Sce­ne da film

Dove - - Icone Contemporanee -

La fa­sci­na­zio­ne tra ci­ne­ma e motel, luogo che per­met­te ai per­so­nag­gi di ope­ra­re fuori dal pro­prio am­bien­te e quin­di dal­le con­ven­zio­ni, ri­sa­le al­la com­me­dia del 1934 Ac­cad­de una­not­te, di Frank ca­pra: in una stan­za af­fit­ta­ta per la not­te il re­por­ter clark ga­ble ap­pen­de una ten­da tra il suo gia­ci­glio e quel­lo del­la vi­zia­ta ere­di­tie­ra clau­det­te col­bert pri­ma di to­glier­si la ca­mi­cia e ri­ve­la­re che non por­ta la ca­not­tie­ra (con il fa­mo­so con­se­guen­te crol­lo del mer­ca­to del­le ma­gliet­te del­la sa­lu­te). Fa­sci­na­zio­ne che con­ti­nua con l’im­bo­sca­ta ai dan­ni di Ja­net lei­gh in L’in­fer­na­leQuin­lan­di or­son Wel­les, le sce­net­te sur­rea­li di 200mo­tel­sdi Frank Zap­pa, le clau­stro­fo­bi­che al­lu­ci­na­zio­ni esi­sten­zia­li di John tur­tur­ro in Bar­to­nFink dei coen, i fug­gi­ti­vi di Far­go, Thel­maeLoui­se, Bon­niee Cly­de, le sto­rie al limite dell’hor­ror di Va­can­cye Iden­ti­ty. Ma non c’è motel più fa­mi­ge­ra­to del Bates in cui si svol­ge Psycho: non a ca­so nel trai­ler di ben sei mi­nu­ti gi­ra­to dal­lo stes­so Hit­ch­cock, il re­gi­sta in­gle­se non mo­stra né gli at­to­ri né al­cu­na sce­na del film, pre­sen­tan­do al pub­bli­co solo “la si­ni­stra ca­sa sul­la col­li­na” e “il motel dall’aspet­to in­no­cen­te”. Per lui an­che le lo­ca­tion era­no per­so­nag­gi.

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