La glas­sa

Dolci & Co - - SCOPRIAMO... -

IÈ una go­lo­sa co­per­tu­ra che man­tie­ne mor­bi­di i dol­ci, li de­co­ra e li lu­ci­da con ef­fet­ti spet­ta­co­la­ri. l ter­mi­ne “glas­sa­re” si ri­fe­ri­sce all’ope­ra­zio­ne di ri­co­pri­re la su­per­fi­cie di un ali­men­to, o di una pre­pa­ra­zio­ne cu­li­na­ria, con uno stra­to lu­ci­do. Nei des­sert, que­sta co­per­tu­ra è sem­pre dol­ce e si fa con mar­mel­la­ta, fon­dant, cioc­co­la­to o zuc­che­ro mi­sce­la­to con ac­qua, al­bu­mi, tuor­li o bur­ro.

Una pel­li­co­la dol­cis­si­ma

La glas­sa più sem­pli­ce si ot­tie­ne me­sco­lan­do lo zuc­che­ro a ve­lo con ac­qua cal­da, ag­giun­ta un cuc­chia­io al­la vol­ta e me­sco­lan­do in con­ti­nua­zio­ne fi­no a ot­te­ne­re un com­po­sto flui­do di co­lo­re bian­co. Si usa per de­co­ra­re ciam­bel­le, bi­scot­ti, tor­te... I dol­ci si met­to­no su una gri­glia a per­de­re gli ec­ces­si di glas­sa e si la­scia­no ri­po­sa­re fi­no al so­li­di­fi­car­si di es­sa. Quan­do si ri­co­pre una tor­ta, la glas­sa si ver­sa par­ten­do dal cen­tro e si sten­de con una spatola dall’in­ter­no ver­so l’ester­no.

La ghiac­cia rea­le

Si pre­pa­ra sbat­ten­do 1 al­bu­me con 250 g di zuc­che­ro a ve­lo fi­no a ot­te­ne­re una con­si­sten­za den­sa. Si può uni­re qual­che goc­cia di suc­co di li­mo­ne per mon­ta­re me­glio gli al­bu­mi e ren­der­la più lu­ci­da; lo stes­so ef­fet­to si ot­tie­ne con il cre­mor tar­ta­ro, che ne au­men­ta il vo­lu­me e ren­de la glas­sa mo­del­la­bi­le. Più zuc­che­ro a ve­lo si usa, più com­pat­ta sa­rà la co­per­tu­ra e, in­se­ri­ta in un co­net­to di car­ta, si po­trà usa­re an­che per crea­re di­se­gni e de­co­ra­zio­ni fi­ni. La ghiac­cia rea­le e la glas­sa si pos­so­no aro­ma­tiz­za­re e co­lo­ra­re, an­che con­tem­po­ra­nea­men­te. Quan­do si me­sco­la­no i tuor­li con lo zuc­che­ro a ve­lo, si ot­tie­ne la cre­ma in­gle­se. La mi­sce­la vie­ne cot­ta a ba­gno­ma­ria, me­sco­lan­do de­li­ca­ta­men­te con un pen­nel­lo per non fa­re per­de­re co­lo­re ai tuor­li. Que­sta co­per­tu­ra è fat­ta so­li­di­fi­ca­re in for­no.

Un ba­gno di mar­mel­la­ta

Per pri­ma co­sa la mar­mel­la­ta va scal­da­ta, per fil­trar­la ed eli­mi­na­re even­tua­li pez­zi di frut­ta. Poi si di­lui­sce con po­ca ac­qua e si por­ta a bol­lo­re, me­sco­lan­do sem­pre. Si la­scia in­tie­pi­di­re, quin­di si spen­nel­la sul­la su­per­fi­cie di una tor­ta per lu­ci­dar­la.

La co­per­tu­ra di cre­ma di bur­ro si usa spes­so per de­co­ra­re i cu­p­ca­kes. Si pre­pa­ra sbat­ten­do il bur­ro a tem­pe­ra­tu­ra am­bien­te con lo zuc­che­ro a ve­lo, usan­do le fru­ste elet­tri­che, fi­no a ot­te­ne­re una cre­ma sof­fi­ce. Di so­li­to, si ag­giun­ge un cuc­chia­io di lat­te e, co­me la ghiac­cia rea­le, è aro­ma­tiz­za­bi­le e co­lo­ra­bi­le.

Con que­sta pa­sta di zuc­che­ro si ri­co­pro­no e de­co­ra­no tor­te, dol­cet­ti, cu­p­ca­kes... Per la­vo­rar­la, è ne­ces­sa­rio che sia mor­bi­da e pla­sma­bi­le. Se è in gran­di por­zio­ni, si ap­piat­ti­sce con le ma­ni e si sten­de con un mat­te­rel­lo dal cen­tro ver­so l’ester­no. Se si de­vo­no crea­re pic­co­li de­co­ri con le ma­ni, va la­vo­ra­ta co­me fos­se pla­sti­li­na, af­fin­ché di­ven­ti ela­sti­ca ma non ap­pic­ci­co­sa. Si può fon­de­re a ba­gno­ma­ria, sen­za pe­rò su­pe­ra­re i 40 °C per non far­le per­de­re lu­ci­di­tà; si può an­che uti­liz­za­re per ri­co­pri­re i bi­gnè.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.