D'Ami­co, la vir­tù di pia­ce­re

Una ta­vo­la di ami­ci im­ban­di­ta di co­lo­ri e una mu­si­ca di gran clas­se so­no gli in­gre­dien­ti del com­mer­cial in on­da sul­le re­ti Rai fir­ma­to da Fer­zan Oz­pe­tek

Costozero - - Sommario - di R. Ve­ne­ran­do

Uno spot da man­gia­re con gli oc­chi l'ul­ti­mo del­la D'Ami­co, azien­da food che, a par­ti­re dal 1971, si è spe­cia­liz­za­ta nel­la con­ser­va­zio­ne di or­tag­gi, fun­ghi e oli­ve, fi­no ad ar­ri­va­re al­le ben 150 re­fe­ren­ze di og­gi, mol­te la­vo­ra­te dal fre­sco. La cam­pa­gna, on air dal 7 mag­gio sul­le re­ti RAI e tut­ti i ca­na­li web RAI, è sta­ta idea­ta in col­la­bo­ra­zio­ne con l'agen­zia Ar­kè e fir­ma­ta da un re­gi­sta uni­co nel suo ge­ne­re: Fer­zan Oz­pe­tek. Co­me nei suoi film più no­ti, an­che nel com­mer­cial gi­ra­to per la D'Ami­co il cam­po di azio­ne è la cu­ci­na, luo­go elet­to di ami­ci­zia e so­prat­tut­to di gu­sto. Una ta­vo­la di ami­ci im­ban­di­ta di co­lo­ri con una mu­si­ca di gran clas­se fan­no pre­sa­gi­re una sin­to­nia per­fet­ta, sul­lo scher­mo, tra quel­lo che si as­sa­po­ra col pa­la­to e l'emo­zio­ne che si pro­va. Tut­to sen­za pa­ro­le. A par­la­re so­no so­lo le dif­fe­ren­ti emo­zio­ni, su­sci­ta­te ne­gli ami­ci riu­ni­ti a ta­vo­la, dai di­ver­si pro­dot­ti D'Ami­co. La cam­pa­gna te­le­vi­si­va si com­po­ne di ot­to fil­ma­ti da 15 se­con­di, di due da 30 e di uno com­ple­to da 60. La D'Ami­co, azien­da al­la ter­za ge­ne­ra­zio­ne, at­tual­men­te con­ta 98 col­la­bo­ra­to­ri di cui il 60% don­na, ha due si­ti pro­dut­ti­vi, uno a Pon­te­ca­gna­no Fa­ia­no e uno a Ro­ve­re­to, con una pro­du­zio­ne di 35 mi­lio­ni di pez­zi. Sul mer­ca­to è pre­sen­te con i mar­chi D'Ami­co, Lo­grò e Mon­tel­lo. È quin­di una so­cie­tà già for­te, ma che pun­ta a far­si co­no­sce­re e ap­prez­za­re an­co­ra e di più. Co­me rac­con­ta Ma­ria D'Ami­co, re­spon­sa­bi­le mar­ke­ting dell'azien­da, lo spot in­fat­ti na­sce

dall'esi­gen­za di ac­qui­si­re mag­gio­re aware­ness e no­to­rie­tà a li­vel­lo na­zio­na­le, ri­vol­gen­do­si an­che ad un pub­bli­co gio­va­ne e di­na­mi­co . La scel­ta di Oz­pe­tek, in­ve­ce, è det­ta­ta dal suo in­con­fon­di­bi­le mo­do di sta­re die­tro la mac-

chi­na da pre­sa, quel­la ca­pa­ci­tà pie­na di coin­vol­ge­re, quel gu­sto ra­ro e li­ri­co di emo­zio­na­re. La ci­fra sti­li­sti­ca è ri­co­no­sci­bi­le fin dal pri­mo fra­me e, co­me sve­la sem­pre Ma­ria, è sta­to pro­prio il re­gi­sta tur­co a vo­le­re in­du­gia­re sul­le rea­zio­ni spon­ta­nee de­gli at­to­ri all'as­sag­gio dei pro­dot­ti. Da qui è na­to il payoff che ac­com­pa­gna lo spot “Al gu­sto non si co­man­da”. Una pro­mes­sa di uni­ci­tà e di ec­cel­len­za che ren­de li­be­ri di sce­glie­re i pro­dot­ti D'Ami­co. Il me­glio.

Ma­ria e Sa­ba­to D'Ami­co con il re­gi­sta Fer­zan Oz­pe­tek

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