Ap­pli­ca­zio­ne de­gli RFId nel set­to­re sa­ni­ta­rio

Stu­di e spe­ri­men­ta­zio­ni con­sen­to­no di tro­va­re so­lu­zio­ni si­cu­re con­sen­ten­do il ri­co­no­sci­men­to a distanza di un og­get­to o una per­so­na

Costozero - - PRIMO PIANO - di G. Lu­ca Ami­cuc­ci

La ricerca “RFId (Ra­dio-Fre­quen­cy Iden­ti­fi­ca­tion) in ap­pli­ca­zio­ni di si­cu­rez­za”, on li­ne sul si­to dell’Inail, è sta­ta rea­liz­za­ta dal La­bo­ra­to­rio At­trez­za­tu­re e Im­pian­ti Elet­tri­ci ed Elet­tro­ni­ci del Di­par­ti­men­to in­no­va­zio­ni tec­no­lo­gi­che e si­cu­rez­za de­gli im­pian­ti, pro­dot­ti e in­se­dia­men­ti an­tro­pi­ci (Dit) e con­dot­ta pres­so il Cen­tro di Ri­cer­che di Mon­te­por­zio Ca­to­ne. I si­ste­mi RFId so­no una tec­no­lo­gia che per­met­te il ri­co­no­sci­men­to a distanza di un og­get­to per mez­zo di co­mu­ni­ca­zio­ni ra­dio. Un ap­po­si­to let­to­re (Rea­der) in­ter­ro­ga i Tag (tra­spon­der) as­so­cia­ti a og­get­ti di in­te­res­se, per ri­ca­var­ne in­for­ma­zio­ni. Il Tag può as­su­me­re qua­lun­que for­ma, può es­se­re espo­sto agli agen­ti at­mo­sfe­ri­ci o es­se­re ri­ve­sti­to con il ma­te­ria­le più ido­neo al ti­po di uti­liz­zo che se ne vuo­le fa­re. In un am­bien­te sa­ni­ta­rio le tec­no­lo­gie RFId po­treb­be­ro es­se­re una fon­te di pe­ri­co­lo in quan­to po­ten­zial­men­te in gra­do di in­ter­fe­ri­re con il fun­zio­na­men­to di di­spo­si­ti­vi sen­si­bi­li. Ciò por­ta a li­mi­ta­zio­ni d’uso va­ria­bi­li a se­con­da dell’ap­pli­ca­zio­ne. Tut­ta­via, stu­di e spe­ri­men­ta­zio­ni pos­so­no es­se­re con­dot­ti ca­so per ca­so in mo­do da tro­va­re so­lu­zio­ni si­cu­re che per­met­ta­no di non ri­nun­cia­re al­le ri­ca­du­te po­si­ti­ve.

Brac­cia­let­ti per l’iden­ti­fi­ca­zio­ne e la lo­ca­liz­za­zio­ne dei pa­zien­ti

È pos­si­bi­le as­so­cia­re un Tag pas­si­vo RFId a un paziente per mez­zo di un brac­cia­let­to e il nu­me­ro con­te­nu­to nel Tag per­met­te l’iden­ti­fi­ca­zio­ne po­si­ti­va del paziente. Que­sto è uti­le per ri­dur­re gli er­ro­ri me­di­ci ospe­da­lie­ri evi­ta­bi­li (ad esem­pio le di­sgra­zie cau­sa­te dall’uso im­pro­prio di me­di­ci­na­li sui ri­co­ve­ra­ti, i ri­schi di in­ter­ven­ti chi­rur­gi­ci nel­le se­di sba­glia­te, sul paziente sba­glia­to, i ri­schi di trat­ta­men­ti me­di­ci er­ra­ti). L’iden­ti­fi­ca­zio­ne non ma­nua­le del paziente per mez­zo di brac­cia­let­ti non tra­sfe­ri­bi­li con­sen­te una serie di be­ne­fi­ci, tra cui: l’ef­fi­cien­za del si­ste­ma (mi­glio­ra la co­mu­ni­ca­zio­ne e ri­du­ce gli er­ro­ri di rac­col­ta e im­mis­sio­ne dei da­ti); au­men­ta la si­cu­rez­za del paziente; con­sen­te un ac­ces­so ve­lo­ce ai da­ti e al­la sche­da cli­ni­ca del paziente me­mo­riz­za­ti all’in­ter­no del si­ste­ma in­for­ma­ti­vo (per ope­ra­zio­ni di let­tu­ra/ scrit­tu­ra e tra­sfe­ri­men­to); è più ve­lo­ce ri­spet­to al­la let­tu­ra di un co­di­ce a bar­re; a dif­fe­ren­za dei co­di­ci a bar­re, la let­tu­ra può es­se­re ef­fet­tua­ta at­tra­ver­so e in­tor­no al cor­po uma­no, gli abi­ti, le co­per­te dei let­ti e i ma­te­ria­li non me­tal­li­ci, sen­za di­stur­ba­re il paziente.

Lo­ca­liz­za­zio­ne di ap­pa­rec­chia­tu­re, pa­zien­ti e per­so­na­le sa­ni­ta­rio

È pos­si­bi­le rea­liz­za­re un ap­pros­si­ma­ti­vo si­ste­ma di trac­king, po­si­zio­nan­do Rea­der all’in­gres­so dei lo­ca­li del­la strut­tu­ra sa­ni­ta­ria. I Tag pos­so­no es­se­re mes­si sui pa­zien­ti, nei tes­se­ri­ni iden­ti­fi­ca­ti­vi del per­so­na­le, sul­le ap­pa­rec­chia­tu­re (in­clu­si gli elet­tro­me­di­ca­li).

