Cop­pia

Ec­co per­ché le cop­pie ete­ro­ge­nee fun­zio­na­no al­la gran­de. Sor­ri­di: sta­re­te in­sie­me a lun­go

Cosmopolitan (Italy) - - Editoriale -

Tu di­ci bian­co, lui ne­ro? È me­glio, fi­da­ti

SSe­con­do il fi­lo­so­fo gre­co Pla­to­ne, ognu­no di noi de­si­de­ra riu­nir­si al­la pro­pria par­te man­can­te, ed è per que­sto che gra­vi­tia­mo ver­so part­ner a noi com­ple­men­ta­ri, che ci dia­no un sen­so di in­te­rez­za. Que­ste per­so­ne ten­do­no a es­se­re il no­stro op­po­sto – o al­me­no mol­to di­ver­se da noi – per­ché sia­mo at­trat­ti dal­le ca­rat­te­ri­sti­che che lo­ro pos­sie­do­no e a noi man­ca­no. Ac­cop­pian­do­ci con lo­ro, in­te­gria­mo par­ti di noi che so­no me­no svi­lup­pa­te. A vol­te, pe­rò, si trat­ta pro­prio di que­gli aspet­ti con i qua­li ab­bia­mo un con­flit­to in­te­rio­re. Per esem­pio, se sei un ti­po tran­quil­lo e pan­to­fo­la­io, po­tre­sti es­se­re at­trat­ta da qual­cu­no che ama so­cia­liz­za­re, per­ché ti sti­mo­la a usci­re di più… ma in cuor tuo, for­se ti ram­ma­ri­chi di non es­se­re tu stes­sa più estro­ver­sa. Co­sì, può suc­ce­de­re che que­sti aspet­ti del tuo part­ner va­da­no a col­pi­re i tuoi pun­ti vul­ne­ra­bi­li, in­ne­scan­do una rea­zio­ne di­fen­si­va. Iro­ni­ca­men­te, spes­so quel che all’ini­zio at­trae per­ché dif­fe­ren­te in se­gui­to di­ven­ta una fonte di con­flit­to. Per evi­tar­lo, oc­cor­re che cia­scu­no im­pa­ri ad ap­prez­za­re le qua­li­tà dell’al­tro sen­za giu­di­ca­re se stes­so. Ec­co co­me fa­re.

VALORIZZATE LE VO­STRE DIF­FE­REN­ZE Nel­la ge­stio­ne del­le ca­rat­te­ri­sti­che con­tra­stan­ti, cia­scu­no può in­se­gna­re del­le co­se all’al­tro in mo­do co­strut­ti­vo. E in una cop­pia sa­na un part­ner può es­se­re, a se­con­da del­le vol­te, ora l’ele­men­to trai­nan­te, ora quel­lo che ha bi­so­gno di una spin­ta­rel­la, a se­con­da dei ri­spet­ti­vi pun­ti di for­za e di de­bo­lez­za. Quin­di, per co­min­cia­re, iden­ti­fi­ca­te le vo­stre dif­fe­ren­ti ca­rat­te­ri­sti­che e il mo­do in cui po­te­te en­tram­bi trar­ne be­ne­fi­cio. Per esem­pio, se tu non hai il

co­rag­gio di espri­me­re le tue opi­nio­ni, men­tre il tuo part­ner di­ce sem­pre quel­lo che pen­sa, po­trai im­pa­ra­re da lui a es­se­re più as­ser­ti­va, e a tua vol­ta in­se­gnar­gli ad ascol­ta­re di più. Op­pu­re, se lui è uno spen­dac­cio­ne e tu sei più at­ten­ta al risparmio, il tuo fi­dan­za­to po­trà in­co­rag­giar­ti a con­ce­der­ti qual­che sfi­zio, e tu lo aiu­te­rai a es­se­re più ocu­la­to. Un’al­tra ti­pi­ca com­ple­men­ta­rie­tà è un ti­po spe­ri­co­la­to ac­cop­pia­to con qual­cu­no di più pru­den­te.

