIVELANO ( SENZA VERGOGNA) I MOMENTI PIÙ ASSURDI, SURREALI E IMBARAZZANTI CHE HANNO VISSUTO

Cosmopolitan (Italy) - - Aprile -

1 Ogni gior­no un’ami­ca, mia vi­ci­na di ca­sa, mi aspet­ta all’usci­ta dal la­vo­ro per dar­mi un pas­sag­gio. Ha un’au­to ros­sa con un pe­lu­che di Taz il Dia­vo­lo della Ta­sma­nia sul lu­not­to. Pen­sa­vo fos­se in­con­fon­di­bi­le, fin­ché tre gior­ni fa pen­san­do ad al­tro ho aper­to la por­tie­ra, mi so­no se­du­ta e una vo­ce ma­schi­le mi ha det­to: «Do­ve an­dia­mo, si­gno­ri­na?». Mi so­no gi­ra­ta ver­so il con­du­cen­te e siamo scop­pia­ti a ri­de­re. Mar­ta, 27 an­ni 2 CONOSCO DUE RA­GAZ­ZI, UNO BEL­LIS­SI­MO E SIM­PA­TI­CO, L’AL­TRO… NO. LA STES­SA SE­RA SCRIVO SU WHATSAPP A QUEL­LO CHE MI PIA­CE E CI METTIAMO D’AC­COR­DO PER VEDERCI. SO­NO PRON­TA A TUT­TO, ECCETTO AR­RI­VA­RE LÌ E RENDERMI CON­TO CHE AVE­VO INVERTITO I NU­ME­RI. EB­BE­NE SÌ, ME LA SO­NO SVIGNATA. An­na, 18 an­ni 3 STAVO USCENDO DA TRE SET­TI­MA­NE CON UN TI­PO CHE MI AVE­VA PRESENTATO UN’AMI­CA. CONDIVIDEVAMO LA STES­SA PAS­SIO­NE PER LA FO­TO­GRA­FIA, CO­SÌ GLI HO PRO­PO­STO DI FARGLI DA MO­DEL­LA PER UN GIOR­NO. MI SO­NO PRESENTATA A CA­SA SUA TRUCCATA CO­ME UNA TOP MODEL: TRA NOI C’ERA FEELING, NIEN­TE POTEVA AN­DA­RE STORTO. DO­PO QUAL­CHE SCATTO, MI HA CHIE­STO DI SA­LI­RE SUL DIVANO E SAL­TA­RE. L’HO FAT­TO, MA HO PRE­SO UNA STORTA E SO­NO CADUTA. MI È SPUN­TA­TO PU­RE UN BERNOCCOLO: CHE IMBARAZZO. OV­VIA­MEN­TE AB­BIA­MO DO­VU­TO RI­NUN­CIA­RE AL­LA SESSIONE FOTOGRAFICA. Clau­dia, 24 an­ni

FI­NAL­MEN­TE MI AVE­VA INVITATO A CE­NA FUO­RI PER UN IN­CON­TRO RO­MAN­TI­CO. PER L’OC­CA­SIO­NE, MI ERO MES­SA UN ROS­SET­TO ROS­SO FUO­CO COMPRATO IN SALDO. IL CO­LO­RE ERA PER­FET­TO. MA LA TE­NU­TA NO. ME NE SO­NO ACCORTA GUARDANDOMI AL­LO SPEC­CHIO NEL BAGNO DEL RI­STO­RAN­TE: AVE­VO LA BOC­CA SBAVATA E I DENTI MACCHIATI. LUI NON MI AVE­VA DET­TO NIEN­TE PER NON MET­TER­MI IN IMBARAZZO. AP­PE­NA TORNATA A CA­SA, IL LIPSTICK È FINITO NEL­LA SPAZZATURA. Ca­ro­li­na, 18 an­ni 5 STAVO PREN­DEN­DO UN APE­RI­TI­VO CON AL­CU­NE AMI­CHE IN UN LO­CA­LE VI­CI­NO AL MIO UF­FI­CIO. DOVENDO AN­DA­RE IN BAGNO, HO CHIE­STO LO­RO SE SAPESSERO DO­VE FOS­SE. CRE­DEN­DO DI SE­GUI­RE LE INDICAZIONI GIU­STE, SO­NO PAR­TI­TA SPARATA VER­SO LA PORTA PIÙ VI­CI­NA. L’HO APER­TA E HO TRO­VA­TO UN COL­LE­GA CHE MI HA GUARDATO SCONCERTATO: ERA IL BAGNO DE­GLI UO­MI­NI, QUEL­LO DEL­LE DON­NE ERA AC­CAN­TO. Ali­cia, 23 an­ni

