Dal­le fo­re­ste al­le sco­glie­re

Dove - - Piccardia -

con una scat­tan­te Fiat 500 ca­brio per far­si sor­pren­de­re dal­le stra­de di cam­pa­gna del­la Pic­car­dia. E a bor­do di una fa­mi­lia­re tut­ta sprint co­me la Volkswagen Pas­sat all­track per rin­cor­re­re le sue in­fi­ni­te spiag­ge e ma­ree com­ple­ta­men­te rin­no­va­ta den­tro e fuo­ri, la Fiat 500 Ca­brio, per una cop­pia o per quat­tro ami­ci, è l’au­to per­fet­ta per la va­can­za. i van­tag­gi so­no tan­ti: per pri­ma co­sa met­te al­le­gria so­lo a guar­dar­la, poi è agi­le e scat­tan­te quan­to ba­sta per per­cor­re­re con si­cu­rez­za le stra­de che da Beau­vais por­ta­no ad Amiens e poi su fi­no al ma­re. La Pic­car­dia, in­fat­ti, non ha ri­lie­vi de­gni di no­ta. an­zi, si pre­sen­ta qua­si tut­ta pia­neg­gian­te, con fol­te fo­re­ste che la ren­do­no sug­ge­sti­va. È ve­ro: il bau­le non è Go­lia, ma non è un pro­ble­ma per chi sa as­sem­bla­re il pro­prio trol­ley con astu­zia. Sa­li­re sul­la 500 ca­brio è fa­ci­le. La por­tie­ra, che si apre a 90 gra­di, con­sen­te an­che ai pas­seg­ge­ri se­du­ti die­tro di non sot­to­por­si a spe­ri­co­la­te con­tor­sio­ni (an­che se il top ri­ma­ne il viag­gio in cop­pia). La ver­sio­ne 2015 si di­stin­gue per i fa­ri più gran­di che in­glo­ba­no le lu­ci a Led, la gri­glia

del­la ma­sche­ri­na più ela­bo­ra­ta, il pa­ra­ur­ti più pro­mi­nen­te e ston­da­to, pro­get­ta­to in vir­tù del­le nor­me sal­va pe­do­ne. L’abi­ta­co­lo pia­ce di più per­ché è più pra­ti­co, e in­ter­pre­ta an­co­ra me­glio un sen­so di ele­gan­za non osten­ta­ta. a go­de­re dei mi­glio­ra­men­ti so­no i det­ta­gli, co­me la for­ma dei pul­san­ti dei fi­ne­stri­ni, che si tro­va­no an­co­ra ac­can­to al cam­bio, il vo­lan­te con gli in­ser­ti cro­ma­ti, i tes­su­ti prin­ci­pe di Gal­les per ri­ve­sti­re i se­di­li. Nel viag­gio ver­so il ma­re del­la Ma­ni­ca, per­cor­ro­no stra­de che co­steg­gia­no sco­glie­re, cam­pi col­ti­va­ti, al­le­va­men­ti di bo­vi­ni e di ovi­ni e at­tra­ver­sa­no pic­co­li bor­ghi. La 500 ca­brio su que­ste stra­de si com­por­ta be­ne; lo ster­zo è pre­ci­so, il mo­to­re due ci­lin­dri tur­bo ben­zi­na da 85 ca­val­li spin­ge con un sor­pren­den­te vi­go­re e la ta­ra­tu­ra, un fi­lo ri­gi­da, del­le so­spen­sio­ni ser­ve a co­niu­ga­re il com­fort con l’agi­li­tà. I con­su­mi sod­di­sfa­no la co­scien­za ver­de: 18-20 km con un li­tro so­no tra­guar­di rag­giun­gi­bi­li. La 500 ca­brio si può tro­va­re an­che a no­leg­gio, per­ché la Pic­car­dia, re­gio­ne a nor­de­st di Pa­ri­gi, non è pro­prio die­tro l’an­go­lo: dall’ita­lia del nord so­no al­me­no 13-14 ore di gui­da. im­pre­sa, in­ve­ce, del tut­to pos­si­bi­le per chi si met­te al vo­lan­te di una Volkswagen Pas­sat All­track, una fa­mi­lia­re che fa di tut­to per es­se­re scam­bia­ta per una sport uti­li­ty. in au­to­stra­da, sul fi­lo dei 130 ora­ri, è tan­to si­len­zio­sa e co­mo­da (ma so­lo per quat­tro viag­gia­to­ri), che si po­treb­be im­ma­gi­na­re di non fer­mar­si mai. il mo­to­re a ga­so­lio (non ci so­no ben­zi­na in li­sti­no) con­sen­te me­die di con­su­mo da 23-24 km con un li­tro, la tra­smis­sio­ne au­to­ma­ti­ca a dop­pia fri­zio­ne ag­giun­ge

si

la mor­bi­dez­za e la ve­lo­ci­tà del­le cam­bia­te. il ri­sul­ta­to è un gran sou­ples­se di mar­cia, che la ren­de per­fet­ta a chi vuo­le vi­si­ta­re il Nord fran­ce­se con fi­gli e ni­po­ti­ni an­che in in­ver­no, quan­do ghiac­cio, ne­ve e piog­gia so­no all’ordine del gior­no. E tan­ta si­cu­rez­za: ba­sta pre­me­re il ta­sto off-road e la coo­pe­ra­zio­ne tra mec­ca­ni­ca ed elet­tro­ni­ca re­ga­la al­la all­track una di­sin­vol­tu­ra sor­pren­den­te sui fon­di sci­vo­lo­si e una pre­zio­sa te­nu­ta di stra­da. Per ri­co­no­sce­re una Pas­sat all­track è suf­fi­cien­te con­cen­trar­si sui pas­sa­ruo­ta (in pla­sti­ca, lar­ghi e co­lor an­tra­ci­te) e sui pa­ra­ur­ti, che nel­la zo­na in­fe­rio­re mon­ta­no pro­te­zio­ni sot­to­scoc­ca sti­le fuo­ri­stra­da. a que­sto si ag­giun­ga poi la di­stan­za dal suo­lo rial­za­ta di una qua­ran­ti­na di mil­li­me­tri ri­spet­to al­la ver­sio­ne nor­ma­le. Do­ta­ta di tut­ta la tec­no­lo­gia d’in­for­ma­zio­ne, d’in­trat­te­ni­men­to, di na­vi­ga­zio­ne, la all­track sfog­gia an­che det­ta­gli co­me il si­ste­ma elet­tro­ni­co, che ri­le­va la stan­chez­za del con­du­cen­te. in­fi­ne, al di là dell’ov­vio, stuc­che­vo­le “ri­spet­ta­te i li­mi­ti di ve­lo­ci­tà”, l’uni­ca re­go­la da os­ser­va­re sem­pre? Non per­de­re tem­po (co­me si è abi­tua­ti a fa­re in ita­lia) a cer­ca­re par­cheg­gi gra­tui­ti. So­no tan­to dif­fi­ci­li da tro­va­re quan­to il pro­ver­bia­le ago in un pa­glia­io. Ci si de­ve ras­se­gna­re ad an­da­re drit­ti nei par­cheg­gi a pa­ga­men­to. i con­trol­li so­no se­ve­ris­si­mi e le mul­te ar­ri­va­no sem­pre. Mol­to dif­fu­so, pe­rò, il no­leg­gio bi­ci. E la sco­per­ta di bras­se­rie, chie­se, mu­sei, mo­nu­men­ti di­ven­te­rà an­co­ra più fa­ci­le e di­ver­ten­te. Pao­loar­te­mi

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