Pon­ti d’oro (agli in­na­mo­ra­ti)

Dove - - Londra - di DA­NIE­LA DE RO­SA

Ho­tel d'at­mo­sfe­ra, pas­seg­gia­te ne­gli an­go­li se­gre­ti, yo­ga sul grat­ta­cie­lo e un dol­ce ta­vo­lo per due. Sul Ta­mi­gi il ro­man­ti­ci­smo vi­ve di crea­ti­vi­tà e pic­co­le av­ven­tu­re ur­ba­ne. Per­ché il ve­ro se­gre­to è non an­no­iar­si. Mai

Londra non ha cie­li stel­la­ti. Né ma­re. Pri­va­cy e si­len­zio so­no be­ni ra­ri e pre­zio­si. Ma se lo sco­po di un fi­ne set­ti­ma­na di cop­pia è an­che quel­lo di sfug­gi­re la routine, po­chi posti al mon­do han­no l’ener­gia crea­ti­va e so­no sti­mo­lan­ti co­me la ca­pi­ta­le bri­tan­ni­ca. An­che una sem­pli­ce pas­seg­gia­ta in pie­no cen­tro può sve­la­re per­cor­si ine­di­ti e sco­no­sciu­ti. Gor­don Road, die­tro Hi­gh Street Ken­sing­ton, è una stra­di­na di pic­co­le ca­se con il giar­di­no pro­spi­cien­te. Sem­bra cam­pa­gna, con il traf­fi­co che scor­re un iso­la­to più in là. Non lon­ta­no, nei Kyo­to Gar­dens, giar­di­ni giap­po­ne­si di Hol­land Park, ci si ri­las­sa da­van­ti al pic­co­lo sta­gno con le car­pe koi, il pon­ti­cel­lo sull’ac­qua, le sta­tue di bron­zo del­le tar­ta­ru­ghe. Sem­pre a due pas­si, Leighton Hou­se è la pic­co­la ca­sa-mu­seo dell’Ot­to­cen­to, con ele­men­ti ara­beg­gian­ti e una col­le­zio­ne d’ar­te, do­ve vis­se Lord Fre­de­ric Leighton (1830-1896), pit­to­re e scul­to­re pre-

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