HELEN MIRREN

ELLE (Italy) - - Cinema - Lo­ren­za Ne­gri

È una “da­ma” per­ché ono­ra­ta con il ti­to­lo nel 2003, è “re­ga­le” per­ché con The Queen ha vin­to l’oscar , “la­dy” per la gra­zia e la si­gno­ri­li­tà. Un prin­ci­pe – Al­ber­to di Mo­na­co – le ha ap­pe­na con­se­gna­to la Nin­fa d’oro, per la car­rie­ra te­le­vi­si­va.

Di co­sa va più fie­ra?

For­se del ruo­lo di Ja­ne Ten­ni­son (la de­tec­ti­ve del­la se­rie cult Pri­me Su­spect): è sta­to fon­da­men­ta­le, mi ha per­mes­so di scrol­lar­mi di dos­so le par­ti di gio­va­ne se­xy. Fu un ruo­lo ri­vo­lu­zio­na­rio. C’era bi­so­gno di don­ne in par­ti for­ti in tv.

Ha una car­rie­ra lon­ge­va…

È una spe­cie di mi­ra­co­lo! For­se per­ché non mi so­no mai li­mi­ta­ta: ho fat­to ci­ne­ma, te­le­vi­sio­ne, tea­tro...

Tra i ruo­li sha­ke­spea­ria­ni, con chi si iden­ti­fi­ca?

Di­pen­de dal­la gior­na­ta: a vol­te mi sen­to dia­bo­li­ca co­me La­dy Mac­be­th, al­tre mi sen­to vul­ne­ra­bi­le co­me Ofe­lia, al­tre an­co­ra pie­na di gio­ia e fe­li­ce nel­la na­tu­ra co­me Ro­sa­lin­da.

Lei e suo ma­ri­to ave­te una mas­se­ria nel Sa­len­to...

Sì, e col­ti­via­mo splen­di­di me­lo­gra­ni. I lo­ca­li ci han­no ac­cet­ta­to co­me due di lo­ro. Lì mi sen­to li­be­ra.

Co­sa si­gni­fi­ca con­di­vi­de­re 30 an­ni di vi­ta con un uo­mo?

Tay­lor (Hack­ford) è il mio com­pa­gno. Se sei ab­ba­stan­za for­tu­na­ta, ti in­na­mo­ri di qual­cu­no che poi re­sta con te. All’ini­zio è sta­ta du­ra: ero in­di­pen­den­te. Poi ho ca­pi­to che una cop­pia è più for­te di due in­di­vi­dui, per­ché hai qual­cu­no con cui con­fron­tar­ti. Sei in una po­si­zio­ne pri­vi­le­gia­ta.

Com’era a vent’an­ni?

So­gna­vo la re­ci­ta­zio­ne, in­ve­ce stu­dia­vo per di­ven­ta­re in­se­gnan­te. Ero con­vin­ta di ave­re scar­se chan­ce. Per for­tu­na uno stu­den­te di ci­ne­ma mi chie­se di re­ci­ta­re in un suo pro­get­to. Me­no ma­le che gli ho det­to sì!

Un con­si­glio che da­reb­be a una gio­va­ne?

Quel­lo che c’è scrit­to sul­la tua ma­gliet­ta: “Non fi­ni­re con un la­men­to, ma con il bot­to!”. E poi: ar­ri­va pun­tua­le, non es­se­re ar­ro­gan­te, non far­ti rim­be­cil­li­re dai so­cial e dal­le im­ma­gi­ni fuor­vian­ti del­le ico­ne del nul­la che li in­fe­sta­no.

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