RI­COR­DA­TE LA SCIN­TIL­LA Il mo­ti­vo prin­ci­pa­le per cui le cop­pie di op­po­sti van­no in cri­si è che do­po un po’ di tem­po le dif­fe­ren­ze o le par­ti­co­la­ri­tà del part­ner pos­so­no di­ven­ta­re ir­ri­tan­ti. Quan­do si pre­sen­ta nel mio stu­dio una cop­pia con que­sto pro­ble­ma, la mia pri­ma do­man­da è: “Che co­sa vi ha at­trat­ti ini­zial­men­te l’uno ver­so l’al­tro?”. Di so­li­to, ri­ce­vo ri­spo­ste co­me: “Ama­vo che lei mi spin­ges­se a cor­re­re ri­schi, ma al­la lun­ga è stres­san­te” o “Ero fe­li­ce che lui vo­les­se pas­sa­re co­sì tan­to tem­po con me, ma ul­ti­ma­men­te mi sen­to un po’ sof­fo­ca­ta”. Nel­la mag­gior par­te dei ca­si, le co­se per cui sta­va­no li­ti­gan­do da me­si o an­ni era­no le stes­se che li ave­va­no am­ma­lia­ti all’ini­zio del­la lo­ro re­la­zio­ne. Se è quel che vi sta suc­ce­den­do, il mio con­si­glio spas­sio­na­to è di ri­pen­sa­re a co­sa ave­te vi­sto l’uno nell’al­tro quan­do ave­te de­ci­so di met­ter­vi in­sie­me. È im­por­tan­te ri­con­net­ter­si con quell’at­tra­zio­ne ini­zia­le e ri­cor­da­re il bri­vi­do spe­cia­le dei pri­mi tem­pi, quan­do le vo­stre dif­fe­ren­ze ren­de­va­no tut­to più ec­ci­tan­te. Io lo chia­mo ri­ven­di­ca­re la vo­stra scel­ta. TRO­VA­TE IL GIU­STO EQUI­LI­BRIO Per­ché le dif­fe­ren­ze tra voi non com­pro­met­ta­no, ma an­zi ar­ric­chi­sca­no la vo­stra re­la­zio­ne a lun­go ter­mi­ne, do­vre­te con­ti­nua­re a ri­co­no­sce­re e ap­prez­za­re le vo­stre na­tu­re con­tra­stan­ti. Que­sto può es­se­re fat­to in due step. Pri­mo, pren­di at­to che il tuo part­ner ca­pa­ce di pre­pa­ra­re una ce­na squi­si­ta per quin­di­ci per­so­ne in tre ore è an­che la stes­sa per­so­na che la­scia sem­pre i ve­sti­ti da la­va­re sul pa­vi­men­to. È com­pren­si­bi­le che ti piac­cia so­lo una di que­ste ca­rat­te­ri­sti­che, ma non puoi sem­pli­ce­men­te cancellare l’al­tra. Per tol­le­ra­re gli aspet­ti di lui che ti ir­ri­ta­no, de­vi con­cen­trar­ti su quel­li che ado­ri. Se­con­do, ab­bi fi­du­cia in te stes­sa, nei tuoi pun­ti di for­za e nel­le tue ca­pa­ci­tà spe­ci­fi­che, e quan­do ti sen­ti fru­stra­ta per le inef­fi­cien­ze del tuo lui, tie­ni pre­sen­te che non sei te­nu­ta a far­te­ne ca­ri­co, ma­te­rial­men­te o emo­ti­va­men­te. Se, di­cia­mo, tu sei or­di­na­ta e me­ti­co­lo­sa, e lui è to­tal­men­te di­sor­ga­niz­za­to, non de­vi sem­pre sop­pe­ri­re alle sue man­can­ze, né far­ti coin­vol­ge­re nel suo caos. In­ve­ce, sce­gli de­li­be­ra­ta­men­te di fa­re qual­co­sa che ti pia­ce. Vai a cor­re­re, guar­da un film o esci a pran­zo con un’ami­ca. Po­te­te vi­ve­re fian­co a fian­co, ma non sie­te una per­so­na so­la. La sua par­te di­sor­di­na­ta del­la stan­za non è di tua com­pe­ten­za, e la tua oa­si im­ma­co­la­ta non rien­tra nel­la sua giu­ri­sdi­zio­ne. Se en­tram­bi in­te­rio­riz­za­te que­sto prin­ci­pio, vi sa­rà più fa­ci­le ac­cet­tar­vi a vi­cen­da per quel che sie­te – dif­fe­ren­ze e tut­to – sen­za che nes­su­no dei due cer­chi di cam­bia­re l’al­tro.

ESTHER PE­REL TE­RA­PEU­TA DEL­LA COP­PIA E DEL­LA FA­MI­GLIA È AU­TRI­CE DI L`IN­TEL­LI­GEN­ZA EROTICA RICONCILIARE ERO­TI­SMO E QUOTIDIANITË (PON­TE ALLE GRA­ZIE). IL SUO TED TALK HA AVU­TO OL­TRE 17 MI­LIO­NI DI VI­SUA­LIZ­ZA­ZIO­NI.

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