Trac­cia­men­to dei fer­ri chi­rur­gi­ci in sa­la ope­ra­to­ria

Un’ap­pli­ca­zio­ne ti­pi­ca può es­se­re quel­la del con­trol­lo dei fer­ri chi­rur­gi­ci in una sa­la ope­ra­to­ria: Tag pas­si­vi so­no si­ste­ma­ti sui fer­ri chi­rur­gi­ci, un Rea­der in cor­ri­spon­den­za del con­te­ni­to­re dei fer­ri può se­gna­la­re a fi­ne operazione se qual­che fer­ro non è sta­to ri­po­sto (in­di­can­do an­che qua­le, gra­zie all’iden­ti­fi­ca­to­re del Tag). Inol­tre un Rea­der mo­bi­le può es­se­re pas­sa­to sul paziente ap­pe­na ope­ra­to per ve­ri­fi­ca­re che non sia­no rimasti fer­ri al suo in­ter­no do­po l’operazione. Po­treb­be­ro esi­ste­re an­che Tag cer­ti­fi­ca­ti per es­se­re po­si­zio­na­ti sul­le gar­ze e sul­le ben­de (a di­stan­ze pre­sta­bi­li­te). Un ta­le si­ste­ma non ser­ve ad evi­ta­re l’ado­zio­ne di pro­ce­du­re di qua­li­tà per il trac­cia­men­to dei fer­ri chi­rur­gi­ci e del­le gar­ze, ma può ser­vi­re per ave­re un’in­for­ma­zio­ne tem­pe­sti­va (in tem­po rea­le) sul­la per­ma­nen­za di cor­pi estra­nei all’in­ter­no del paziente.

Uti­liz­zo di di­spo­si­ti­vi at­ti­vi

Pos­so­no es­se­re im­pie­ga­ti: per il mo­ni­to­rag­gio di pa­ra­me­tri vi­ta­li (pres­sio­ne del sangue, battito car­dia­co, gli­ce­mia); per il mo­ni­to­rag­gio di di­spo­si­ti­vi im­pian­ta­bi­li at­ti­vi (di­spo­si­ti­vi per l’udi­to, di­spo­si­ti­vi per la vi­sta, di­spo­si­ti­vi per il ri­la­scio pe­rio­di­co di me­di­ci­na­li); per il mo­ni­to­rag­gio del­le te­ra­pie e del­le con­di­zio­ni am­bien­ta­li cui il paziente è sot­to­po­sto. L’uso di que­ste tec­no­lo­gie può per­met­te­re un’esten­sio­ne dei trat­ta­men­ti e del­le cu­re som­mi­ni­stra­ti pres­so l’abi­ta­zio­ne del paziente, per­met­ten­do la ri­du­zio­ne dei co­sti di ospe­da­liz­za­zio­ne. Ciò può es­se­re uti­le so­prat­tut­to nel ca­so di pa­zien­ti cro­ni­ci, di per­so­ne con ri­dot­ta mo­bi­li­tà, di per­so­ne an­zia­ne, di neo­na­ti. So­no suf­fi­cien­ti Rea­der po­si­zio­na­ti pres­so le abi­ta­zio­ni e col­le­ga­ti in rete col si­ste­ma in­for­ma­ti­vo dell’azien­da sa­ni­ta­ria.

So­lu­zio­ni im­pian­ti­sti­che

Nei lo­ca­li me­di­ci, ma an­che in of­fi­ci­ne o al­tri am­bien­ti di la­vo­ro, pos­so­no aver­si im­pian­ti di ali­men­ta­zio­ne con ca­rat­te­ri­sti­che di­ver­se all’in­ter­no del­lo stes­so lo­ca­le, che ser­vo­no ad ali­men­ta­re uti­liz­za­to­ri che ne­ces­si­ta­no di ali­men­ta­zio­ni spe­ci­fi­che. Esi­sto­no mol­te­pli­ci so­lu­zio­ni per fa­re in mo­do che le spi­ne de­gli uti­liz­za­to­ri sia­no con­nes­se nel­le pre­se cor­ret­te: un co­di­ce di co­lo­ri per pre­se e spi­ne, pre­se e spi­ne non in­ter­cam­bia­bi­li, ecc. I si­ste­mi RFId pos­so­no es­se­re d’au­si­lio an­che in que­sto ca­so, for­nen­do un ser­vi­zio dal­le ca­rat­te­ri­sti­che di si­cu­rez­za su­pe­rio­ri, as­so­cian­do dei Tag (pas­si­vi) al­le spi­ne e dei Rea­der al­le pre­se. In tal mo­do il Rea­der può ri­la­scia­re il con­sen­so per l’at­ti­va­zio­ne dell’ali­men­ta­zio­ne so­lo se la spi­na è sta­ta in­se­ri­ta nel­la pre­sa cor­ret­ta. Inol­tre è pos­si­bi­le ri­co­no­sce­re quan­do un uti­liz­za­to­re è con­nes­so all’ali­men­ta­zio­ne e mo­ni­to­ra­re i suoi con­su­mi e i mo­ti­vi dei mal­fun­zio­na­men­ti per cau­se di ali­men­ta­zio­ne.

Un’ap­pli­ca­zio­ne ti­pi­ca può es­se­re quel­la del con­trol­lo dei fer­ri chi­rur­gi­ci in una sa­la ope­ra­to­ria: Tag pas­si­vi so­no si­ste­ma­ti sui fer­ri chi­rur­gi­ci, un Rea­der in cor­ri­spon­den­za del con­te­ni­to­re dei fer­ri può se­gna­la­re a fi­ne operazione se qual­che fer­ro non è sta­to ri­po­sto

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