Licenziamenti col­let­ti­vi e ma­ter­ni­tà

Una re­cen­te con­clu­sio­ne da par­te dell'Av­vo­ca­to Ge­ne­ra­le dell'UE a se­gui­to di do­man­da di pro­nun­cia pre­giu­di­zia­le pre­sen­ta­ta dal­la Cor­te di Giu­sti­zia Spa­gno­la sta­bi­li­sce che la la­vo­ra­tri­ce può es­se­re ri­mos­sa dall'in­ca­ri­co so­lo in ca­si ec­ce­zio­na­li, in al­cun

Costozero - - Sommario - di M. Am­bron

La que­stio­ne è an­no­sa e de­li­ca­ta, per­ché coin­vol­ge, nel ca­so di licenziamenti, col­let­ti­vi in­te­res­si per al­cu­ni ver­si con­trap­po­sti, va­le a di­re le esi­gen­ze de­gli im­pren­di­to­ri, che già tro­van­do­si in si­tua­zio­ni difficili ten­de­reb­be­ro, pur nel ri­spet­to del­le leggi, a trat­te­ne­re in azien­da le mi­glio­ri e più ef­fi­cien­ti ri­sor­se ed eso­da­re le altre, e quel­le dei di­pen­den­ti, che a lo­ro vol­ta met­to­no in cam­po ogni azio­ne pos­si­bi­le per per­ma­ner­vi. Il li­cen­zia­men­to col­let­ti­vo è de­fi­ni­to co­me ogni li­cen­zia­men­to ef­fet­tua­to da una im­pre­sa (che ha più di 15 di­pen­den­ti) per uno o più mo­ti­vi non ine­ren­ti al­la per­so­na del la­vo­ra­to­re; il nu­me­ro dei licenziamenti ef­fet­tua­ti de­ve es­se­re di al­me­no 5 la­vo­ra­to­ri nell'ar­co di un ter­mi­ne sta­bi­li­to dal­la leg­ge. IL FAT­TO Nel ca­so in esa­me un'im­pre- sa ave­va av­via­to la fa­se di con­sul­ta­zio­ne sin­da­ca­le con le Rap­pre­sen­tan­ze Sin­da­ca­li Uni­ta­rie e le Or­ga­niz­za­zio­ni Sin­da­ca­li al fi­ne di pro­ce­de­re ad un li­cen­zia­men­to col­let­ti­vo. All'esi­to si rag­giun­se l'ac­cor­do che pre­ve­de­va, tra gli al­tri criteri, per al­cu­ni di­pen­den­ti con la in­va­li­di­tà su­pe­rio­re al 33% una prio­ri­tà di per­ma­nen­za in azien­da. Nul­la con­tem­pla­va nel ca­so di di­pen­den­ti ge­stan­ti. L'im­pre­sa prov­vi­de al­la no­ti­fi­ca dei licenziamenti, in­se­ren­do­vi an­che quel­lo re­la­ti­vo ad una di­pen­den­te che al mo­men­to del li­cen­zia­men­to era in­cin­ta, cir­co­stan­za di cui la so­cie­tà era a co­no­scen­za, al­me­no se­con­do quan­to af­fer­ma­to dal­la di­pen­den­te in giu­di­zio.Espe­ri­ta, in­va­no, la pro­ce­du­ra di con­ci­lia­zio­ne, il ricorso fu in pri­mo gra­do ri­get­ta­to. La di­pen­den­te im­pu­gnò la sen­ten­za di­nan­zi al giu­di­ce di rin­vio che ri­ten­ne chie­de­re pro­nun­zia pre­giu­di­zia­le in re­la­zio­ne all'ar­ti­co­lo 10 del­la Di­ret­ti­va Eu­ro­pea n. 92/85 sul­la ma­ter­ni­tà, che ha co­me ti­to­lo “di­vie­to di li­cen­zia­men­to“e che co­sì re­ci­ta

« per ga­ran­ti­re al­le la­vo­ra­tri­ci ai sen­si dell'art. 2 l'eser­ci­zio dei di­rit­ti di pro­te­zio­ne del­la si­cu­rez­za e del­la sa­lu­te ri­co­no­sciu­ti nel pre­sen­te ar­ti­co­lo 1) gli Sta­ti mem­bri adot­ta­no le mi­su­re ne­ces­sa­rie per vie­ta­re il li­cen­zia­men­to del­le la­vo­ra­tri­ci nel pe­rio­do com­pre­so tra l'ini­zio del­la gra­vi­dan­za e il ter­mi­ne del con­ge­do di ma­ter­ni­tà, tran­ne nei ca­si ec­ce­zio­na­li non con­nes­si al lo­ro sta­to am­mes­si dal­la le­gi­sla­zio­ne e/o pras­si na­zio­na­li e se del ca­so a con­di­zio­ne che l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te ab­bia da­to il suo ac­cor­do; 2) qua­lo­ra una la­vo­ra­tri­ce sia li­cen­zia­ta du­ran­te il pe­rio­do di cui al pun­to 1) il da­to­re di la­vo­ro de­ve for­ni­re per iscrit­to giu­sti­fi­ca­ti mo­ti­vi

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