Ero nei giar­di­net­ti die­tro ca­sa per 6 far gio­ca­re la mia so­rel­li­na più pic­co­la di no­ve an­ni. Lei vo­le­va a tutti i costi che an­ch’io an­das­si sull’al­ta­le­na, ma mi sen­ti­vo ri­di­co­la, al­la mia età… Quan­do pe­rò si è mes­sa a pian­ge­re, mi so­no ar­re­sa. Do­po qual­che spin­ta ho co­min­cia­to a sen­ti­re un ru­mo­re stra­no. “For­se le ca­te­ne so­no un po’ ar­rug­gi­ni­te”, ho pen­sa­to. Ho fat­to ap­pe­na in tem­po a for­mu­la­re questo dub­bio che il seg­gio­li­no ha ce­du­to: mi so­no ri­tro­va­ta let­te­ral­men­te con il se­de­re per ter­ra, e per giun­ta in una poz­za di fan­go. Il la­to buo­no della fac­cen­da è che non ho mai visto mia so­rel­la ri­de­re co­sì tan­to. Mi­re­lia, 18 an­ni 7 L’AL­TRO IE­RI MI HANNO PORTATO A CA­SA LA NUO­VA LA­VA­TRI­CE. GLI INSTALLATORI SO­NO STA­TI GENTILISSIMI, HANNO AN­CHE SISTEMATO UNA PER­DI­TA NEL TUBO DI COLLEGAMENTO. PER RINGRAZIARLI HO OFFERTO LO­RO UN CAF­FÈ E DEI GIANDUIOTTI. PECCATO CHE UNO DEI TECNICI SI SIA TRO­VA­TO IN MA­NO LA CAR­TA STAGNOLA CON MEZ­ZO CIOCCOLATINO MANGIUCCHIATO. MI ERO SCORDATA CHE LA SE­RA PRI­MA PER PIGRIZIA AVE­VO RIMESSO NEL­LA SCA­TO­LA I MIEI AVANZI. So­fia, 21 an­ni

Stavo tor­nan­do a ca­sa in me­tro ed ero ap­pe­na 9 riu­sci­ta a tro­va­re un po­sto quan­do è sa­li­ta una don­na con una gran pan­cia, tut­ta tra­fe­la­ta. L’ho guar­da­ta di­strat­ta­men­te: il so­vrap­pe­so è dav­ve­ro una iat­tu­ra se de­vi cor­re­re die­tro a un tre­no, ho pen­sa­to. In quel mo­men­to, una si­gno­ra an­zia­na che se­de­va ac­can­to a me si è al­za­ta di­cen­do­le: «Si ac­co­mo­di, nel suo sta­to non de­ve af­fa­ti­car­si». Non era obe­sa: era in­cin­ta. Avrei vo­lu­to scom­pa­ri­re. Do­na­tel­la, 25 an­ni LA SCORSA ESTA­TE CON UN’AMI­CA MI SO­NO IMBUCATA A UN MA­TRI­MO­NIO. CON TUT­TA LA GEN­TE CHE C’ERA, ERA­VA­MO SICURE DI PAS­SA­RE INOSSERVATE. SENONCHÉ, A UN CER­TO PUN­TO, LO SPOSO È VENUTO A CHIE­DER­CI CHI FOS­SI­MO. UN ATTIMO DO­PO, UN UO­MO DELLA SECURITY CI ACCOMPAGNAVA ALL’USCI­TA. Ama­lia, 19 an­ni

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