Sem­pre più vi­ci­no

di Raul Mon­ta­na­ri

Costozero - - Sommario - A cu­ra di R. Ve­ne­ran­do

«L a vi­ta non as­so­mi­glia af­fat­to agli scac­chi [......]. La vi­ta è co­me il po­ker o la bri­sco­la: il gio­ca­to­re può es­se­re un cam­pio­ne, può es­se­re un broc­co, ma vin­ce­re o per­de­re di­pen­de an­zi­tut­to dal­le car­te che hai in ma­no». Que­sta è so­lo una del­le tan­te mas­si­me che cor­ro­no lun­go l'ul­ti­mo noir di Raul Mon­ta­na­ri, scrit­to­re ber­ga­ma­sco ma mi­la­ne­se d'ado­zio­ne, che con il suo “Sem­pre più vi­ci­no” (Bal­di­ni&Ca­stol­di) po­ne al cen­tro del­la sce­na una ge­ne­ra­zio­ne con­ti­nua­men­te in cer­ca: di un la­vo­ro, di una sta­bi­li­tà, di un po­sto, del­la ve­ri­tà. Quan­to con­ta per que­sti gio­va­ni il pun­to di par­ten­za? Per l'au­to­re mol­to, se non tut­to. Il gra­di­no da cui ti muo­vi con buo­ne pro­ba­bi­li­tà de­ter­mi­na an­che il de­sti­no che ti gui­de­rà, l'ap­pro­do cui po­trai ar­ri­va­re. Co­me ac­ca­de al pro­ta­go­ni­sta del­la sto­ria, Va­le­rio, che con una lau­rea im­pro­dut­ti­va in ta­sca e un'al­tra in ar­ri­vo, per gua­da­gnar­si da vi­ve­re ha fat­to mil­le la­vo­ret­ti: ca­me­rie­re, ope­ra­to­re di call cen­ter, fi­nan­che ven­di­to­re di col­la­ni­ne hand ma­de. Og­gi ha scel­to di af­fit­ta­re la sua ca­sa, il mo­no­lo­ca­le ap­par­te­nu­to al suo mi­ste­rio­so zio, tra­sfe­ren­do­si da un ami­co. Viola è la sua nuo­va in­qui­li­na, di cui s'in­na­mo­ra, fru­gan­do tra le sue co­se. Va­le­rio, in­fat­ti, en­tra in ca­sa di na­sco­sto dai suoi ospi­ti per cu­rio­sa­re e per­der­si nel­le vite de­gli al­tri. La don­na a un cer­to pun­to scom­pa­re e lì si apre il vor­ti­ce del li­bro che, tra im­pen­sa­bi­li col­pi di sce­na e ve­ri­tà na­sco­ste, con­dur­rà Va­le­rio ver­so una nuo­va vi­ta.

Sem­pre più vi­ci­no di Raul Mon­ta­na­ri Edi­to­re: Bal­di­ni&Ca­stol­di prez­zo di co­per­ti­na eu­ro 16,00

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